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Politica, tra passione e mestiere.

Francesco Nicola Maria Petricone - ilGraffio - Monica Macchioni

Intervista di Monica Macchioni al Prof. Avv. Francesco Nicola Maria Petricone Quando ho dato la mia disponibilità a candidarmi come capolista per Forza Italia al consiglio comunale di Giugliano in […]

Intervista di Monica Macchioni al Prof. Avv. Francesco Nicola Maria Petricone

Quando ho dato la mia disponibilità a candidarmi come capolista per Forza Italia al consiglio comunale di Giugliano in Campania, come espressione della società civile, ho accettato un invito di Antonio Tajani e Deborah Bergamini per cambiare il territorio, in cui credo.

Francesco Nicola Maria Petricone, professore ordinario di Sociologia dei fenomeni politici e giuridici, è titolare della cattedra di ‘EU policies and global challenges’ all’Università Lumsa. E si confronta sulle prossime elezioni regionali e sul significato che possono avere per riportare la politica al servizio dei cittadini.

Professore Petricone, il mondo occidentale è oggi scosso da guerre e tragedie che stanno certamente mettendo a dura prova i valori di libertà, democrazia e indipendenza, conquistati duramente dopo le due guerre mondiali. In questo periodo, come la politica può aiutare a recuperare il terreno perduto?

Siamo di fronte ad un bivio: assecondare la tirannia del presidente del paese aggressore dell’Ucraina, Putin, ricercato per crimini di guerra per sequestro e deportazione di innocenti ucraini, o lottare come ha fatto la Moldavia della presidente Sandu per far vincere la democrazia e sconfiggere una volta per tutte il dittatore Putin. I valori della democrazia devono fare da scudo al terrore russo e delle altre dittature come Mosca per attrarre nuovi paesi sul sentiero della libertà. La Politica, con la “P” maiuscola, è più che mai indispensabile in questo momento per raggiungere questo obiettivo. Dipende solo da noi.

Torniamo in Italia. In molte regioni i cittadini si apprestano a votare per scegliere da chi farsi governare nei prossimi cinque anni. Eppure, dove si è già votato, l’affluenza è bassa. Perché?

Perché gli elettori vedono sempre le stesse facce e gli stessi slogan e sono bombardati da una comunicazione asfissiante. Di fatto, si sentono oppressi da una politica che li usa e li fa sentire strumenti invece che fini. I candidati sono selezionati in base alla fedeltà a chi li sceglie, non per competenza. È arrivato il momento di valorizzare intelligenze e professionalità della società civile disponibili a mettersi al servizio dei cittadini per passione e non per mestiere. E non fare ostruzionismo al momento del voto, usando i candidati della società come specchietto delle allodole, sacrificandoli ai soliti candidati territoriali.

Quale è, secondo lei, il principale ostacolo perché questo si realizzi?

In questo momento occorre stare tra la gente e aiutare i cittadini ad esprimere una partecipazione di cui si sentono invece privati. Abbiamo organizzato in questi giorni nella Calabria di Roberto Occhiuto l’iniziativa “Cambia…Menti” che parta dalla valorizzazione della meravigliosa Vallata dello Stilaro, coinvolgendo sindaci, associazioni e portatori di interesse del territorio. Bisogna rimuovere innanzitutto il pregiudizio dei cittadini sulla politica, rimuovendo subito tutti gli ostacoli che li fanno sentire separati dai loro rappresentanti. A partire dai politici di mestiere e non per passione.

Lei pensa di candidarsi alle prossime elezioni regionali?

Da cattolico liberale, meridionale, europeista, più volte emigrato nella mia vita, metto la persona al centro della mia attività accademica, esperienza, competenza, onestà, professione di professore universitario, avvocato, giornalista, già magistrato, a servizio delle nostre comunità. Vivo e difendo i valori del Partito popolare europeo nel solco della tradizione repubblicana di Don Luigi Sturzo, Alcide De Gasperi e del cristianesimo sociale di Giorgio La Pira. Ancora prima, con Giustino Fortunato. Credo oggi nell’importanza strategica del nostro Sud. Sono gli stessi principi ai quali si ispira il partito plurale guidato da Antonio Tajani, come lui stesso ha ricordato qualche giorno fa a Telese. Sto valutando le proposte che mi vengono rappresentate, per verificare se ci saranno le condizioni per cambiare veramente i territori e migliorarli.