Di Monica Macchioni
Vittorio Sgarbi riappare in pubblico, visibilmente debilitato nel fisico, con passo incerto quasi traballante, lo sguardo perso e il volto provato in una smorfia di disappunto e dolore, quasi un ghigno.

Il teatro di questa apparizione e’ la sua Ferrara, luogo caro da sempre alla Famiglia Sgarbi, al padre Nino, alla mamma Rina, e alla sorella Elisabetta.
Purtroppo l’altro giorno alla Certosa Vittorio – nonostante l’ostinazione del cerchio tragico che continua imperterrito a voler raccontare al mondo, pretendendo pure di essere creduto, la favoletta dello Sgarbi super impegnato e al lavoro, tra libri, mostre ed expertise varie – c’era senza esserci.
Il video, pubblicato su Instagram dal quotidiano ‘La Nuova Ferrara’, è stato visto oltre 4,6 milioni di volte.
Un dato enorme se si considera che il profilo Instagram della testata giornalistica e’ seguito da 57.600 followers.
Sgarbi continua a dividere: attrae e respinge come sempre, da sempre, sostenitori e detrattori.
Il video quindi diventa subito virale, nonostante le raccomandazioni di non far foto e di non avvicinarsi troppo a lui. Di conseguenza si scatenano sui social migliaia di commenti.
Vederlo prima camminare perplesso a fianco dell’assessore alla Cultura Gulinelli, poi seduto fra gli oratori, il capo reclinato verso il basso, lo sguardo intento a osservare solo le dita delle sue mani e mai il pubblico, ha indotto negli astanti una grandissima tristezza.
Osservarlo coi capelli spettinati e poco soffici, trasandato e con la barba fatta a macchie di leopardo, incurante del suo mostrarsi completamente diverso da quello che era stato fino a neanche un anno fa, apre profonde riflessioni sul suo reale stato di salute e su come sia stato accudito e curato in questo assai breve periodo.
“Irriconoscibile”, commenta qualcuno sotto la sua foto.
“Chi dice di volergli bene lo fa andare nei luoghi pubblici così spettinato e con la barba lunga, questo mi fa pensare che la figlia abbia ragione. Massimo rispetto per chi vive questa situazione ma il look del depresso non è dignitoso soprattutto per chi ama la bellezza. I suoi disastri nascono tanto tempo fa soprattutto in ambito accademico, da Carlo Volpe a Federico Zeri e poi ancora; tentativi di “appropriazione” di libri o l’orologio di Roberto Longhi o dipinti vari augurando la morte allo stesso Zeri. La sua sindrome di Telemaco è terminata perché ha realizzato di poter essere lui padre ma di nessuno. Gli auguro un sincero reset perché non è mai troppo tardi” recita uno dei tanti post sotto alla foto nel profilo dell’ex Assessore della Regione Emilia Romagna Mauro Felicori.
“E’ stato assolto non con formula piena ora dovrà comunque risarcire sul piano civile la nobildonna che ha subito il furto” recita un altro post.
Sono veramente migliaia.
Ma cosa e’ successo davvero al critico d’arte più irriverente d’Italia?
Il golpe che lo ha esautorato del poter pienamente decidere di se stesso coincide con la sua nomina a sottosegretario nel governo Meloni, di fatto vice del ministro Sangiuliano.
A giugno del 2023, per volontà del cerchio tragico, viene esautorato dal suo ruolo il fedele collaboratore di sempre, la persona che ha messo in pratica per decenni il volere di Vittorio Sgarbi e lo ha anche protetto dalle situazioni pericolose, impedendogli di fare scivoloni e mosse azzardate.
Da quel punto in poi e’ iniziato il Medioevo di Vittorio Sgarbi, il suo periodo buio, lui che è sempre stato un Homo Intiero del Rinascimento, solare, istrionico, dinamico, positivo, eccentrico.
La sua ultima apparizione prima di questo tunnel e’ stata proprio a Ferrara, per l’inaugurazione di una mostra nell’Ottobre 2024 a cui ha partecipato anche sua figlia Evelina.
A Marzo 2025 stava già al Gemelli ed aveva perso oltre 40 Kg.
Ma come può un uomo della sua intelligenza, della sua energia ridursi così?
Calcolando che il Professore non vive da solo.
E allora forse tutta quella Pietas che qualcuno finge di provare per lui in pubblico e’ recitata e non è’ vera, tutto quell’amore sublimato e privo di passione e’ fiction, telenovela e non vita reale.
E nonostante i tentativi di nascondere la verità, alla fine questa viene sempre a galla.
Perché i fatti, si sa, hanno la testa molto dura.