Di Monica Macchioni
Importante riunione politica a Milano, organizzata, ieri sera dall’Unione Patriottica, uno storico circolo culturale risorgimentale, fondato nel 1861, poi diventato interventista, dannunziano, fiumano, nazionalista e fascista, per poi risorgere, a destra, dopo la IIGM, a sostegno del principe nero Junio Valerio Borghese, comandante della XMAS e presidente onorario del Movimento Sociale Italiano, prima di fondare un suo “fronte nazionele”.
Da questa sintetica cronistoria, si capiscono le ragioni della naturale simpatia dell’Unione Patriottica nei confronti del generale Roverto Vannacci e della sua azione politica.
Tanti sono stati gli ospiti e i partecipanti, docenti universitari e intellettuali, imprenditori e professiobisti, anche in rappresentanza di altre associazioni, circoli, movimenti e, persino, di comunità straniere come quelle georgiana e rumena.
Fra gli intervenuti, coordinati dall’avvocato Max Francioli, nuovo presidente del circolo, ricordiamo: Salvatore Varano, Giovanni Trombetta, Antonio Imperatore e Giovanni Cavallanti Ferrero.
Ma i due veri protagonisti della serata sono stati il ” trumpiano comandante del castello” Luca Sforzini, presidente del Centro Studi “Rinascimento Nazionale” (think tank futurista conservatore a sostegno di Vannacci, allo scopo di approfondire argomenti, studiare strategie e selezionare classe dirigente) e il “putinista barone nero” Roberto Jonghi Lavarini (esperto di metapolitica e geopolitica, con una quarantennale turbolenta, quanto coerente, militanza a destra (dal MSI di Almirante a Fratelli d’Italia della Meloni, passando per AN di Fini e la Fiamma Tricolore di Rauti), presentatosi alla serata con una banda nera da pirata su un occhio appena operarato.
I due concordano sulla necessità di fare massa critica a destra, creando un vasto, radicato e forte, movimento “trumputinista”, di opinione e pressione pubblica, che porti avanti istanze identitarie e sociali anti globaliste.
Alla domanda su un prossimo partito di Vannacci, Luca Sforzini ha risposto sornione “si stanno valutando serenamente diverse ipotesi”, e Jonghi Lavarini parlando della “necessità di un grande fronte nazionale, civico e patriottico, che guardi al nuovo mondo multipolare e alla metà degli italiani che non va più a votare.
Serve una vera alternativa a questo vecchio sistema, per dare speranza al nostro popolo e e dignità alla nostra patria”.