Domani un pensiero andrà a un uomo che amava la libertà, che ha saputo trasformare i sogni in visione e la visione in realtà. Non esiste futuro senza coraggio, non esiste cambiamento senza la forza di credere fino in fondo in ciò che si è e in ciò che si sogna.
Il mio sogno è quello di un’Italia che torna a fare, ad osare, ad innovare. Un’Italia capace di rinnovarsi senza paura, di rialzarsi ogni volta più forte, di guardare avanti senza rimpianti.
È il sogno di una patria che ritrova la propria voce, che riscopre l’orgoglio dei suoi valori, che cammina leggera e determinata come i nostri bersaglieri: con passo rapido, con disciplina, con cuore ardente.
Mi hanno chiamata la bersagliera di Roberto Vannacci. Non è un semplice soprannome, ma una responsabilità che accetto con fierezza. Perché i bersaglieri non si fermano, non esitano, non arretrano. Corrono. E io credo in un’Italia che deve tornare a correre.
Non un Paese fermo, incatenato dalle proprie paure, ma un Paese che avanza con lo sguardo rivolto al domani. Un Paese che ritrova la sua identità, la sua bandiera, la sua unità.
È tempo di riaccendere quell’entusiasmo che parla al cuore di tutti noi. È tempo di riscoprire la forza che ci rende popolo, la passione che ci rende uniti, la fiducia che ci rende invincibili.
Perché l’Italia non deve arrancare.
L’Italia deve vincere, deve sognare.