Altri graffi

Scandalo Banca Progetto e affini: chi sbaglio’ lo fece con premeditazione

I sistemi informatici sono garanzia totale di trasparenza e assenza di errori, salvo manomissioni

 

Di Jhon Pic

 

 

La nostra legge bancaria trae origine dalla notte dei tempi, fino alla determinazione del testo unico

Decreto Legislativo 1° settembre 1993, n. 385, noto come Testo Unico Bancario (TUB), ed è la normativa cardine che disciplina l’attività bancaria e finanziaria in Italia dal 1° gennaio 1994 fino a conglobare tutte le varie norme adeguandosi alle normative europee che man mano venivano emanate. Punto cardine è stata anche la legge Rognoni la Torre anticamera della legge antimafia la quale ha specificato in dettaglio gli obblighi per i clienti e soprattutto le misure di prevenzione e controllo da parte dei cosiddetti vigilanti quali Bankitalia, Consob, Ufficio italiano cambi e tutte le forze di Polizia valutaria ed economica ad essi correlati o in collaborazione.

Appare pertanto un paradosso che oggi, da qualche anno, se un cliente va in banca per un piccolo prestito, gli chiedano 3 kg di documenti per poi dirgli con molto comodo, facendogli solo perdere tempo, che non procederanno alla erogazione di quel piccolissimo prestito, col risultato indiretto di favorire la crescita dell’acqua dove possono nuotare e attingere nuovi disperati gli usurai.

Ciò che vale per i piccoli clienti, dovrebbe a maggior ragione valere per le società e per prestiti più consistenti. Appare strano ad esempio che gli elementi informativi di ogni soggetto richiedente vengano inseriti in data base e possano non determinare i cosiddetti alert. Appare strano che agli organi di vigilanza, i quali con cadenza periodica – mese, trimestre e semestre – ricevono i dati dei flussi positivi e negativi non abbiano riscontrato anomalie gestionali.

Appare ancora più’ strano il fatto che gli organi interni – quale collegio sindacale o Advisor certificatore di dati e bilanci – non abbiano ravvisato alcuna gestione ballerina. Appare più strano ancora che i soggetti beneficiari di mutui o esposizioni di rilievo non abbiano dato garanzie reali.

Appare sempre piu strano che Advisor e certificatori vari non abbiano avvisato le competenti autorità con obbligo morale e statutario al fine frenare erogazioni non chiare. Eppure e’ accaduto altrimenti non avremmo avuto i vari scandali tra cui l’ultimo quello della Banca Progetto, dove – complici alcuni dirigenti accusati di associazione a delinquere per l’erogazione illecita di prestiti garantiti dallo Stato a società prive di requisiti, talvolta vicine alla criminalità organizzata – la Procura indagante ha ipotizzato l’omessa verifica e la manipolazione di documenti patrimoniali.

Fra le accuse ci sarebbe quella di aver facilitato finanziamenti a oltre 60 società, spesso in dissesto, aggravando così il dissesto stesso e ingannando il Mediocredito Centrale.

 

Appare dunque piu’ anomalo e strano adesso il fatto che gli organi che avrebbero dovuto controllare, vigilare, denunciare cerchino soluzioni al salvataggio utilizzando fondi il cui utilizzo potrebbe giovare a risolvere ad esempio emergenze e catastrofi in corso

In primis andrebbero riviste tutte le posizioni finanziarie incagliate o affondate e procedere almeno con il blocco dei beni patrimoniali.

Sarebbe logico procedere con il sequestro e la confisca per recuperare il maltolto: si può anche procedere bloccando beni immobili, impedendone ad esempio il loro utilizzo, oppure bloccando le quote patrimoniali della varie società e seguire via Sepa via Swift via Brics i flussi finanziari e la loro destinazione atteso che per contante credo che nessuno soggetto bancario abbia pagato piu di 10.000 euro.

Considerando tra l’altro che si parla di circa 1 billion di flussi sperperati a danno della banca pertanto gli importi possono solo lievitare per concetto di mercato. Appare strano che oggi tutti i flussi transitano tramite Bankitalia per poi defluire se vanno all’estero tramite euroclear: possibile che nessuno abbia abbiamo ipotizzato anomalie?

Ad esempio la più lampante visibile anche ad occhio di ma sicuramente riscontrabile a maggior ragione tramite informatica: strano, anzi sospetto e’ il fatto che tante società meridionali siano state finanziate a Milano con l’ausilio di branch locali create ad hoc. Quindi strano pure che professionisti di ogni ordine e grado siano stati in contatto con gli organi dirigenziali bancari perché natura vuole che nei comitati e nei consigli abilitati a deliberare vi siano solo coloro che ne fanno parte e non gli stessi professionisti che hanno lavorato per proporre e ottenere quei prestiti.

Sarebbe buona norma che si avesse certezza del diritto e quindi della pena per coloro che hanno sbagliato premeditatamente, punendo i colpevoli con blocco e recupero patrimoniale e non su base teorica. Altrimenti siamo la surroga della Banca Popolare di Bari e prima di quella di Vicenza.