Di Leonardo Masella
1) – Innanzitutto io penso, anzi sono convintissimo che l’elezione di Trump sia stata un duro colpo ai guerrafondai che hanno cominciato la guerra alla Russia e vogliono continuarla a qualsiasi costo.
Guerrafondai che hanno la loro testa negli Usa (e tentacoli in tutto il mondo ed ora soprattutto in Europa), nel cosiddetto Deep State, cioè in un centro di comando segreto che dirige i principali apparati di potere americani, politici, militari, finanziari e di intelligence.
Questo centro c’è sempre stato negli Usa e in tutti i paesi capitalistici, e non solo.
Negli Usa le istituzioni e i presidenti eletti non sono quelli che decidono la politica dello Stato, o quanto meno non decidono tutto, hanno sempre dovuto sottostare o tener conto delle pressioni (fatte in tutte le maniere possibili, anche con ricatti e minacce) del Deep State.
E se un presidente resiste alle pressioni viene eliminato in diversi modi, o con l’impeachment o con l’assassinio.
Trump subì un impeachment durante la sua presidenza (nel 2019, per l’inchiesta che si denominava non a caso RUSSIAGATE) e che fallì, e un attentato per ucciderlo durante la campagna elettorale dello scorso anno, a cui è sfuggito miracolosamente.
Quindi chi sostiene che Trump o Biden sono la stessa cosa sbaglia clamorosamente, anche influenzato dalla propaganda anti-trump che hanno scatenato i media “democratici” da quando è stato eletto, con lo scopo esclusivo, malcelato, di non fagli fare alcun accordo di pace con la Russia.
L’incontro in Alaska fra Trump e Putin è stato uno smacco clamoroso per i guerrafondai che non a caso non l’hanno ben digerito e hanno scatenato la controffensiva di provocazioni a cui assistiamo in questi giorni.
Perché Trump vuole un accordo di pace con Putin?
Forse perché è un pacifista?
Forse perché non è un imperialista ?
Assolutamente no.
È solo perché quella di Trump è una corrente diversa dell’imperialismo che pensa sia meglio puntare a rafforzare gli Usa nella sua economia evitando la logica degli interventi militari “umanitari” (falsamente umanitari), forse anche per staccare la Russia dalla Cina.
La cricca di Trump rimane imperialista, come si vede dalla posizione sul conflitto palestinese. Tuttavia poiché la priorità delle priorità è evitare una terza guerra mondiale termonucleare e rompere l’accertamento della Nato alla Russia cominciato con l’89, anche perché se la Russia si lbera dalla morsa della Nato potra aiutare la causa palestinese altrimenti è una pia illusione che i paesi arabi possano fermare il genocidio in corso e men che meno possano farlo i paesi europei, ipocriti complici di Israele, è semplice comprendere che è meglio sostenere la linea Trump ĺsulla Russia piuttosto che quella dei suoi avversari.
2) – Sostenere la linea trattativista di Trump, come per esempio fa un giornalista eccellente come Travaglio, diversamente dai dirigenti non solo del Pd ma anche del M5Stelle, significa sventare una guerra fra Nato e Russia?
No.
Perché il Deep State americano è ancora fortissimo, ha preso in mano la direzione della Ue e dei governi inglese, francese e tedesco e sta reagendo con provocazioni gravissime per dare il pretesto alla Nato non solo di continuare la guerra in Ucraina ma di estenderla alla Polonia e ai paesi baltici e quindi a tutta l’Europa.
Senz’altro questi guerrafondai da strapazzo europei (Von der Leyen, Macron, Starmer, Merz), senza gli Usa, non faranno nessuna guerra alla Russia, ma – marionette nelle mani del Deep State Usa – stanno tentando di ostacolare ogni accordo di pace fra Trump e Putin e in parte ci stanno riuscendo, condizionando pesantemente Trump.
Fra questi guerrafondai può esserci qualche pazzo che pensa sia meglio fare una guerra mondiale a Russia e Cina e distruggere l’umanità piuttosto che far nascere il mondo nuovo che era insieme ai paesi dei Brics e della Sco a Pechino nei giorni scorsi e che significherebbe non solo la fine del dominio americano e del dollaro sul mondo, ma anche la fine di secoli di colonialismo occidentale e della falsità della democrazia liberale (nella logica del “muoia Sansone con tutti i filistei”, dove il Sansone siano tutti noi).
3) – Però oltre al precedente rischio estremo, c’è un altro pericolo meno grave ma altrettanto devastante per noi.
Se il Deep State si vede alla disperazione prima della sconfitta definitiva (con Macron alla
frutta e Starmer e Merz in grandi difficoltà) potrebbero pensare di fare delle gravi provocazioni per trascinare gli Usa in una guerra diretta (non per procura com’è ora in Ucraina) con la Russia, ma sul solo territorio europeo anche senza l’uso delle armi nucleari.
Lo stesso Trump, messo alle strette e in difficoltà dal Deep State (come si vede ora dopo l’incontro in Alaska con Putin – potrebbe essere tentato da questa soluzione per fare molti danni sia alla Russia che all’Europa tenendo gli Usa fuori dalla guerra.
4) – D’altra parte i guerrafondai europei sono in grande difficoltà in casa loro. Starmer deve affrontare gravi difficoltà di governo e una ampia scissione del suo partito ad opera di Corbyn.
Macron è alla frutta e per la prima volta sembra che destra e sinistra possano – finalmente ! – mettersi d’accordo per farlo cadere e sostituirlo.
E Il cancelliere tedesco Merz sta affrontando una gravissima crisi economica senza precedenti dovuta alla crisi di tutte le grandi fabbriche di auto tedesche a causa degli altissimi costi energetici dopo la distruzione del gasdotto Nortstream.
Se in Europa avanzano le forze pacifiste di sinistra (come il nuovo partito di Corbyn o quello di Sahra Wagenknecht in Germania e le forze sovraniste e di destra non euro-atlantica è possibile evitare una guerra in Europa e fermare la guerra in Ucraina, rompendo l’accerchiamento Nato alla Russia, collocando una nuova entità europea che sorgesse sulle ceneri della Ue nel mondo nuovo che sta sorgendo, pacifico, collaborativo, a economia prevalentemente produttiva e non finanziaria, prevalentemente diretta dagli Stati (cioè pubblica) e non dalle multinazionali.