Di Antonino Salsone
Non entro nel merito, non ne ho le conoscenze, della discussione filosofica, antropologica e teologica sull’”anima” degli animali.
Mi limito a osservare che la “brutalità” di alcuni comportamenti della natura animale (come l’alimentazione e la sessualitá generativa) si ritrovano, in altre forme, anche nella natura umana.
Penso alla crudeltá, alla violenza fine a sè stessa, al sadismo della tortura, alla brutalità della guerra, allo stupro e all’uccisione di una donna, alla violenza fisica e psichica sui bambini.
Mi chiedo: in questi casi l’uomo possiede davvero un’anima o è solo un essere degenere che va oltre il concetto di “bestialitá” e degenera nella perversione e nel maligno?
Purtroppo non ho una risposta certa, ma offro solo uno spunto di riflessione.