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Caso Sgarbi, l’Avvocato Lorenzo Iacobbi: «Depositata istanza di revoca per la CTU Dott.ssa Romeo. Seduta farsa al buio.»

Evelina Iacobbi - IlGraffio - Monica Macchioni
L’Avvocato Lorenzo Iacobbi, difensore di Evelina Sgarbi, comunica di aver depositato in data odierna istanza di revoca immediata nei confronti della CTU incaricata, la Dott.ssa Romeo.

Accompagnato da Sabrina Colle, e preceduto dalla sorella Elisabetta, Vittorio Sgarbi si è diretto a fare la perizia psichiatrica che ha avuto inizio nel pomeriggio di giovedì 12 febbraio. E’ stata la prima di una lunga serie di visite indette dal Tribunale Civile di Roma, al fine di stabilire la sua capacità di percepire la realtà che lo circonda in conseguenza alla richiesta di Evelina di affiancare al padre la figura di un amministratore di sostegno. Sui social intanto Vittorio ha aggiornato i suoi followers con foto di lui in visita al Mart di Rovereto, retrospettiva su Peter Benson Miller. Di 40 minuti la durata della prima perizia; all’uscita non ha rilasciato dichiarazioni.

Ieri mancavano le cartelle cliniche e documenti, una psicologa non ha le competenze tecniche per svolgere esami idonei alla perizia psichiatrica dovrebbe rinunciare di sua spontanea volontà all’incarico. Ho dato mandato a mio legale Lorenzo Iacobbi di presentare oggi stesso istanza di revoca della psicologa Lilli Romeo. se pensano che io molli la partita, è evidente che non mi conoscono proprio!”, queste le dichiarazioni della figlia Evelina Sgarbi.

Le cartelle cliniche di mio padre sono diventate una specie di caso di Stato. Non si capisce il motivo ma non sono state ancora rese disponibili. Possibile che il Gemelli non sia ancora riuscito a consegnarle? E quelle della Clinica di San Rossore a Pisa come mai non sono arrivate? Qualcuno le ha richieste? O quelle di altre cliniche? Da chi è stato curato mio padre e in che modo? Per caso c’è’ una volontà precisa di NON avere le cartelle cliniche perché si teme che li dentro ci siano scritte cose sconvenienti? Se l’indicazione della giudice Paola Scorza è’ stata chiara e cioè quella di esaminare ciò che c’è scritto in quelle cartelle e addirittura approfondire con esami ulteriori e più dettagliati, viene da chiedersi il senso della riunione di ieri che più che un esame sulle reali capacità di discernimento di mio padre, sembrava un raduno da 4 amici al bar.

Su cosa si può discutere se mancano le cartelle cliniche e manca la competenza tecnica e professionale per poter fare una adeguata intervista ai fini della perizia psichiatrica a mio padre? E’ del tutto evidente che una psicologa non possa avere le competenze per poter fare esami diagnostici per di più in assenza delle cartelle cliniche e per di più in presenza di un caso molto complesso quale una depressione acuta gravissima di un paziente oncologico e gravemente cardiopatico. Su cosa si potrebbe basare la sua relazione se non ha avuto modo di leggerle? Sembra la solita farsa. Per questa ragione ho dato immediato mandato al mio legale Lorenzo Iacobbi di depositare oggi stesso una istanza ai fini di revocare la psicologa e indicare un pool di professionisti che sappiano valutare con competenza le reali condizioni di salute di mio padre Vittorio Sgarbi. Per stabilire se una persona è in grado di badare a se stessa è necessario fare domande adeguate.

E’ ovvio che se gli si chiede qualcosa di semplice legato al quotidiano, o quanti figli ha, forse riesca ancora a rispondere. Ma non credo ad esempio che sappia nemmeno quante e quali medicine prende, nè quali e dove siano i suoi conti corrente o quanti quadri abbia realmente e intestati a chi.
Non intendo fermarmi! E’ mio diritto sapere chi ha curato mio padre e in che modo, e quale sia il suo reale stato di salute. Se qualcuno pensa che a forza di rinvii, boicottaggi, macchina del fango e maldicenze, pressione mediatica io intenda arrendermi e mollare, significa che proprio non mi conosce. Porterò sino in fondo questa battaglia.

 

“​La decisione – spiega l’Avv. Lorenzo Iacobbiè maturata a seguito di una prima seduta peritale che la difesa ha denunciato come una “farsa procedurale”, condotta in totale assenza delle cartelle cliniche necessarie e, soprattutto, da una figura professionale priva delle competenze mediche, legali e finanziarie per affrontare il caso”.

Ecco di seguito le motivazioni dell’istanza di revoca:
​1) Incompetenza Professionale Specialistica.
Il Professor Sgarbi è affetto da una grave patologia di depressione, quadro che rientra esclusivamente nell’ambito della psichiatria. La Dott.ssa Romeo, essendo una semplice psicologa, non ha per legge la qualifica di medico specialista necessaria per diagnosticare, valutare o periziare patologie psichiatriche di tale gravità.

​2) Esame “al buio”.
È inaccettabile che si sia dato inizio all’accertamento senza che le cartelle cliniche fossero state messe a disposizione delle parti. Senza lo storico clinico e farmacologico, ogni valutazione sulla depressione grave del periziando risulta priva di qualsiasi valore scientifico.

3)​Violazione del Diritto alla Salute e alla Difesa.
La mancanza di un medico psichiatra e della documentazione clinica trasforma la perizia in un atto burocratico superficiale che lede i diritti fondamentali di Evelina Sgarbi e del padre.

​”Non permetteremo – continua Iacobbi – che una patologia grave come la depressione venga trattata con tale approssimazione”.
“Svolgere una seduta farsa al buio – spiega dettagliatamente l’avvocato di Evelina Sgarbi – senza documenti e con un consulente che non ha i titoli medici per gestire una diagnosi psichiatrica, è un insulto al diritto e alla scienza. La revoca della Dott.ssa Romeo è pertanto l’unico atto possibile per riportare il procedimento nei binari della legalità e del rigore medico.”

​L’Avvocato Iacobbi conferma che la battaglia legale proseguirà fino a quando non verrà nominato un collegio peritale idoneo, composto da psichiatri forensi capaci di analizzare seriamente il quadro clinico del Professor Sgarbi.