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Studio Bellavia-Ferradini, Avv. Luca Ricci: “Mai passati a Report documenti riservati dalle procure”

Reporter - IlGraffio - Monica Macchioni
In merito alla vicenda inerente lo studio Bellavia e i suoi rapporti con la trasmissione Report pubblichiamo il comunicato stampa dell’avvocato Luca Ricci, legale dello studio Bellavia-Ferradini che chiarisce dettagliatamente come il dottor Bellavia NON abbia MAI passato a Report documenti acquisti dalle Procure.

Avv. Luca Ricci
Avv. Cristina Ricci
Patrocinanti in Cassazione
Avv. Giorgia Ricci
Avv. Chiara Ricci

Quale difensore di Gian Gaetano Bellavia e Fulvia Ferradini, in proprio ed in qualità di soci titolari dello Studio Bellavia-Ferradini Dottori Commercialisti Associati, persone offese nell’ambito del proc. n. 11842/2025 R.G.N.R. a carico di Valentina Varisco, in relazione alle numerose e fuorvianti notizie apparse sui principali quotidiani nazionali e su altre testate giornalistiche in rete, ho
ricevuto mandato di precisare quanto segue:
I miei assistiti sono persone offese nel sopra indicato procedimento, in relazione al quale il Pubblico Ministero assegnatario del fascicolo ha ritenuto di esercitare l’azione penale nei confronti dell’imputata per i reati di accesso abusivo a sistema informatico e appropriazione indebita, emettendo decreto di citazione diretta a giudizio.

Gli stessi sono dottori commercialisti e revisori contabili, titolari dello Studio
Bellavia-Ferradini Dottori Commercialisti Associati, sito in Milano, ante scioglimento composto da professionisti e dipendenti, posto in liquidazione a dicembre 2024 e che si occupava sia di attività di consulenza tecnica giudiziale e stragiudiziale, per lo più in ambito del diritto penale dell’economia, sia della consulenza fiscale, societaria, di bilancio e amministrativa principalmente a favore di società.

Nello studio erano presenti, oltre ai soci, due dipendenti e due collaboratrici, tra cui la Dottoressa Valentina Varisco, commercialista che aveva assunto anche il ruolo, sin dal 2010, di ausiliario del Consulente Tecnico Dr. Bellavia, in numerose e delicate indagini, in particolare, della Procura della Repubblica di Milano e di altre Autorità Giudiziarie sul territorio nazionale.

Con denuncia presentata il 13 marzo 2025, il Dr. Bellavia e la Dr.ssa Ferradini avevano segnalato alla Procura della Repubblica di Milano di avere scoperto, successivamente all’allontanamento dallo studio della Dr.ssa Varisco, avvenuto in data 26 settembre 2024, ed a seguito dell’estrazione di copia forense del computer di proprietà dello studio a quest’ultima in uso, nonché alla relazione di consulenza tecnica redatta dal Prof. Ing. Antonio Barili, allegata alla predetta denuncia, che la stessa – a partire dalla primavera/estate del 2024, quindi dopo una riunione connessa alla definitiva decisione di chiusura dello studio entro la fine dell’anno – aveva cominciato a copiare, appropriandosene, un numero
enorme di file (si è fornita la prova documentale dell’appropriazione di oltre 1
milione di file).

Come specificato nella predetta denuncia querela, la condotta descritta risultava  inequivocabilmente dai file log di FastCopy, così come individuati dal Professor Barili, dai quali si apprendeva che, a partire dal 18 giugno 2024 e fino al 26 settembre 2024, la Varisco aveva utilizzato questo strumento di copia veloce per copiare selettivamente e massivamente 285 GB di dati (Word Excel e PDF) per complessivamente oltre 1 milione di file (più precisamente 1.028.184 file).

La stessa aveva altresì prelevato file dal cestino della cartella condivisa del dr. Bellavia (denominata periferica Z) per canalizzare tali documenti verso il suo archivio sul PC a lei in uso (denominato hard disk E), nell’archivio denominato Works (di 676 GB contenente 295.796 file in 14.804 cartelle) e da qui li aveva trasferiti, a partire dai primi di settembre, su hard disk esterni portatili molto capienti, anch’essi di proprietà dello studio dei quali si era appropriata.

Le operazioni standard di copia non venivano storicizzate dal sistema operativo, tuttavia, come accennato, l’utente aveva utilizzato – verosimilmente per ridurre i tempi dell’attività di copia – un’applicazione denominata FastCopy, che aveva storicizzato le operazioni svolte; risultavano così memorizzati ed identificati i log copiati, come descritto in modo analitico nella consulenza tecnica.

Per tale ragione, dalla copia forense del computer dello Studio professionale in uso alla Dr.ssa Varisco e depositata nel fascicolo delle indagini della Procura della Repubblica di Milano, è possibile – oggi come allora – evincere in modo inequivocabile quale sia il materiale abusivamente copiato e sottratto allo Studio.

Nessun dossier né alcun materiale improprio, che esuli dall’attività professionale svolta negli anni in particolare dal Dr. Bellavia, risulta essere stato abusivamente trasferito.
Va segnalato che, attraverso l’allora difensore, le persone offese avevano più volte cercato di interloquire con il P.M. procedente ed avevano formalmente chiesto di essere sentite, al fine di rappresentare nello specifico il contenuto della documentazione sottratta (peraltro in due casi attinente ad indagini penali in corso) e la necessità – peraltro già formulata per iscritto nella denuncia querela – di procedere con iniziative cd. “a sorpresa”, vale a dire perquisizioni e sequestri del corpo di reato.

