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Scontro nel fronte conservatore, Jonghi Lavarini attacca Sforzini: “Lui è un massone liberale, io sto con Vannacci e Putin”

Roberto Jonghi Lavarini - IlGraffio - Monica Macchioni
Vola stracci a destra! Jonghi Lavarini risponde duramente a Luca Sforzini: “Io sto con Vannacci e Putin, lui vada in Forza Italia con Tajani!” 💥 🇮🇹 Il dibattito interno al fronte conservatore e al nuovo partito “Futuro Nazionale” del Generale Roberto Vannacci si fa incandescente! Dopo i duri editoriali di Luca Sforzini (Presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale) che mettevano in guardia FNV dalle derive estremiste e dai teorici dello “Stato Etico”, arriva la dirompente e infuocata risposta di Roberto Jonghi Lavarini!

Redazione – Il clima all’interno del fronte conservatore italiano è diventato improvvisamente rovente. Il vibrante e coltissimo dibattito innescato nei giorni scorsi sulle pagine del nostro giornale dal Presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale, Luca Sforzini, ha colpito nel segno, provocando reazioni a catena e portando allo scoperto le diverse “anime” che si contendono l’eredità politica della destra italiana. Sforzini, con i suoi editoriali, aveva duramente messo in guardia il neo-partito Futuro Nazionale del Generale Vannacci dal farsi fagocitare dagli estremisti, dai nostalgici e dai teorici dello Stato Etico, ricevendo il plauso degli analisti più moderati.
Oggi, però, a rispondere per le rime e a rivendicare con orgoglio le proprie posizioni più radicali ci pensa una figura storica e controversa della destra extraparlamentare italiana: Roberto Jonghi Lavarini. Il suo intervento, inviato alla nostra redazione, non usa mezzi termini e traccia un solco profondissimo (e forse incolmabile) tra due visioni del mondo diametralmente opposte.

Il primato del programma politico e l’adesione a FNV

L’incipit della replica di Jonghi Lavarini parte con un formale riconoscimento all’avversario intellettuale, per poi spostare immediatamente il mirino sull’essenza dell’agire politico. “Con Luca Sforzini condivido la necessità di un alto e libero dibattito culturale e di una nuova classe dirigente colta, preparata e meritevole”, esordisce Lavarini.
Ma il punto centrale, secondo l’esponente di destra, non risiede nei sofismi intellettuali, bensì nei fatti concreti e nel documento fondativo del partito: “In un movimento politico quello che conta veramente è il programma e, sinceramente, dopo aver letto quello di Futuro Nazionale, posso dire di condividerlo al 100%, nei suoi valori e nelle sue proposte”. Una benedizione totale e incondizionata al progetto politico del Generale Roberto Vannacci, che certifica come le frange più tradizionaliste si sentano perfettamente rappresentate e a casa all’interno di FNV.

La rivendicazione identitaria: “Io cattolico, neofascista e filorusso”

È nella seconda parte della sua dichiarazione che Jonghi Lavarini affonda il colpo, marcando una pesantissima e orgogliosa distanza ideologica da Sforzini, senza rinnegare assolutamente nulla del proprio passato politico e delle proprie simpatie geopolitiche internazionali.
“Certo, io provengo da una famiglia tradizionale, cattolica e monarchica, sono cresciuto nel MSI neofascista”, dichiara apertamente Lavarini, tracciando il suo personalissimo identikit storico. Ma non si ferma alla politica interna, spingendosi fino alle complesse dinamiche internazionali che infiammano i teatri di guerra odierni: “…e sono un convinto filorusso, sostenitore filosofico di Dugin e geopolitico di Putin”. Un’affermazione dirompente, che inserisce il dibattito su Futuro Nazionale all’interno di una scacchiera molto più vasta, abbracciando il tradizionalismo radicale teorizzato dall’ideologo russo Aleksandr Dugin in netta contrapposizione all’Occidente moderno.

L’attacco a Sforzini: “Lui è un massone atlantista e sionista”

Dopo essersi definito, Jonghi Lavarini passa a definire il suo interlocutore. Le parole scelte per descrivere Luca Sforzini sono taglienti e delineano la figura del nemico ideologico per eccellenza dell’estrema destra tradizionalista.
“Mentre l’intelligente, colto, ironico e ambizioso Sforzini è un massone liberale, atlantista e sionista”, attacca Lavarini, elencando una serie di aggettivi che, nel suo vocabolario politico, rappresentano l’esatta antitesi dei valori che dovrebbero fondare la vera Destra. Secondo questa visione, è del tutto logico e “naturale che in FNV non si trovi ideologicamente bene”.

L’invito al veleno: “Sforzini vada in Forza Italia”

La chiosa finale di Jonghi Lavarini è una provocazione politica in piena regola. Constatata l’inconciliabilità delle rispettive visioni (Mosca contro Washington, tradizionalismo contro liberalismo), Lavarini indica a Sforzini la porta di uscita dal progetto vannacciano: “Io gli consiglio di aderire a Forza Italia, perché quanto espresso, anche in questo articolo, coincide con il pensiero e le dichiarazioni del ministro Tajani e certamente non del Generale Vannacci”.
Il dado è ormai tratto. Questo infuocato botta e risposta non è una semplice scaramuccia tra intellettuali, ma rappresenta la lotta vitale per il controllo dell’anima di Futuro Nazionale. Da una parte chi vorrebbe un partito conservatore di stampo occidentale e liberale; dall’altra chi, come Jonghi Lavarini, spinge per un movimento radicale, anti-atlantista e profondamente legato al tradizionalismo. Toccherà al Generale Vannacci, prima o poi, decidere quale delle due strade imboccare definitivamente.