La Corte dei conti ha certificato ciò che i territori vedono ogni giorno: ritardi significativi nell’attuazione del PNRR e criticità che mettono a rischio i cronoprogrammi. Nella cultura, tra gare, pareri e rimodulazioni, troppi interventi restano impantanati. Così non si costruisce futuro: si consumano occasioni, dichiara Luca Sforzini, esperto d’arte, proprietario del Castello di Castellar Ponzano, fondatore di Rinascimento e ispiratore dei primi Team Vannacci delle province di Pavia e Alessandria.
Il Ministero aggiorna procedure e sistemi di controllo, ma il dato politico è chiaro: se non cambiamo governance, i fondi diventano carta e i cantieri restano annunci. L’Italia non può permettersi un “PNRR della cultura” che procede a strattoni tra autorizzazioni, bandi deserti e progettifici senza impatto, incalza Sforzini, richiamando i colli di bottiglia emersi su autorizzazioni e la recente revisione del Si.Ge.Co MiC (agosto 2025).
La proposta di Rinascimento: poteri veri, tempi certi
Authority nazionale indipendente per i fondi culturali, collegata a Palazzo Chigi, con monitoraggio trimestrale pubblico dei progetti e poteri sostitutivi verso enti inadempienti.
Standard unici di trasparenza: verbali e punteggi online per bandi e affidamenti; indicatori di impatto culturale e territoriale obbligatori (non solo spesa).
Corsia rapida per progetti sotto soglia e interventi su musei, biblioteche, archivi: parere unico entro 45 giorni e silenzio-assenso qualificato su attività manutentive/di messa in sicurezza ricorrenti.
La Corte dei conti ha acceso il faro; adesso tocca alla politica. Chi guida il Paese decida se vuole una rinascita culturale o un labirinto di adempimenti. Ogni mese perso è reputazione che si sgretola e comunità che restano senza biblioteche, musei vivi, spazi educativi. L’Italia smetta di celebrare la bellezza nei convegni e la faccia vivere nei cantieri», conclude Sforzini.