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Liguria, ad Andora (Savona), Vittorio Sgarbi vinse a sua insaputa per il Comune 20 milioni dal Pnrr per riqualificare Borgo Castello e Palazzo Paraxo

Sgarbi, Andora - IlGraffio - Monica Macchioni
A breve uno spazio permanente per le opere della Fondazione Cavallini Sgarbi presso il Castello di Andora

Di Monica Macchioni

Navigando su Internet ho letto una notizia che ha portato indietro la lancetta del mio orologio a 5 anni fa.

Certo che è proprio vero che il tempo vola…

Stanno terminando i lavori di riqualificazione di Borgo Castello grazie al bando vinto da un progetto del Comune in collaborazione con la Fondazione Cavallini Sgarbi, realizzato grazie ad una idea di Sauro Moretti nata dopo aver incontrato il sindaco di allora, riconfermato a giugno 2024, Mauro Demichelis, particolarmente sensibile all’arte e alla storia.

Tanto e’ vero che lo stesso sindaco parti’ dalla sua Andora per andare ad incontrare il romagnolo Moretti non ricordo bene se a Forlì o a Predappio, proprio per convincerlo a farsi da tramite per coinvolgere Sgarbi e la sua Fondazione nella operazione della riqualificazione e ristrutturazione del Castello.

Grazie alla lungimiranza del sindaco DeMichelis, della assessora regionale di allora Ilaria Cavo e del ministro Dario Franceschini grazie a cui nasce questa possibilità, la città di Andora in provincia di Savona ha potuto usufruire di ben 20 milioni di euro provenienti dal bando Pnrr per la riqualificazione di opere di interesse storico culturale vinto grazie al progetto realizzato e portato avanti in silenzio totale e di nascosto da tutti, da Sauro Moretti.

Tutto ciò alla insaputa totale di tutti i componenti del consiglio di amministrazione della Fondazione.

Ci fu ovviamente solo il passaggio doveroso e dovuto su Vittorio il quale venne informato dell’incontro col sindaco andato benissimo, ma poi nel moto perpetuo accelerato di Vittorio, che affidava la gestione degli affari importanti a Moretti fidandosi ciecamente di lui, probabilmente se ne dimenticò.

E’ probabile, come avveniva sempre, visti i rapporti di strettissima fiducia tra i due, che non tornarono neanche più sull’argomento.

A beneficiare di quel lavoro a questo punto però non e’ stato solo il Comune, ma anche la Fondazione Cavallini Sgarbi che potrà’ così avere, fra brevissimo, a lavori ultimati, spazi più che dignitosi per una sua collocazione definitiva presso il Castello del Comune di Andora, dove potrà esporre le proprie opere in una mostra permanente.

Si sa già che tra la fine di agosto e i primi di settembre si terrà ad Andora un evento di carattere nazionale per l’inaugurazione del Polo Museale.

La cosa curiosa e’ che questo piccolo miracolo e’ stato possibile grazie a Vittorio Sgarbi per il tramite della Fondazione Cavallini Sgarbi, anche se di fatto quasi a sua insaputa.

Perché Moretti, ben conoscendo le reazioni infastidite e di sopportazione del cerchio tragico con cui lui non ha mai avuto buoni rapporti, reazioni negative viste e riviste, verso ogni progetto soprattutto quando ricalcava appieno i desiderata di Sgarbi, decise di procedere per la Fondazione Cavallini Sgarbi, nell’interesse esclusivo di Vittorio e della Fondazione stessa, senza che nessuno ne sapesse nulla, all’infuori di quel placet iniziale del Professore, Presidente della Fondazione, proprio per risparmiarsi le solite polemiche trite e ritrite e i costanti boicottaggi di cui Moretti era vittima, essendo egli bersaglio delle invidie permanenti di sorella e aspirante moglie, godendo della totale stima, fiducia e affetto di Vittorio Sgarbi.

Tant’è che ricordo una situazione kafkiana in cui Vittorio riceveva i complimenti di Franceschini e di Ilaria Cavo e lui, cadendo dalle nuvole, replicava: “ma complimenti per cosa, scusate?”.

L’aneddoto venne raccontato dallo stesso Vittorio proprio durante la conferenza stampa ad Andora, nella quale confessò, molto divertito, che in realtà il progetto era stato portato a casa grazie al sindaco con l’impegno e il lavoro coordinato dal Comune col suo assistente Sauro Moretti e che in realtà Vittorio aveva sottovalutato la importanza economica del bando, pensando a uno dei tanti piccoli contributi di qualche migliaia di euro che il ministero mette a disposizione per i piccoli Comuni.

Di questa esilarante conferenza stampa conservo ancora il video e le immagini.

Da brava archivista.

Si dice che Andreotti tenesse un diario.

Annotando meticolosamente tutto ciò che gli accadeva.

Devo dire che scrivere man mano ciò che accade e’ particolarmente utile, non solo perché passando il tempo la memoria si annacqua.

Ma anche perché, rileggendo le pagine, si rivivono proustianamente i fatti e le emozioni che si sono provati in quel momento passato.

E pensando allo Sgarbi di allora, pieno di vitalità, ironia, voglia di vivere, irriverenza e provocazioni e vedendo quello addomesticato e borghese di oggi che guarda alla montagna, a Dio, e forse pensa alla morte, beh mi si stringe un nodo in gola.

Che è difficile da mandare giù.

Moretti - IlGraffio - Monica Macchioni