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Caso Sgarbi, l’improbabile strategia del “cerchio tragico”: lanciano lo zio Eugenio Lio come arma di distrazione di massa, ma fa un clamoroso buco nell’acqua

Eugenio Lio e Sabrina Colle - IlGraffio - Monica Macchioni
Vano il tentativo di immolarsi per occultare la verità. Game over: la depressione e’ una favoletta a cui non crede più nessuno così come a quella dell’amore devoto di 27 lunghi anni della aspirante moglie Sabrina Colle

Di Monica Macchioni

Lo zio di Evelina Sgarbi, comparsa muta per anni all’ombra della compagna Elisabetta, esce improvvisamente allo scoperto e lo fa con attacchi scomposti, sguaiati, intimidatori nei confronti dell’avvocato della figlia di Vittorio, Lorenzo Iacobbi, scrivendo pubblicamente minacce e insulti sul suo profilo Facebook.

Addirittura ha avuto l’ardire di telefonare per ben due volte al Direttore di un noto quotidiano online – senza dare le proprie generalità e spacciandosi per un avvocato, ma dal suo numero di cellulare si è facilmente risaliti alla sua identità – per intimargli di togliere il comunicato stampa della nipote Evelina e un articolo relativo ad Andora, pena minacce di querela.

Lo stile non è acqua ed e’ evidente che ciascuno di noi rimane ancorato alle proprie origini, ai luoghi dove e’ cresciuto e alla educazione che ha avuto.

Un fatto però e’ certo.

Nonostante questi tentativi da parte di Eugenio Lio di immolarsi pubblicamente per distogliere l’attenzione della salute di Vittorio, la verità non può più essere nascosta e stanno cadendo a una ad una come birilli le favolette raccontate ai fini di occultare ciò che c’è’ davvero dietro a tutta questa brutta storia, Ivi incluse le pesanti responsabilità individuali di alcune delle persone che stanno vicino al noto critico d’arte.

Non e’ certo una storia di cavalier d’arme e d’amori, e’ solo una storiaccia brutta, che per fortuna non è finita in cronaca.

Se si dovesse immaginare una colonna sonora adeguata a rappresentarne il clima sarebbe ben difficile scegliere quella di un madrigale, sarebbe più opportuno orientarsi verso una canzone popolare tipo Lella.

Ed e’ grottesco che in tutti questi mesi la narrazione sia stata incentrata sulla depressione grave e sull’amore storico e devoto lungo 27 anni.

Una narrazione funzionale unicamente a convogliare a nozze con l’uomo da sempre coerentemente più allergico d’Italia al matrimonio.

E si sa che il matrimonio e’ innanzitutto un contratto da cui dipendono delle conseguenze anche economiche.

Ah l’amore.

Fino al Covid Vittorio ha passato a Roma circa 1-2 giorni al mese di corsa spesso dormendo solo qualche ora a casa, il più delle volte nemmeno passando da casa perché si fermava a dormire a Sutri o in altri luoghi del Lazio di passaggio per ripartire verso una nuova avventura, un nuovo convegno , un nuovo spettacolo teatrale, etc etc.

Facciamo due conti.

Diamo i numeri.

Perché i numeri così come i fatti e i bonifici hanno la testa dura.

Diciamo che Vittorio abbia trascorso nella sua casa di altissima rappresentanza di Roma arredata con opere d’arte e mobili antichi con tanto di cameriera a servizio 24 giorni l’anno?

Stiamo larghi..facciamo il doppio (anche se non è mai stato così e tutti coloro che hanno frequentato Vittorio lo sanno benissimo e se in buona fede possono testimoniarlo) 50 giorni l’anno per 20 anni sono 1000 giorni, poco più di 3 anni di convivenza saltuaria intervallata dalla nascita di 2 figlie riconosciute (non ci avventuriamo in altre complesse dinamiche) e di tantissimi altri flirt, oltre ad un amore vero profondo di oltre 10 anni con la gallerista Francesca Sacchi Tommasi che lo seguiva in tutta Italia e che Vittorio presentava a tutti, sindaci inclusi, come la propria fidanzata ufficiale.

Nel frattempo però, in contemporanea, con quante donne e’ stato Vittorio in quei 20 anni?

Con 150 l’anno? (Stando bassi)

Per 20 anni fa circa 3000 donne (minimo).

E dunque i 27 anni di amore e devozione a Sgarbi da parte della 62 enne ( e non 53 enne come riportato stranamente da Wikipedia) Sabrina Colle dove si collocano?

Forse in altro film…

In questi 20 anni dannunziani marinettiani e cinetici Vittorio ha contaminato di cultura, conoscenza, sapienza, ottimismo e buonumore tutti coloro che ha incontrato lungo il suo cammino.

Divulgando cultura e bellezza.

Il tempo del Covid e della scoperta del suo tumore lo costringono a rimanere su Roma, luogo che egli ha sempre detestato, chiuso tra la sua casa dove ha sempre vissuto stabilmente Sabrina Colle e la Camera dei Deputati.

Cosa avviene a quel punto?

Scire nefas”, direbbe Orazio.

Noi che invece viviamo non al tempo dei Romani ma nel Terzo Millennio ci auguriamo che chi di dovere voglia fare piena luce su tutto quello che è accaduto dentro a quelle mura e su come il grande critico d’arte possa essersi ridotto in questo stato in soli pochi mesi.

Le cartelle cliniche parlano chiaro.

La depressione grave non e’ il fattore scatenante ma è solo l’effetto di un quadro clinico delicatissimo e davvero molto complesso.

Siamo davvero sicuri che e’ stato seguito come si doveva?

Siamo sicuri che abbia assunto farmaci solo sotto stretta prescrizione e osservanza medica ?

O c’e’ dell’altro?

A buon intenditor …