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Mazzocchi (Cristiano Riformisti) lancia l’allarme: “Le ‘cornacchie nere’ vogliono una Sharia cristiana e fanno perdere voti a Vannacci”

Antonio Mazzocchi - IlGraffio - Monica Maccchioni
“Vogliono imporci una Sharia cristiana e grottesca”: l’Onorevole Mazzocchi (Cristiano Riformisti) sposa la dura analisi di Sforzini e attacca duramente le “cornacchie nere” del Generale Vannacci! ✝️ 🏛️ Vola stracci (pesantissimi) all’interno del fronte conservatore! Dopo il brillantissimo e spietato editoriale di Luca Sforzini (Presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale), scende in campo anche l’On. Antonio Mazzocchi, esponente del Movimento dei Cristiano Riformisti

Redazione – La politica italiana si arricchisce di un nuovo, durissimo capitolo di scontro interno al fronte conservatore. La bufera mediatica sollevata dal recente e acutissimo editoriale di Luca Sforzini (in cui accusava di “ridicolo” gli estremisti gravitanti intorno al Generale Vannacci) non accenna minimamente a placarsi. A gettare benzina sul fuoco e a rincarare pesantemente la dose ci ha pensato nelle scorse ore l’Onorevole Antonio Mazzocchi, esponente di spicco del Movimento dei Cristiano Riformisti (CR), con una dichiarazione pubblica dai toni estremamente severi e preoccupati.

Fede o Santa Inquisizione? L’affondo contro l’estremismo

Il nocciolo della vibrante protesta mossa dall’On. Mazzocchi riguarda la pericolosissima, e sempre più marcata, sovrapposizione tra la sfera spirituale e quella civile all’interno del programma politico promosso dal generale Roberto Vannacci.
“Non bisogna assolutamente confondere la vera fede con la Santa Inquisizione”, ha esordito categoricamente Mazzocchi, tracciando una linea rossa invalicabile. L’esponente politico ha ricordato come la storia debba essere maestra di vita: “Anche la Chiesa Cattolica ha saputo riconoscere e superare alcuni gravissimi errori commessi nei secoli scorsi”. Il Movimento dei Cristiano Riformisti si dichiara dunque letteralmente sconcertato di fronte alla lettura di alcuni passaggi chiave del programma del Generale, accusato di confondere in maniera dilettantesca e pericolosa il piano oggettivo della Politica (che deve occuparsi del benessere collettivo) con quello strettamente intimo della Religione, la quale, in una moderna democrazia, deve obbligatoriamente rimanere un fattore di natura privata e personale.

Il rischio di una folle “Sharia cristiana”

L’affondo politico di Mazzocchi tocca il suo apice dialettico in un passaggio di rara potenza comunicativa, che evidenzia la distanza abissale tra un sano conservatorismo liberale e il fanatismo religioso.
“In Occidente, fortunatamente, vengono giustamente riconosciute e valorizzate le nostre profonde radici cristiane, ma viene riconosciuta e difesa con altrettanta forza la sacra libertà individuale di ogni cittadino”, prosegue il comunicato. Ed è qui che arriva la stoccata finale, durissima e senza appello: “Motivo per cui, pretendere di sovrapporre la legge morale alla legge dello Stato significa proporre al Paese la versione cristiana integralista e grottesca della Sharia islamica. Un’accusa pesantissima, che respinge al mittente qualsiasi tentativo di trasformare l’Italia in uno “Stato Etico” guidato da precetti confessionali anacronistici.

L’assist a Luca Sforzini: il problema delle “cornacchie nere”

A conclusione del suo intervento, l’Onorevole Mazzocchi ha voluto sposare in pieno la brillante e spietata analisi formulata poco prima da Luca Sforzini (Presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale). Secondo Mazzocchi, infatti, i veri responsabili di questa “sbandata integralista” sono proprio i cattivi consiglieri che circondano il Generale.
“È ormai del tutto evidente”, conclude l’esponente dei Cristiano Riformisti, “che le cosiddette ‘cornacchie nere’ – tanto aspramente e giustamente criticate da Sforzini – che svolazzano costantemente attorno al Generale, gli stanno facendo perdere rapidamente il senso dell’orientamento politico”.
Il monito finale è puramente elettorale: inseguire queste utopie estremiste, ridicole e oscurantiste non porterà consensi, ma costerà “un bel po’ di voti” allo schieramento di Futuro Nazionale. I moderati e i cristiani liberali, insomma, hanno tracciato la loro linea rossa: il rispetto delle tradizioni non si può mai barattare con la libertà degli individui. La palla, ora, passa direttamente nel campo di Vannacci: continuerà a farsi consigliare dalle “cornacchie nere” o raddrizzerà il tiro prima che la profezia di Sforzini (quella di venire seppelliti da una risata) si avveri del tutto?