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Contro ipocrisia e ignoranza, io grido: Palestina libera!

Palestina libera - IlGraffio - Monica Macchioni
Riceviamo l’opinione del barone nero Roberto Jonghi Lavarini, da sempre di destra, intellettuale attento anche alla geopolitica internazionale. Lo pubblichiamo

Di Roberto Jonghi Lavarini

Ho già detto che non ho simpatie per gli integralisti islamici, tantomeno per quelli sunniti salafiti e wahabiti, per i Fratelli Mussulmani e per Hamas. Ma sostenere la causa palestinese non è certo terrorismo, ed Hamas è, ripeto, da un punto di vista politologico, un legittimo partito popolare armato di governo e di liberazione nazionale (con oltre 50.000 aderenti e mezzo milione di sostenitori). Per portare aiuto ai palestinesi di Gaza è quindi ovvio che si debba forzatamente passare per i canali e le istituzioni governate da Hamas, punto. E questo ha fatto, strumentalmente, per anni, la stessa Israele, per indebolire Arafat e l’OLP, dividendo il fronte palestinese. Peraltro Hamas è considerato gruppo terrorista solo dall’occidente sionista e non dai restanti 2/3 delle nazioni del mondo.

E mentre l’ipocrita occidente collettivo (termine neutro per indicare la sfera di influenza dei poteri forti privati della plutocrazia mondialista) accusa Hamas di terrorismo, stringe la mano ad un vero terrorista assassino, tagliagole e tagliateste di cristiani, come il nuovo presidente siriano.

Questo doppiopesismo di USA e UE è puro gioco di interessi e propaganda politica, ben diverso dalla seria realpolitik della Russia e dei BRICS che hanno una posizione di coerente realismo geopolitico, istituzionale e diplomatico.

Anche da un punto di vista giuridico internazionale, rispetto alle attività terroristiche di tipo partigiano di Hamas, è ben più grave e sanzionato il comportamento dello stato di Israele che, da sempre se ne infischia di diritto e risoluzioni ONU, e che continua a radere al suolo la Striscia di Gaza, a sbriciolare e occupare la Cisgiordania, a bombardare impunemente Libano e Siria.

E la fredda logica dei numeri ci dice che per ogni vittima israeliana ve ne sono 35 palestinesi, compresi donne, vecchi, bambini e il 2% di cristiani. Quindi, a logica, a maggior ragione, per sostegno al terrorismo internazionale, andrebbero indagati tutti coloro che sostengono e armano il governo razzista, colonialista e genocida di Netanyauh.

L’ideale, per la pace e la stabilità del Medio Oriente sarebbe stato uno stato unico palestinese laico, sul modello di equilibrio istituzionale confessionale del Libano, con uno strategico ruolo di mediazione della comunità cristiana di Terra Santa.

Ora questo è un sogno e, realisticamente, servono due stati sovrani parigrado, tutelati da accordi di reciproco riconoscimento politico, e da una forza internazionale armata di interposizione.

A sentire le dichiarazioni degli esponenti del centrodestra mi viene l’orticaria e il disgusto, ma la cosa più terribile è, che a parte uno stretto vertice di ipocriti opportunisti, è evidende che la maggioranza di questi è solo ignorante in materia storica e geopolitica, e che ripete slogan e veline scritte da altri.