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Link Campus University, dalla condanna dell’ex ministro Scotti alla nuova gestione Polidori

Isabella Savonarola - IlGraffio - Monica Macchioni
Il cosiddetto “Decreto Bernini” del dicembre 2024, che aggiorna il quadro normativo delle telematiche, ha concesso almeno altri tre anni per l’adeguamento agli standard delle università tradizionali.

Di Isabella Savonarola

Digitando l’indirizzo e-mail www.unilink.it si entra nel magico mondo della Link University, con tanto di drone che ti accompagna a sorvolare l’immenso edificio storico, il Casale di San Pio V, immerso nel verde, dove è’ possibile – in un clima esclusivo di ritiro dalle tentazioni e distrazioni della caotica Roma – seguire le lezioni, dare gli esami e discutere le tesi.

Pare di accedere all’Universita’ modello campus.

Ce n’è per tutti i gusti, dai master di livello I e II, ai Corsi di Alta Formazione, alle Certificazioni Linguistiche, agli Esami di Stato per diventare Dottore Commercialista, Revisore Contabile e Revisore Legale, ai corsi di Laurea in Medicina e Chirurgia, in Odontoiatria, Infermieristica, Osteopatia, Radiologia Medica, Fisioterapia, Giurisprudenza, Scienze Politiche, Economia, Comunicazione, DAMS, etc etc etc.

“Abbiamo una forte vocazione internazionale che realizziamo attraverso accordi stretti con numerosi atenei esteri al fine di favorire la mobilità di docenti e studenti.

Il nostro obiettivo e’ quello di fornire ai nostri studenti la preparazione e le competenze necessarie ad affrontare le sfide del mondo del lavoro, fornendo un’offerta formativa che affianca alla didattica tradizionale una ampia attività seminariale e di laboratorio favorito dal lavoro in piccoli gruppi”, recita come un mantra il pensiero introduttivo al sito.

La favola bella, infatti, e’ quella del luogo fatato dove lo studio viene messo al primo posto, dove vige armonia fra gli studenti, e il copione potrebbe a lungo continuare se l’occhio non cadesse subito sotto su una notizia di cronaca risalente al 2020.

“Esami facili alla Link Campus, 71 indagati per falso e associazione a delinquere: nei guai l’ex ministro Scotti e molti poliziotti”.

I pm contestano la mancata frequenza alle lezioni e il fatto che la struttura consentiva di sostenere gli esami a Firenze anziché nella sede di Roma della Link Campus come sarebbe stato obbligatorio.

Risulterebbe inoltre agli inquirenti che i docenti consegnassero prima delle prove d’esame le domande o i temi ah laureandi oltre ad accettare o consentire altre scorrettezze che nulla hanno a che vedere con le canoniche prove di esame.

E ancora “Caso Università Link, rinviato a giudizio ex ministro Scotti. A finire nell’occhio del ciclone anche il segretario generale del SIULP, che avrebbe indirizzato verso l’ateneo numerosi agenti in servizio a Firenze, garantendo un percorso di studi agevolato”.

E’ del luglio 2025 questo titolo: “Sette condanne per gli esami facili, c’è’ l’ex ministro Scotti. Riconosciuta dal giudice l’associazione a delinquere”.

E ancora “Lauree facili alla Link Campus: condannati Vincenzo Scott e il vertice dell’ateneo”.

Cinque anni e 6 mesi in primo grado a Vincenzo Scotti ex ministro e presidente della Link Campus University.

LaTruffa per il Tribunale era sistematica.

Verbali d’esame falsificati, prove d’appello mai svolte, docenti che certificavano esami di materie che non avevamo mai insegnato, vedi il caso dell’Insegnante di Spagnolo che non lo parlava mai perché non conosceva la lingua in questione.

La vicenda colpisce il re del sistema delle università private.

Alla Link la laurea era solo una formalità. Bastava pagare per poter raggirare le regole ed avere la sponda giusta per portare a casa il pezzo di carta.

Le aule vere erano a margine, i verbali si compilavano altrove. Le prove quando c’erano non passavano dalle commissioni perché era già tutto scritto.

E’ di appena un anno fa il seguente articolo “Caso Link University, Carancini: “in atto un tentativo di destabilizzare il sistema universitario marchigiano”.

E viene spiegato che “il tentativo della Link campus University – ente universitario privato – di insediarsi nel sistema formativo marchigiano con due nuovi corsi di Medicina rappresenta un vero e proprio attacco al cuore delle Università Pubbliche marchigiane divenute da tempo sinonimo di eccellenza.

Ma chi c’è’ oggi dietro la Link University?

Si chiama Francesco Polidori, è’ un imprenditore e diplomatico e risulta essere oggi l’unico proprietario della Università.

