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Luca Sforzini (Team Vannacci – Legione del Castello) “Scandalo Ucraina: soldi sprecati, armi fuori controllo. L’Europa sta giocando con il fuoco nel cuore del Continente”

sforzini zelensky - IlGraffio - Monica Macchioni
L’Ucraina deve combattere la corruzione almeno quanto combatte la guerra.

«Sono estremamente preoccupato per lo scandalo esploso in Ucraina, che ha portato alle dimissioni del principale collaboratore del presidente Zelensky, il famigerato ‘Ali Baba’ Yermak.

Non stiamo parlando di dettagli o piccole irregolarità, ma di fiumi di denaro pubblico – anche nostro – evaporato tra prostitute, ristoranti di lusso e perfino cessi d’oro.

Un circo indegno, che sarebbe offensivo perfino in una repubblica delle banane, figuriamoci in un Paese che l’Europa sta trasformando – a colpi di miliardi – nel proprio avamposto militare orientale.

Ma la preoccupazione principale è un’altra, ed è molto più grave: se un sistema già segnato da corruzione endemica prima della guerra oggi si permette questo livello di dissipazione, come possiamo illuderci che le armi seguano un percorso trasparente, sicuro e verificabile?

L’Europa, nel delirio bellicista della sua presidente Ursula von der Leyen e dei suoi molti corifei, sta riempiendo l’Ucraina di armamenti pesanti, descrivendola con entusiasmo come un “porcospino d’acciaio”.

Ma nessuno pone la domanda essenziale: dove finiranno – e dove stanno già finendo – quelle armi?

Il rischio è enorme e immediato: milioni di Kalashnikov, munizioni e armi d’assalto che, in un futuro molto vicino, potrebbero circolare in ret incontrollate, attraversare confini oscuri e finire in mano a criminali, terroristi, bande di predoni.

A poche ore d’auto dall’Italia. Nel cuore dell’Europa, non in qualche deserto lontano.

L’Europa ha una responsabilità morale e politica immensa: garantire che i suoi aiuti militari non alimentino un mercato nero di proporzioni colossali e di enorme pericolosità sociale: una minaccia diretta per la sicurezza delle famiglie, delle case, della vita quotidiana di ogni singolo cittadino della tranquilla Europa.

Quali garanzie reali abbiamo, oggi? Nessuna. E il silenzio delle istituzioni europee su questo tema è inquietante.

La Legione del Castello lo dice con chiarezza: non si costruisce sicurezza europea armando alla cieca un Paese in cui scandali miliardari esplodono come funghi.

L’Ucraina deve combattere la corruzione almeno quanto combatte la guerra.
E l’Europa, se vuole davvero difendere i suoi cittadini, deve pretendere trasparenza totale, tracciabilità delle armi, controlli indipendenti immediati e non negoziabili.

Altrimenti – tra qualche anno, o forse tra pochi mesi – dovremo spiegare ai nostri figli perché nelle nostre città circolano le armi che noi stessi abbiamo spedito con leggerezza oltre i nostri confini.