«Ma non perdiamo l’ottimismo.
È un momento delicatissimo per gli equilibri internazionali e serve, ora più che in passato, una visione comune.
Non uniformità di pensiero e di azione, ma almeno armonia di intenti.
L’Europa deve ora mostrare di essere capace di rigenerare capacità e assumere responsabilità in maniera indipendente, pur senza compromettere i rapporti, importantissimi, con gli Stati Uniti.
In questo, merita fiducia il fare istituzionale e conciliante mostrato dai nostri organi di rappresentanza.
Non è ancora chiaro quali siano i reali esiti del vertice di questi giorni, ci possiamo solo auspicare che ne sia uscito rafforzato il coordinamento politico sul tema caldo della sicurezza europea, che merita una risposta definitiva.
Tutto si gioca, è certo, sul piano della diplomazia, per questo dedicheremo un focus specifico nel corso del nostro ottavo Congresso nazionale del prossimo mese di ottobre».


