Di Monica Macchioni
Talmente scottano queste cartelle cliniche che fanno perdere la testa.
“Sei un buffone e sarete spazzati via” scrive Eugenio Lio in un commento sul profilo Facebook dell’avvocato Lorenzo Iacobbi proprio sotto al suo video che aggiorna rispetto alla vicenda delle cartelle cliniche del padre.
Non contento dell’insulto, Eugenio Lio – da sempre vicino alla sorella di Vittorio, Elisabetta Sgarbi, fin dai tempi della Bompiani col titolo e ruolo che non ricordo – rincara la dose e inventa di sana piana per depistare la verità:
“Nelle cartelle cliniche non c’è naturalmente nulla.

E’ che questo Avvocato e le sue assistite sono alla frutta, sanno di avere perso e di avere perso la ragione del loro tornaconto personale.

Prima Sgarbi era incapace di intendere e volere, adesso, siccome si dimostra, per tabulas, che non lo è, spostano l’attenzione su qualcosa di più vago: sarebbe in pericolo di vita.
Ma in base a cosa lo dicono?
A nulla, solo per lanciare la palla un po’ più in là.
Ma lei è veramente un avvocato?”.
Interpellato, l’avvocato Lorenzo Iacobbi ha dichiarato che sta gia’ provvedendo a predisporre atto di querela che depositerà nelle prossime ore a carico di Eugenio Lio.
Questo nervosismo comunque la dice lunga sulla preoccupazione che il cerchio tragico nutre sulle responsabilità gravissime che potrebbero presto uscire dalla disanima delle cartelle cliniche.
Eh sì, perché da quanto si capisce, la depressione grave sarebbe solo una conseguenza di patologie gravissime che hanno devastato il fisico del grande critico d’arte.
E come sono state curate?
Con farmaci che ne hanno peggiorato il quadro clinico?
Sotto stretto controllo medico o con l’inserimento di farmaci acquistati senza ricetta medica anche all’estero?
Tante ombre incombono sulla vicenda Sgarbi, e più si scava, più ombre emergono.
Omissioni, fatti singolari, non lineari.
La battaglia della figlia per arrivare alla verità sta buttando giù moltissimi muri di pietra.
E ormai si vede il mare all’orizzonte.


