Questo rincaro colpisce duramente i cittadini più vulnerabili, costretti ad usare l’auto per le necessità quotidiane e di lavoro.
Il nostro impegno politico e sociale non è mai stato neutro: esso si fonda da sempre sui valori fondanti della nostra Costituzione.
In questo momento di forte sofferenza per le famiglie, vogliamo richiamare con forza l’articolo 3 della nostra Carta che garantisce l’uguaglianza e la parità di tutti i cittadini, e l’articolo 53, che fissa un principio sacro: ogni onere fiscale deve essere proporzionato alle reali possibilità economiche di ciascuno.
Oggi questi due pilastri vengono traditi.
Il caro benzina colpisce alla cieca, comportandosi come una tassa ingiusta che pesa paradossalmente di più su chi ha meno disponibilità.
Per uscire da questa emergenza senza gravare sulle casse pubbliche, proponiamo dunque una soluzione concreta e immediata.
L’attivazione dell’accise mobile. Il meccanismo è logico e trasparente.
Ogni volta che il prezzo della benzina sale, lo Stato incassa automaticamente molta più IVA del previsto.
Chiediamo pertanto che questo maggiore incasso venga immediatamente restituito ai cittadini attraverso un taglio automatico e proporzionale delle accise.
In questo modo, il prezzo alla pompa, scenderebbe subito, dando un respiro immediato ai consumatori.
Al tempo stesso, il bilancio dello Stato rimarrebbe totalmente invariato, poiché si rinuncerebbe soltanto ad un extra profitto non programmato, preservando le entrate pubbliche già stabilite.
E’ una questione di giustizia e di solidarietà cristiana e civile. Lo Stato non può e non deve guadagnar sulle difficoltà dei suoi cittadini.


