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Referendum, monsignor Zuppi ha indicato la strada, vincera’ il No

Monsignor Zuppi - IlGraffio - Monica Macchioni

La Schlein tiri fuori la testa da sotto la sabbia, dica chiaramente di sostenere il NO e si intesti senza timore un’altra vittoria di Monica Macchioni Napoleone pensava che fosse […]

La Schlein tiri fuori la testa da sotto la sabbia, dica chiaramente di sostenere il NO e si intesti senza timore un’altra vittoria

di Monica Macchioni

Napoleone pensava che fosse meglio avere dalla propria parte generali fortunati piuttosto che bravi.

Il mio pronostico di oggi è che, in barba ai tentativi di non lasciare spazio e tempo ai vari comitati e sostenitori del NO, sarà proprio il No a prevalere al referendum, nonostante l’abilità di Giorgia Meloni di non politicizzarlo come invece fece Renzi ai tempi di quello inerente le riforme costituzionali.

Peraltro in questa occasione una posizione vince con 1 solo voto in più dell’altra, non serve raggiungere il quorum.

La presa di posizione di un autorevolissimo prelato come Monsignor Zuppi in favore della autonomia della magistratura non lascia molto spazio a fantasie e libere interpretazioni.

Anche se c’è stato un tentativo di “recuperare” da parte degli esponenti del comitato per il SI, inclusi i giornali di area del centrodestra, che non vorrebbero il Vaticano schierato per il No, rimane un fatto inconfutabile che quando parla il Presidente della Cei lo fa sempre con l’avvallo del Papa, quindi è molto complicato cercare di accreditare la teoria che col ruolo che Zuppi ricopre, ruolo che prevede il nihil obstat del Pontefice, egli possa intervenire con una posizione pubblica che rappresenti solo se stesso.

Volendo essere ancora più analitici, non è escluso leggere questa posizione come una presa di distanza dal governo Meloni, o comunque come una assenza di plauso e sostegno diretto.

Il tema della separazione delle carriere, così affrontato, non fa che peggiorare lo stato dell’arte.

Ha perfettamente ragione il segretario nazionale della Cgil Maurizio Landini, il quale spiega in maniera chiara come “questo referendum risponda a una logica totalmente politica di un governo che non solo sulla magistratura, ma anche sulla informazione e sul Parlamento ha intenzione di modificare radicalmente la nostra Costituzione”.

Dispiace che la Schlein sia stata sinora troppo timida.

E non abbia colto la palla al balzo per immergersi in una opposizione aggressiva, urlata, sopra le righe che sarebbe servita per sensibilizzare la popolazione ad andare a votare e a sostenere il No.

No a una riforma della giustizia completamente inefficace e sbagliata che non risolve la questione della responsabilità dei magistrati, ma ne limita ancora di più l’azione indipendente, No ad un governo che vuole limitare la libertà di stampa e di parola, modificando la Costituzione più equilibrata e bella del mondo nata da un compromesso autorevolissimo siglato a guerra finita tra i padri costituenti.

La Schlein dovrebbe tirar fuori la testa da sotto la sabbia e far capire in modo energico che sta “senza se e senza ma” dalla parte dei comitati per il NO al referendum. Forse non ne è consapevole, ma è molto molto fortunata.

Probabilmente teme che al proprio interno ci possa essere una spaccatura su questa posizione, ma sarebbe bene che ella, nel ruolo che ricopre, quello di segretario politico nazionale del Pd, andasse fino in fondo.

I fatti hanno già dimostrato, contro ogni logica politica, che è un generale molto molto fortunato.

Schlein, Landini - IlGraffio - Monica Macchioni