A sostegno di tali richieste, il Dr. Bellavia aveva indirizzato via mail al proprio difensore di allora delle comunicazioni (evidentemente riservate fra il difensore e la persona offesa) in cui – fra le altre cose – rappresentava alcune ipotesi legate al movente che avrebbe potuto indurre la ex collaboratrice a porre in essere la condotta descritta e, a titolo esemplificativo, elencava i nomi di personaggi noti
della politica e dell’economia risultanti dai file copiati ed evidentemente di possibile interesse di agenzie investigative, con le quali la stessa aveva cominciato a collaborare.

Il contenuto di queste comunicazioni via mail ed i relativi elenchi allegati, una
volta intervenuto il deposito del fascicolo a seguito della chiusura delle indagini, venivano rinvenuti – privi di annotazione sul deposito e sull’autore – all’interno del fascicolo processuale.

Va escluso, ovviamente, che tali documenti anonimi siano stati veicolati dal precedente difensore delle persone offese, il quale aveva ricevuto analoghi contenuti via mail in via riservata, mentre il Dr. Bellavia non è in grado di individuare chi li abbia inseriti nel fascicolo. Domanda alla quale solo il titolare del fascicolo stesso potrà rispondere.

Quel che è certo è che quell’elenco di nomi, si ripete contenuti nei file copiati
abusivamente, non costituisce in alcun modo un dossieraggio, bensì semplicemente – come è agevole verificare dalla copia forense del computer in uso all’imputata, allegata agli atti – un elenco di soggetti che figurano citatinelle relazioni di consulenza tecnica redatte dal Dr. Bellavia nel corso degli
anni, costituenti il frutto della propria attività professionale.

Niente di più e niente di meno che relazioni tecniche articolate su casi complessi
e fondate su allegati che – in quanto oggetto del lavoro del professionista –
venivano tenute nell’archivio storico dello Studio. Va ricordato, infatti, che i professionisti non solo hanno l’obbligo di conservare i fascicoli ed i documenti per dieci anni, ma hanno anche pieno diritto di conservare l’archivio storico della propria attività e dei propri scritti.

Sia nel computer del Dr. Bellavia che in quello in uso alla Dr.ssa Varisco non vi erano assolutamente documenti non restituiti all’esito degli incarichi giudiziari, perché tutto quello che veniva ritualmente consegnato con verbale dalla Polizia Giudiziaria nel corso delle attività di indagine e di consulenza tecnica, al termine delle attività di consulenza tecnica veniva ritualmente riconsegnato con verbale e per ciascuna pratica lo Studio è in possesso dei verbali di consegna e di riconsegna.

I documenti oggetto di appropriazione sono quelli in formato digitale utilizzati
nonché allegati alle relazioni di consulenza tecnica e tenuti – in quanto lavori dello Studio – nell’archivio storico dell’attività professionale.

Esula del tutto, nel caso di specie, un trattamento dei dati per finalità estranee a quelle legate all’incarico professionale e/o consulenziale. Nè si può affermare, come falsamente qualcuno ha sostenuto, che vi sia stato un passaggio di dati raccolti in sede di incarichi giudiziari alla trasmissione giornalistica Report, con cui pure Bellavia collabora, a titolo amicale e gratuito.

E’ accaduto piuttosto che fra i dati sottratti dalla collaboratrice infedele vi fossero anche file forniti al Dr. Bellavia dai giornalisti di Report per la disamina di alcune posizioni successivamente oggetto di approfondimenti giornalistici, affinché potesse esprimere il proprio parere professionale e rilasciare le relative interviste.

Quindi sono stati sottratti documenti acquisiti da fonti aperte ed inviati dai giornalisti della trasmissione Report al Dr. Bellavia. vale a dire esattamente il contrario di ciò che taluni hanno sostenuto.
Quest’ultima circostanza è documentalmente provata, infatti, i file di cui la Varisco si è appropriata relativamente ai nominativi di Barbareschi Luca, Briatore Flavio, Catella Manfredi, De Rubba Alberto, Graviano Giuseppe, Iervolino Danilo, Lotito Claudio e Ponzellini Massimo, contenevano documenti
di Report oggetto di inchieste giornalistiche, trasmessi al consulente per le conseguenti interviste.

Quindi mentre reiteratamente e falsamente veniva scritto e divulgato che il Dr. Bellavia passava a Report documenti acquisiti dalle Procure, risulta dimostrato che lo stesso mai aveva ricevuto incarichi dalla magistratura sui suddetti nominativi, mentre è circostanza pacifica e risultante dal fascicolo del P.M. che
la ex collaboratrice si era appropriata di documenti di Report relativi alle suddette inchieste.

Così chiariti e documentati i fatti, resta da aggiungere che i miei assistiti mi hanno conferito l’incarico di procedere nelle competenti sedi giudiziarie nei confronti di coloro che hanno diffuso e continueranno a diffondere notizie non conformi al vero oltre che lesive della dignità e del decoro personale e professionale del Dr. Bellavia e della Dr.ssa Ferradini.