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Ucraina, Sforzini (Team Vannacci – Legione del Castello): kalashnikov fuori controllo a poche ore di macchina dall’Italia? No, grazie. Basta armi”

sforzini zelensky - IlGraffio - Monica Macchioni
«Basta armi spedite alla cieca. Basta denaro bruciato senza controllo. Basta trasformare l’Ucraina in un enorme buco nero dove entrano miliardi ed escono armi che non sappiamo più tracciare."

«Lo scandalo in Ucraina non è solo una pagina vergognosa di corruzione: è il segnale d’allarme che l’Europa continua ostinatamente a ignorare.
Il braccio destro di Zelensky, il famigerato ‘Ali Baba’ Yermak, travolto da un vortice di denaro sprecato tra prostitute, ristoranti d’élite e persino cessi d’oro, sarebbe già sufficiente per fermare tutto. E invece Bruxelles finge che non sia accaduto nulla.»

«Ma se un sistema simile non è in grado neppure di impedire ai suoi vertici di saccheggiare fondi, qualcuno ha davvero il coraggio di raccontarci che sta controllando le armi?
È ridicolo.
È irresponsabile.
È pericoloso.»

«Mentre Ursula von der Leyen si esalta parlando dell’Ucraina come di un “porcospino d’acciaio”, nessuno risponde alla domanda decisiva: dove stanno finendo – e dove finiranno – le armi che l’Europa continua a inviare a valanga?»

«Perché il rischio non è teorico: è immediato, concreto, e riguarda tutti noi.
Milioni di Kalashnikov, munizioni, armi d’assalto e droni potrebbero già essere in movimento fuori dai canali ufficiali.

E quando un’arma esce dal controllo dello Stato, sappiamo benissimo in quali mani finisce: criminali, terroristi, bande di predoni.
Non in un futuro lontano: domani mattina, a poche ore d’auto da casa nostra.»

«Questo è il punto politico che nessuno vuole affrontare: l’Europa sta creando – con le proprie mani – un potenziale arsenale incontrollato nel cuore del Continente.

E se quell’arsenale esplode nelle nostre città, non si potrà dare la colpa al destino: la colpa sarà di questa classe dirigente irresponsabile e di questo fanatismo militarista travestito da solidarietà.»

«Basta armi spedite alla cieca. Basta denaro bruciato senza controllo. Basta trasformare l’Ucraina in un enorme buco nero dove entrano miliardi ed escono armi che non sappiamo più tracciare.

Vogliamo davvero rischiare che i fucili che armerebbero l’esercito di uno Stato in guerra finiscano nelle mani della criminalità organizzata, dell’estremismo islamista o di bande di predoni che attraversano i confini come se fossero carta velina?
La risposta è categorica: NO, GRAZIE.»

«La Legione del Castello lo afferma senza mezzi termini:
la sicurezza degli italiani viene prima delle fantasie geopolitiche di Bruxelles.
E finché non ci sarà trasparenza totale, tracciabilità assoluta e controlli indipendenti reali – non le solite sceneggiate burocratiche – dire che “bisogna continuare a inviare armi” è una follia.»

«Se continuiamo così, tra pochi mesi potremmo ritrovarci Kalashnikov ucraini nelle mani sbagliate, nei luoghi sbagliati, al momento sbagliato.

E allora ci chiederemo: chi ha permesso tutto questo?
La risposta sarà semplice: l’Europa che non ha voluto vedere.»