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Betty Vivian: ”Hydor è un fiume che scorre dentro di noi”

Betty Vivian: la sua produzione, in olio e acquerello, si distingue per l’uso di colori vivi e trasparenti, colature controllate e atmosfere oniriche.

Intervista  di Monica Macchioni a Betty Vivian

Treviso ospita una mostra fuori dal comune: una tela lunga 40 metri, alta 1,60, che trasforma Ca’ dei Carraresi in un paesaggio liquido e mitologico. L’artista Betty Vivian ci racconta la genesi e il significato di “Hydor, il mito dell’acqua”, visitabile gratuitamente fino al 30 novembre.

Betty, da dove nasce l’idea di “Hydor”?

“Hydor nasce da un desiderio profondo di raccontare il mito greco attraverso il linguaggio dell’acqua. Volevo creare un’opera che non si guardasse soltanto, ma che si attraversasse.

Una tela lunga quanto un campo da calcio, che scorresse come un fiume, dove ogni figura mitologica emergesse e si dissolvesse in un paesaggio onirico.”

Hydor - IlGraffio - Monica Macchioni

Un’opera di dimensioni monumentali. Come ha reagito Treviso?

“Con grande generosità. La Fondazione Cassamarca ha accolto il progetto con entusiasmo, offrendomi uno spazio prestigioso come Ca’ dei Carraresi.

È la prima volta che Treviso ospita un’opera pittorica di questa portata, e sento che la città ha risposto con curiosità e affetto.”

Il mito è il cuore della mostra. Quali figure hai scelto di rappresentare?

“Da Oceano e Teti fino a Ulisse, passando per Dafne, Aretusa, Narciso, le Nereidi, Scilla e Cariddi. Ogni personaggio è immerso in un paesaggio liquido, dove il blu, il turchese e il verde acqua si fondono in dissolvenze che evocano memoria, trasformazione, vita.”

Durante l’inaugurazione, gli studenti del Liceo Canova hanno letto l’Odissea. Che ruolo hanno avuto i giovani in questo progetto?

“Fondamentale. Grazie all’Associazione Ex Allievi e al progetto di alternanza scuola-lavoro, gli studenti del Liceo Classico Antonio Canova partecipano attivamente alla mostra. Credo profondamente che l’arte debba dialogare con le nuove generazioni: sono loro i custodi del futuro.

Vederli muoversi tra le onde della tela, ascoltare le loro domande, cogliere i loro sguardi stupiti… è la forma più autentica di riconoscimento che un artista possa ricevere.
E ho voluto dedicare la mostra al mio papà, ex canoviano, recentemente scomparso, che mi ha sempre sostenuto nella vita artistica.”

Hydor1 - IlGraffio - Monica Macchioni

Un messaggio finale per chi visiterà “Hydor”?

“Lasciatevi trasportare. Come scriveva Eraclito, ‘non si può discendere due volte nello stesso fiume’. Eppure, davanti a ogni onda, riconosciamo la nostra forma che scorre. Hydor è un invito a entrare nel movimento lento e infinito del mondo, dove ogni riflesso diventa eterno.”

Chi è Betty Vivian

Betty Vivian, nata a Treviso, è architetto e artista. Fin da bambina si dedica al disegno e alla pittura, vincendo il suo primo concorso a sei anni. Dopo il Liceo Classico e gli studi in Architettura a Venezia, si forma artisticamente con Giò Ferrante e alla Scuola Internazionale di Illustrazione di Sarmede. Trasferitasi in Brasile con la famiglia, approfondisce la pittura con il Maestro Daniel Tavares, esperienza che segna profondamente la sua poetica.

Oggi vive e insegna Arte a Treviso. La sua produzione, in olio e acquerello, si distingue per l’uso di colori vivi e trasparenti, colature controllate e atmosfere oniriche. I paesaggi tropicali e i simbolismi ricorrenti riflettono un vissuto emotivo intenso e una visione profondamente umana.

Le sue opere sono state esposte in sedi prestigiose, tra cui la Biennale di Venezia, Art Dubai, San Paolo e Rio de Janeiro. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui il Premio Sulmona e il Premio Arte (Cairo Editore).