Il nome di Polidori e’ da decenni noto nel mondo della istruzione privata in quanto fondatore della scuola per corrispondenza “Centro studi tecnici Guglielmo Marconi, fondatore e ideatore di Cepu, che ha contribuito a supportare gli studenti universitari in Italia e all’estero.

Sempre suo e’ e campus.

Della Link University risulta presidente del cda il figlio di Francesco Polidori; Pietro Luigi, proprietario anche del 50 per cento della Monte Finanziario europeo srl, società che si occupa di operazioni immobiliari, finanziarie e anche corsi di formazione.

L’altro 50 per cento e’ detenuto dalla sorella Martina Polidori.

La Monte Finanziario srl e’ stata tra i maggiori finanziatori della Lega nel 2022 durante la campagna elettorale e non solo.

A favore del Carroccio infatti risulta un bonifico di 100.000 euro ad agosto 2022 e un altro da 10 mila euro il ze febbraio 2023.

A cui si aggiungono 50 mila euro della società Orienta campus srl, 50 mila dalla Orizzonte docenti srl e 30 mila dalla eCampus.

Si tratta di un mare di soldi rendicontato e alla luce del sole.

Come mai tanta generosità?

La figura di Francesco Polidori, come molti nel settore della istruzione privata, ha avuto luci ed ombre.

E’ del 2021 infatti la notizia del suo arresto per bancarotta con ipotesi di evasione per 180 milioni di euro.

Ma i diplomifici in Italia cominciano ad essere parecchi, una vera e propria fabbrica delle lauree facili, da quella dell’ex para’ Bandecchi oggi sindaco di Terni a quelli del miliardario Iervolino, il quale però ha venduto la sua Università Telematica Pegaso al fondo britannico CVC Capital Partner nel 2021.

Questa vendita importantissima ha segnato un pass significativo nella carriera di imprenditore e nel suo impegno nel settore della istruzione online.

Iervolino ha continuato a partecipare attivamente alla gestione delle Università Pegaso e Mercatorum contribuendo allo sviluppo del gruppo nel settore dell’educaIone online in Italia.

Adesso la prossima frontiera sarà quella del riconoscimento del titolo di studio online a stranieri extra Ue.

Potremmo andare incontro a distorsioni ancora più profonde del sistema
di istruzione, dando un messaggio altamente diseducativo e fortemente allarmante anche per la sicurezza dei cittadini.

Ad esempio, per quanto riguarda le professioni mediche, chi vorrebbe farsi operare da un chirurgo proveniente da uno di questi laureifici facili?

Ma tornando al Polidori, emerge anche un’altra realtà abbastanza inquietante: la parte interessante e’ infatti l’universo di società che gira intorno al gruppo Polidori, che in Carmine Pellegrino il frontman.

Basti pensare che nel 2022 il Gruppo Angelucci passa il timone ai Polidori vendendo l’asset universitario in una operazione finanziaria più complessa dove rientravano le cessioni di 28 cliniche che poi son passate al gruppo Angelucci.

La Tosinvest cede a Polimedia la società che gestisce i Corrieri del centro-Italia.

Nota bene: Polimedia, costituita nell’Ottobre 2022 come veicolo e’ detenuta da Monte Finanziario europeo srl, cassa dei Polidori gestita da Carmine Pellegrino.

E poi ci sono i paradossi del sistema: nonostante i Polidori detengano un monopolio ingombrante come quello delle università telematiche in Italia e siano per questo di default oggetto di interesse delle autorità, riescono comunque a farla sempre franca e realizzare tutti i loro disegni compreso quello di aprire una sede nelle Marche a Villa Cola, nonostante i ripetuti NO delle Marche, cosa che danneggia inevitabilmente il sistema delle Università pubbliche di quella Regione.

D’altra parte il cognome Polidori e’ diventato un cognome pesante.

Il gruppo Polidori, infatti, rivendica un fatturato che nel 2024 ha superato i 605 milioni di euro, con 222.533 studenti e un EBITDA di 132 milioni.

I numeri parlano di un’impresa che ha intercettato una domanda reale. Resta da capire se il quadro normativo e i controlli siano adeguati a garantire che questa crescita avvenga nell’interesse degli studenti, e non solo in quello degli azionisti.

Anche il governo in carica e’stato benevolo verso di loro.

Il cosiddetto “Decreto Bernini” del dicembre 2024, che aggiorna il quadro normativo delle telematiche, ha concesso almeno altri tre anni per l’adeguamento agli standard delle università tradizionali.

Le opposizioni lo hanno definito “decreto salva-telematiche”; il Ministero lo presenta come un approccio graduale per garantire sostenibilità al processo di riforma.