“Sono pienamente d’accordo con le motivazioni addotte dal cardinale Matteo Zuppi Presidente della CEI (Conferenza Episcopale Italiana) e con don Luigi Ciotti di Libera, i quali sottolineano l’importanza della autonomia e della indipendenza della magistratura, concetto peraltro previsto nella nostra Costituzione nata da un compromesso saggio e onorevole tra i Padri Costituenti subito dopo la fine del secondo conflitto mondiale.
Sbaglia pertanto chi tratta alla leggera questo referendum del 22-23 marzo. Non si tratta infatti solo di separare le carriere tra Pm e Giudici o di raddoppiare i CSM, si va ad incidere pesantemente su ben 7 articoli della nostra Costituzione – gli artt. 87, 102, 104, 105, 106, 107 e 110. Come molti autorevoli magistrati hanno spiegato, tra cui anche Gratteri e Di Matteo, votare SI al referendum avrà come conseguenza solo il peggioramento sistematico delle condizioni della giustizia italiana, rendendo più politicizzata e meno terza la magistratura. Se oggi sicuramente ci sono aspetti nel sistema Giustizia che non funzionano, se al referendum vincesse il SÌ, a queste distorsioni di oggi, se ne aggiungerebbero di nuove, oltre al danno di aver messo mano alla Costituzione più bella del mondo”.