Di Monica Macchioni
Quanto sta accadendo in Rai oggi era inimmaginabile nella Rai del Pentapartito e del Manuale Cencelli.
Ci fa senza dubbio rimpiangere la Prima Repubblica, i suoi riti, il buonsenso dei suoi politici, il senso del ridicolo che ieri c’era e oggi non c’è’ più.
Scoppia un altro caso Sangiuliano, accusato dai parlamentari Bonelli e De Cristoforo di fare da megafono al governo Meloni e al centrodestra scrivendo peraltro su un giornale dichiaratamente di area. Pietra dello scandalo infatti l’articolo pubblicato oggi in prima pagina sul Giornale dal titolo: “L’Eliseo a pezzi è’ il simbolo del declino francese. La lite con Salvini”.
Non dimentichiamo che Sangiuliano a Parigi rappresenta la Rai, cioè il servizio pubblico radiotelevisivo italiano, come più volte citato da Mattarella.
Ma ve lo immaginate voi Paolo Frajese inviato Rai a Parigi dal 1977 al 1993 scrivere un articolo sulla Gazzetta del Popolo per criticare Valery d’Estaing o per mettere in discussione la dottrina Mitterand?
Suvvia, siamo seri!
Ma di che stiamo parlando?
Oltre alla discutibilissima e particolarissima scelta della Rai di inviare come capo sede a Parigi Gennaro Sangiuliano – appena dimissionato da Ministro, senza una vera soluzione di continuità, cioè senza metterlo per un congruo periodo di tempo a “disposizione del direttore” come è’ avvenuto per tutti i comuni mortali in Rai, anche quelli che hanno dimostrato una professionalità vera, acclarata e di decenni (a dimostrare che la moglie di Cesare non deve solo essere al di sopra di ogni sospetto, ma deve apparire tale)- risulta lapalissiana l’inopportunità politica che un capo sede Rai a Parigi, già’ ministro del governo Meloni, si metta a scrivere un articolo – non importa se su carta stampata, su Facebook o altrove- che riguardi la politica in Francia e a Parigi. Sangiuliano è’ andato molto oltre il cattivo gusto.
Questo articolo, però, e la reazione scomposta di tantissimi esponenti del centrodestra, scatenatasi sulle agenzie di stampa a favore del giornalista e della sua libertà di pensiero e azione, solleva comunque il vero problema che attanaglia la Rai e cioè i due pesi e le due misure.
Dopo l’articolo di oggi possiamo tutti dire senza pericolo di essere smentiti che il re è’ nudo e che qualcuno deve intervenire istituzionalmente con forza autorevolezza e rigore per porre fine a questo caos in Rai.
Dietro la spada di Damocle del tanto sbandierato a sproposito codice etico Rai si nascondono infatti figli e figliastri, favoritismi, censure, il peggio del peggio insomma.
E allora, caro onorevole Trancassini, anziché fare dichiarazioni che sono come il bue che da’ del cornuto all’asino, accusando impropriamente la sinistra di volere imparzialità di stampa solo quando le fa comodo, magari invii una lettera o mandi un whats up al suo uomo in Rai, Giampaolo Rossi e chieda di ritirare, cancellare, bruciare la circolare che impicca i giornalisti e la libertà di stampa impedendo loro addirittura di usare i propri profili personali Facebook a piacimento.
Proprio lei, al solo scopo di difendere Sangiuliano, invoca oggi la libertà di stampa ?
Il fatto che Sangiuliano scriva che ricorrerà alla Corte Europea, a parte il fatto di voler negare l’’evidenza e mascherare l’ennesima sua gaffe, ha però un altro risvolto comico.
Sarà così messa sotto accusa finalmente anche la circolare voluta da Rossi che lede pesantemente la libertà di stampa e va contro la nostra Costituzione ?
Finalmente, al solo scopo di salvare Sangiuliano, si riuscirà almeno ad abolire la mordacchia del codice etico Rai che oggi viene applicato politicamente colpendo i nemici e graziando gli amici e i sodali di partito ?
Rimane comunque il fatto che, anche da non ministro, Sangiuliano con la sua pesante caduta di stile riesce a far fare al governo Meloni una figuraccia sul piano della immagine e dei rapporti che è’ peggiore addirittura della figuraccia di Schillaci sul Nitag.