Di Monica Macchioni
Il destino dei bambini non può essere lasciato – come avviene oggi in Italia – in balia della discrezionalità del giudice di turno, più o meno frustrato, più o meno in carriera, più o meno alla ricerca di riflettori e notorietà, ne’ puo’ essere deciso da figure che non hanno alcuna abilitazione professionale reale per svolgere con serenità e senza pregiudizi ideologici il delicato ruolo che ricoprono e che possono pertanto non essere all’altezza del compito, non avere la competenza, la struttura e la cultura adeguate a comprendere Weltanschauung differenti dalla propria.
I 3 bambini della casa del bosco sono vittime del pregiudizio, della ignoranza e del senso di rivalsa dei protagonisti di questa squallida vicenda, e della insensibilità di chi ha disposto un provvedimento estremo in maniera del tutto sproporzionata, arbitraria e fuori luogo.
Sono stati strappati dalle forze dell’ordine alla loro vita felice e alla loro serena casa nel bosco dove vivevano in tranquillità, senza traumi e senza violenza coi loro genitori e circondati dal loro affetto. Una volta portati contro il loro volere nella cosiddetta Casa Protetta, sono stati costretti a vivere come piccoli carcerati senza aver commesso nulla di male. Ed è lì che hanno ricevuto i primi veri traumi da quando sono nati ovvero il distacco dai genitori, il distacco dalla propria casa, il senso di colpa per sentirsi sbagliati. E’ stata loro negata la compagnia degli animali coi quali vivevano in simbiosi nella natura e oggi qualche “scienziato” viene a parlare di avviare un percorso di pet terapy? Cosa c’è’ dietro questo accanimento ? A parte i sentimenti di ripicca e di rivalsa degli assistenti sociali frustrati contro la madre Catherine. Abbiamo già visto gli effetti negativi di alcuni sistemi chiusi, finalizzati al business.
Un conto però e’ quando si parla di arbitrati o di appalti truccati. Su questioni di ingegneria aziendale o finanziaria, umanamente, si può pure arrivare a dire che non è un dramma quando qualcuno decide di insabbiare o far insabbiare tutto, possono pure fallire alcune imprese e sparire ingenti patrimoni anche con la connivenza di chi sarebbe preposto a controllare. Non mi scandalizza. I soldi vanno e vengono. Ma sulla pelle delle persone no. E’ moralmente inaccettabile. Non si può fare business o lucrare sul dolore degli esseri viventi. Ne’ si possono imporre i propri convincimenti, la propria visione della vita.
Ci riempiamo tutti la bocca di natura, km zero, ambiente, sostenibilità, inquinamento e poi quando siamo di fronte a una famiglia che vive nel rispetto della natura e del prossimo, abbiamo lasciato che le istituzioni criminalizzassero prima il padre e oggi la madre? Tutto questo e’ inaccettabile!
Critichiamo tanto i bambini incollati davanti al televisore, che mangiano hamburger grassi e patatine fritte, che diventano obesi e poi quando ci troviamo di fronte ad una mamma che scandisce il ritmo di vita secondo l’orologio della natura, dell’alternarsi del sole con la luna, che da’ ai propri figli cibi naturali coltivati nell’orto, anziché quelli ultra processati, lasciamo che una relazione degli assistenti sociali la definisca negativa e pericolosa per i propri figli? Ma veramente siamo impazziti tutti o che ?
Quello che sta avvenendo e’ uno scempio e deve essere un caso limite irripetibile, deve essere come la miccia che fa esplodere la bomba. Hanno ragione la Meloni, Salvini e tutti coloro che come loro si sono esposti nel difendere il diritto dei genitori a impartire ai propri figli l’educazione che preferiscono e che meglio li rappresenta. Una volta cresciuti, i figli sapranno contestarla o condividerla, e faranno autonomamente, da individui consapevoli, maturi e liberi, le proprie scelte. Una cosa deve essere certa qui in Italia: i figli non sono dello Stato! E allora il legislatore deve mettere dei paletti ben precisi. Innanzitutto va istituito un registro nazionale dei bambini sottratti ai genitori a cui hanno tolto o sospeso anche la patria potestà con una supervisione diretta del ministero della Giustizia congiuntamente al ministero degli Interni: va centralizzato il tutto, al fine di impedire speculazioni e ingerenze improprie. E l’atto di sottrarre ai genitori i figli va tolto all’arbitrio del giudice perche’ deve ottenere un ok preventivo nazionale da figure terze individuate e approvate congiuntamente dal ministero degli Interni e dal ministero di Giustizia.
E comunque vanno limitati ai soli casi di violenza, soprusi e dipendenze. Non può essere legato agli stili di vita.
L’allontanamento dei figli dalla madre e la disposizione di portarli a Terni nasconde in realtà il disegno ben preciso di aumentare la distanza tra i bambini e la loro madre, di aumentare i km e quindi il disagio e quindi il peso economico per i genitori dovuto dall’essere costretti a fare avanti e indietro con l’automobile per andare a trovare i propri figli. Insomma e’ un abominio che e’ stato criticato anche dalla Garante Regionale per i Minori che ha citato una relazione super partes come quella della Asl secondo cui era necessario riunire al più presto la famiglia in quanto i bambini dimostravano un forte stress dovuto all’allontanamento dai genitori.
Sulla vicenda dei bambini nel bosco, devono intervenire con urgenza, al fine di bloccare questo provvedimento iniquo del Tribunale de l’Aquila, il ministro di Giustizia Nordio e il ministro degli Interni Piantedosi per impedire un ennesimo trauma gratuito che viene inferto a bambini e genitori innocenti. A Palmoli siamo a rischio ordine pubblico. La gente e’ giustamente inferocita. Si stanno indignando tutti: sia le cosiddette persone perbene, che la criminalità, organizzata e non. E questo non è un bene! Si rischiano alleanze spurie in nome del buonsenso e della Giustizia! Che li a Palmoli e a L’Aquila le istituzioni hanno perso completamente. La situazione è’ paradossale ma rende perfettamente l’idea dell’abominio perpetrato ai danni di una famiglia devastata e smembrata per ordine di chi non è degno di rappresentare lo Stato italiano.