Di Antonino Salsone
“Come balestro frange, quando scocca / da troppa tesa, la sua corda e l’arco …” (Come una balestra spezza corda e arco, quando scocca per eccessiva tensione … – Purgatorio, canto XXXI).
Ancora una volta il Sommo ha avuto ragione: a tirarla troppo, la corda si spezza.
Fatto salvo che uno dei due lembi sia tenuto da chi ha troppo potere sull’altro (qualunque sia la ragione), nel qual caso non c’è ragionevolezza che tenga perchè l’obiettivo è quello della supremazia, nei rapporti umani e sociali occorre evitare di tirare troppo la corda perchè il rischio di spezzarla è forte e incombente.
A cosa serve avere in mano un pezzo di corda monco?
Il risultato è solo una soddisfazione egonica che è però temporanea e lascia in ereditá un permanente senso di vuoto e di rimpianto.
Invece, come insegna la Scolastica, “la virtú sta nel mezzo”.
L’intelligenza, la ragionevolezza e la passione umana (sia essa di cuore o di testa) servono proprio a fermarsi un attimo prima e ad annodare i due lembi in un nodo fortificante che unisce in modo duraturo.