di Monica Macchioni
Siamo un Paese medioevale.
Incivile e barbaro.
Un Paese fatto di depistaggi e insabbiamenti, di mezze verità, di allusioni e messaggi in codice, tra il detto e il non detto, chi ha da capi’ capisca.
Siamo un Paese di sussurri e di bisbigli, dove il discredito personale viene costruito artatamente per incidere sulle carriere individuali, per distruggere i nemici e spesso anche per far pressioni al governo di turno, soprattutto quando non è compiacente a certi poteri per determinare nomine strategiche per lo Stato, ma anche per la cordata che le porta.
Lungi da me il voler fare la difesa d’ufficio di questo o di quel governo, ma una persona dovrebbe essere giudicata per quello che sa o non sa fare, e non per le sue scelte personali, ci dovrebbe essere per tutti – amanti e singles – un criterio veramente meritocratico e non per cooptazione di amici degli amici per determinare carriere e ruoli.
Ma in Italia non è cosi.
E’ inutile girarci attorno.
Inutile sperare che cambi.
E’ sempre stato cosi.
Con la differenza che qualche anno fa, se ti impegnavi davvero molto, veniva tenuta in piedi, almeno su carta, l’illusione di poter scalare la montagna, e forse anche di ottenere a coronamento delle fatiche di Ercole qualche minuscolo spazio reale, purchè non si desse troppo nell’occhio e non ci si allargasse più di tanto.
Il merito non esite, cosi come non esiste la competenza come criterio da seguire per scegliere le persone da nominare in posti di visibilità e potere.
Nel nostro Paese voyeuristico e bigotto, intriso di invidia e risentimento sociale, non puoi arrivare se non sei ricco, se hai il peccato originale di non avere una famiglia importante alle spalle, se non sei bello, se non ti vesti in modo fashion, se porti la parrucca o hai i capelli da strega.
Devi essere formalmente sobrio.
Poco appariscente.
Poi, quando ti presenti sobrio, ti puoi pure permettere di fare le orge o i festini in casa tua, o avere 5 amanti in contemporanea, o sniffare senza senso come se non ci fosse un domani.
Se poi aggiungi la componente piccante del trans, allora hai fatto bingo.
Giochi su entrambe le sponde.
L’importante è che tu abbia le amicizie giuste.
Se poi sei anche uno “scemo buono”, allora il tuo successo è garantito, puoi passare da una nomina all’altra, con la benedizione di chi davvero conta e continua a dare le carte, a prescindere dalle maggioranze politiche transeunti, che passano senza lasciare il segno.
Trovo francamente disgustoso che si continui a far chiacchiericcio alludendo alle amicizie particolari o alle amanti dei ministri in carica.
Facessero quello che vogliono.
Quello di cui ci si potrebbe o dovrebbe scandalizzare davvero è solo sull’incapacità delle persone che vengono scelte.
Che è diventata purtroppo ormai una prassi generalizzata.
Trasversalissima.
Per quanto mi riguarda possono pure aver fatto voto di castità, nulla cambia, non ci si dovrebbe basare sull’apparenza, si dovrebbe guardare alla sostanza, alle competenze e alle capacità reali di coloro che vengono nominati in posti apicali.
Che questo o quel ministro abbia l’amante non mi scandalizza e non mi cambia nulla.
Se poi l’amante presa di mira guarda caso è anche una persona competente, mi indigno due volte.
La prima perchè non si dovrebbero mai strumentalizzare scelte individuali privatissime.
La seconda è che si prende di mira una persona competente solo per il fatto che ha l’amante.
E che c’entra questo col buon funzionamento della cosa pubblica o con le scelte giuste o sbagliate che prende un ministro o una ministra?
Forse qualcuno si scandalizzo’ di Togliatti e della Jotti?
Adottarono persino una bambina senza essere sposati, cosa ad oggi ancora nei fatti praticamente impossibile.
E sono passati più di 50 anni.
O ci fu qualcuno che oso’ sostenere il falso storico che la Jotti non era competente o che venne scelta e portata in Parlamento in quanto amante di Togliatti?
Ma di che stiamo parlando?
Ci sono stati illustri dirigenti, menti illuminate del nostro Paese che hanno avuto una doppia vita e nessuno – giustamente – si è mai permesso di sollevare nulla.
Ed è a qualcuno di loro che dobbiamo dire grazie se oggi ad esempio in Italia esiste l’Alta Velocità.
Oggi, anziché andare avanti e progredire, stiamo regredendo in un modo incivile e barbaro e stiamo fomentando e consolidando un sistema in cui – per garantire le rendite di posizione a qualche burattinaio ormai prossimo alla pensione – le scelte individuali vengono usate e strumentalizzate beceramente per gettare discredito su chi non appartiene a nessuna cordata o non appartiene alla cordata giusta.
E che ci sia un giornalismo complice di questo sputtanamento gratuito è l’unico aspetto di cui ci si dovrebbe vergognare davvero.


