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Intervista a Indiana della giornalista Gioia Re

Indiana - ilGraffio - Monica Macchioni

Intervista a Indiana di Gioia Re Chi è Indiana? Indiana non è solo una poetessa, ma anche una musa sa arpeggiare sapientemente con le corde delle emozioni più vere,parla d’amore […]

Intervista a Indiana di Gioia Re

Chi è Indiana?

Indiana non è solo una poetessa, ma anche una musa sa arpeggiare sapientemente con le corde delle emozioni più vere,parla d’amore con sentimento e raffinatezza, Indiana permette al lettore, un semplice rispecchiamento che con lo stesso riflettiamo i nostri sentimenti. Le sue poesie non sono descrizioni, ma dialoghi parla della sua solitudine, dei suoi tormenti, del suo desiderio di libertà. In sintesi indiana, è un’autrice versatile che si muove con disinvoltura tra generi diversi, usando la scrittura per esplorare le emozioni e le sfumature della vita.

Per sentirti viva hai bisogno di reinventarti ogni giorno?

La reinvenzione è una parola che mi fa sorridere. Per me, non si tratta di un di un’invenzione, ma di una continua e profonda esplorazione.

Come poetessa cerco l’essenza delle cose e la loro verità. I miei versi nascono da un ascolto profondo, ma come scrittrice, il lavoro e diverso. La prosa mi spinge a creare mondi, a dare voce a personaggi a seguire trame complesse. Ogni nuovo racconto è un’architettura che non ho mai costruito prima,una vita che non ho mai vissuto. Quindi la risposta è duplice: come poeta no; come narratrice si, “in un certo senso”.

Ti trovi a tuo agio quando con curiosità ti addentri nel mondo dei bambini per raccontare le fiabe?

Molto più che a mio agio punto nel mondo dei bambini, la mia anima di scrittrice trova una pace e una purezza che la poesia, a volte non riesce a catturare. La poesia è la mia tempesta anteriore,

Il luogo dove affronto i grandi dilemmi dell’esistenza. Ma nelle favole, ritrovo una bellezza primordiale. Per me, non c’è contraddizione tra il mio lavoro di poeta ,che cerca le verità più profonde, e il mio lavoro di narratrice per l’infanzia, che le veste di parole semplici e immagini potenti.

I cavalieri dell’ordine dei valorosi è il tuo primo romanzo epico cavalleresco, che cosa ti ha spinto ad entrare nel passato?

Non sono entrata nel passato, ho cercato una via per esprimere l’eterno presente. Come poetessa, sono attratta dalle archetipi, dalle figure universali che si ripetono nel tempo i cavalieri non sono per me personaggi storici, ma simboli di un’anima in cerca di redenzione, di un’ideale di giustizia e di un’ossessione per il sacro.

Il medioevo è solo lo scenario, ma la storia che ho raccontato è quella della lotta interiore tra il bene e il male, tra la fede e la disperazione.

Ho usato un linguaggio antico per raccontare una battaglia che è ancora attuale, quella che ogni essere umano combatte dentro di sé per la propria dignità.

Domani è un altro giorno, diceva Rossella O’Hara in Via con vento, Indiana le somiglia si presenta da sola, lasciando tutti con il naso all’ insù.

Gioia Re (Giornalista)

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