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Femminicidi – Appello alle istituzioni per pene più severe

femminicidio - IlGraffio - Moica Macchioni
Appello alle istituzioni, da cui ci si aspetta maggiore autorità.

di Irene Cinardi

“Perchè c’è a chi piace cruda ed a chi cotta la moglie”, questa è la frase che ha fatto il giro dei notiziari e che ha indignato tutta la Nazione, in un momento storico e sociale in cui i femminicidi sembrano aumentare a macchia d’olio.

Valentina Pitzalis, una delle prime vittime italiane di violenza di genere, è stata sfregiata con l’acido nel 2011: rimasta sopravvissuta al tentativo di femminicidio da parte del suo ex compagno, è oggi la testimonianza di un fenomeno brutale  quanto ampio, che non sembra avere una fine.

La grandezza d’animo e l’intelligenza di una donna è la prova che si può sconfiggere tutto: Valentina ne è l’esempio lampante.

Ci si nasconde dietro a un “era ironia, una battuta” , “stavo scherzando”, ma i tempi non lo permettono più.

E’ inconcepibile pensare di poter scherzare su un argomento così importante, che coinvolge ogni famiglia, ogni donna, ogni giovane ragazza.

Il 25 novembre è vicino, la data dedicata alla lotta contro la violenza di genere, nello specifico dei femminicidi.

Si fa appello alle istituzioni, da cui ci si aspetta maggiore autorità sulle questioni riguardanti i femminicidi; pene più severe, controlli più rapidi, misure di allontanamento rispettate e denunce FINALMENTE prese in considerazione.

Ogni giorno una in meno, ogni giorno la violenza è protagonista del nostro oggi, ogni giorno qualche lotta è stata vana.

Nella speranza di lasciare alle generazioni successive una prova di rispetto, empatia e amore per il genere umano.