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Nobiltà e Chiesa Ortodossa in Italia

Nobiltà Ortodossa - IlGraffio - Monica Macchioni

Oggi in Italia, i cristiani ortodossi, fedeli alle diverse chiese canoniche in comunione, sono oltre due milioni, un quarto cittadini italiani. E anche in ambito nobiliare e cavalleresco ci tengono […]

Oggi in Italia, i cristiani ortodossi, fedeli alle diverse chiese canoniche in comunione, sono oltre due milioni, un quarto cittadini italiani. E anche in ambito nobiliare e cavalleresco ci tengono a tutelare le proprie specifiche tradizioni. A potere certificare la legittimità degli eredi delle dinastie già sovrane delle monarchie ortodosse, dei loro ordini cavallereschi e istituzioni nobiliari, sono solo i Patriarchi e i Metropoliti delle competenti chiese canoniche autocefale nazionali.

Materia più complessa è quella delle famiglie nobili di remota origine bizantina, poi trasferitesi in Europa, dopo la caduta di Costantinopoli nel 1453 e spesso, nei secoli successivi, sopratutto in Italia, diventate cattoliche. La riconosciuta autorità internazionale in materia è oggi l’Unione della Nobiltà dell’Impero Romano e dell’Ecumene Ortodossa, comunemente conosciuta come UNIONE BIZANTINA, fondata ad Atene nel 1912, con la benedizione della Santa Chiesa Ortodossa (di Grecia, Serbia, Bulgaria e Costantinopoli).

Questa istituzione, in accordo con le chiese ortodosse, riconosce come legittime eredi di dinastie imperiali solo sei famiglie contemporane delle tante sedicenti: gli ANGELO (Ferrari Angelo Comneno di Tessaglia), i CANTACUZINI (Andronik Cantacuzino – Andronikov Cantacuzene), i COMNENO (Comneno d’Otranto), i FOCA (Spreti Malmesi Griffo Focas di Cefalonia), i LASCARIS (Lascaris Comneno Monroy di Trebisonda) e, come primaria capofila, i PALEOLOGO (Paleologo Mastrogiovanni di Bisanzio di San Mauro Cilento).

Solo a queste famiglie, loro ordini e istituzioni riconosciute, vengono concesse, per cerimonie religiose e cavalleresche, le chiese ortodosse canoniche e, in Italia, anche quelle cattoliche in comunione ecumenica.

“Troppo spesso le chiese vengono utilizzate, in maniera impropria, da gruppi non riconosciuti che cercano cosi di legittimarsi e promuoversi. Come la Chiesa Cattolica tutela gli ordini pontifici, quelli di Malta e del Santo Sepolcro, Costantiniano e Mauriziano; la Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia dovrebbe maggiormente tutelare quelli delle dinastie ortodosse e dell’Unione Bizantina”. ha dichiarato Sua Altezza Imperiale il Principe ortodosso bizantino Giovanni Angelo Paleologo Mastrogiovanni di Bisanzio.

“Da noi è solo la Santa Chiesa Ortodossa l’autorità che certifica la nobiltà delle famiglie storiche. Abbiamo altri usi e consuetudini rispetto all’aristocrazia cattolica occidentale. Ad esempio, se benedetta dal Patriarca o dal Metropolita competente, per gli ortodossi, sono validi sia la successione matrilineare che l’adozione araldica, come era originariamente in uso nell’impero romano, poi a Costantinopoli e in Russia Terza Roma” ha ricordato la contessa ortodossa caucasica Mandilosani Lali Panchulidze Aznauri, delegata della Real Casa Bagrationi di Georgia ma anche autorevole esponente dell’Unione delle Comunità Ortodosse in Italia.

Lali Panchulidze con l'Arcivescovo Metropolita Ortodosso d'Italia, Polycarpos - IlGraffio - Monica Macchioni

Lali Panchulidze con l’Arcivescovo Metropolita Ortodosso d’Italia, Polycarpos

 

Giovanni Paleologo, presidente onorario a vita dell'Unione Bizantina - IlGraffio - Monica Macchioni

Giovanni Paleologo, presidente onorario a vita dell’Unione Bizantina