Di Monica Macchioni
Leggere alcuni fatti di cronaca fa male perché induce a riflessioni più profonde sul senso della vita, ma soprattutto sul senso dello Stato e sul livello a cui e’ decaduta la nostra democrazia.
Viviamo in un Paese dove a chiacchiere ciascun cittadino e’ uguale di fronte alla legge e ha gli stessi diritti di un altro/a a prescindere dall’età, dal sesso, dal colore della pelle, dalle proprie convinzioni ideologiche, religiose e morali.
Abbiamo la Costituzione più bella del mondo, frutto di un mirabile compromesso dei Padri Costituenti, la cui saggezza senza dubbio era influenzata in positivo non solo dalla loro propria Autorevolezza e dal loro livello culturale e morale, ma anche dalle vicende orribili della guerra, del Fascismo e delle leggi razziali.
E quindi la sensibilità di chi ha scritto quel capolavoro mirabile che è la nostra Costituzione era particolarmente viva.
Negli anni poi ci sono state ulteriori evoluzioni, coerenti con la Costituzione che hanno portato a non tollerare più fenomeni arcaici come il delitto d’onore, a introdurre la parità fra coniugi e tra i genitori nella patria potestà.
Ecco tutto questo – che è meraviglioso – cozza profondamente con la realtà odierna, soprattutto quando si leggono notizie come quella di una donna australiana sposata a un inglese che hanno acquistato in Italia un rudere vicino a Chieti e hanno deciso di vivere immersi nella natura.
Convinti di essere in uno Stato libero, hanno pensato di poter sopravvivere senza essere succubi dei vezzi del consumismo, ma anche senza le limitazioni della libertà che esso impone, come orari di lavoro, poco tempo per sé’ e per chi si ama.
Hanno tre figli di 8 e 6 anni e stanno impartendo loro una educazione coerente al loro modo di pensare.
Non si tratta di una famiglia borderline: non ci sono né’ violenze, ne’ degrado, ne’ uso di droghe.
Coltivano l’orto e hanno alberi da frutto.
I loro bambini giocano all’aperto e sono circondati da animali: cani, gatti, oche e galline.
Come accadeva nelle famiglie nobili e come ancora accade tuttora presso certe elites, ricevono lezioni da una istitutrice che viene presso di loro a far lezione, hanno un pediatra e hanno sostenuto esami in Toscana che dimostrano che i genitori si stanno occupando della loro educazione e della loro crescita e della loro salute.
Dove sta il problema allora?
Nel fatto che vivono per scelta senza acqua in casa e senza corrente elettrica?
Si scaldano con la legna.
Cosa da’ così fastidio alle istituzioni?
La loro non omologazione?
Come può un giudice imporre la limitazione della patria potestà e voler sradicare questi bambini dal contesto in cui vivono, che peraltro e’ privo di dipendenze, ivi incluse quelle dalla televisione e dagli smartphone.
Stanno crescendo sicuramente più forti e più sani di chi viene privato del contesto naturale e non comprende nemmeno come una bistecca arrivi sulla loro tavola e che nesso ci sia tra quel pezzo di carne e una mucca o un maiale.
O da dove derivi l’uovo.
Ma in ogni caso: chi stabilisce cosa sia davvero il bene per questi bambini?
Lo Stato?
E non c’è’ più dunque il diritto dell’individuo alla libertà del pensiero e della autodeterminazione di sé’ ?
E perché mai quello stesso Stato non ha nulla da dire e non si muove con altrettanta solerzia nei confronti dei figli degli ‘ndranghetisti o dei figli di alcuni nomadi mandati a chiedere l’elemosina ai semafori o indotti a entrare nelle case e rubare?
Non c’e’ forse maggior degrado in questi altri due modelli di vita dove girano armi, droghe, coltellate e botte ?
In quei contesti sappiamo per certo che ci sono minori usati per portare a casa elemosina e piccoli furti e picchiati se non racimolano abbastanza.
Tutti lo sanno ma nessuno interviene.
Come mai?
Forse perché è più semplice mostrarsi duri con una coppia pacifica di provenienza borghese, dove la madre e’ una psicoterapeuta e quindi e’ innocua e inoffensiva, e sicuramente non gira armata e allora e’ possibile commettere il sopruso e la violenza di privarla dei propri figli, legittimamente educati secondo valori di rispetto della Terra e della Natura, che non provare a togliere i figli a una ‘ndrina o a un campo rom col rischio di trovarsi la macchina o la casa bruciata o un buco in testa o sciolti nell’acido come ritorsione?
Non può uno Stato civile mostrarsi forte coi deboli e debole coi delinquenti.
Mi auguro che il legale che segue la coppia, l’avvocato Angelucci, sappia far valere le proprie ragioni e impedire un distacco forzato dei bambini dai propri genitori – questo si ! – che creerebbe un trauma ai tre piccoli.
E che l’Italia torni veramente uno Stato che rispetta ed applica la Costituzione più bella ed equilibrata del mondo: le istituzioni dovrebbero ispirarsi sempre ad essa, renderla viva e operativa quotidianamente.