Di Roberto Jonghi Lavarini
Quando Luca Sforzini, colto castellano rinascimentale, ha suonato il corno della tradizione, da tutta la Lombardia e il Piemonte, son giunti uomini di fede, giovani cavalieri e vecchi comandanti, non solo per sostenere il generale paracadutista e la destra-centro di governo, ma, soprattutto, per servire la terra dei nostri padri, tradizioni e identità, sicurezza e benessere. In questa nuova impresa poteva, quindi, mancare il “Barone Nero”?
E così, anche Stefano Tardugno, Giovanni Trombetta e i manipoli di Unione Patriottica, NorDestra e R360 (Reazione a 360°) si son presto uniti alla “Legione del Castello”, che non è un partito o una corrente, ma una vera fratellanza, una fiamma di appartenenza culturale, rinascita sociale e spirituale, speranza politica per il popolo italiano.