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“Vannacci non è fascista, ma il suo partito deve smettere di sembrarlo!”: il durissimo ultimatum di Luca Sforzini a Futuro Nazionale

Vannacci
“Vannacci non è fascista, ma il suo partito deve smettere di sembrarlo e cacciare via i nostalgici!”. L’ultimatum durissimo di Luca Sforzini a Futuro Nazionale 🔥 🇮🇹 Uno scontro politico durissimo che rischia di spaccare la nuova Destra! Il Presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale, Luca Sforzini, ha diffuso una nota ufficiale durissima contro i vertici di Futuro Nazionale, il nuovo partito del Generale Vannacci. Sforzini difende apertamente il Generale (“non è fascista, e una denuncia non è una condanna”), ma asfalta letteralmente la classe dirigente che Vannacci si è scelto sul territorio! “Il partito sta offrendo troppi argomenti a chi lo accusa di essere nostalgico e autoritario!

Redazione  – La polveriera del centrodestra italiano e della destra identitaria continua a regalare scintille, confermandosi il terreno di scontro politico e ideologico più acceso e interessante di questa fine estate. Al centro del ciclone c’è sempre lui, il Generale Roberto Vannacci, e la nascente creatura politica Futuro Nazionale. Se da una parte c’è chi invoca anacronistici ritorni al passato in nome dell’antiamericanismo viscerale, dall’altra c’è chi (pur riconoscendo l’enorme potenziale elettorale del Generale) suona un fortissimo e inequivocabile campanello d’allarme, chiedendo una radicale “pulizia” interna per salvare il progetto prima che sia troppo tardi.
La voce, lucida e tagliente come un rasoio, è quella di Luca Sforzini, intellettuale e Presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale, che dal Castello Sforzini di Castellar Ponzano ha appena diramato una nota ufficiale destinata a far tremare i vertici del neonato partito.

“Vannacci cacci i nostalgici e i fanatici religiosi”

Sforzini parte da un presupposto garantista e da una difesa personale del Generale: «Non penso affatto che Roberto Vannacci sia fascista, e un esposto in Procura non è certo una sentenza definitiva». Il riferimento è alla recentissima e rumorosa denuncia presentata alla Procura di Roma dal Sindacato dei Militari.
Tuttavia, il problema non è penale, bensì squisitamente politico: «Questa denuncia pone un problema che Futuro Nazionale farebbe molto male a ignorare. Il partito sta offrendo troppi e clamorosi argomenti a chi, dall’esterno, vuole dipingerlo e rappresentarlo all’opinione pubblica come una formazione politica nostalgica, autoritaria, profondamente confessionale e militarizzata».

L’attacco all’anti-Islam: “Una bestialità incostituzionale”

Il cuore dell’intervento di Sforzini è una demolizione totale (dal punto di vista giuridico e istituzionale) della classe dirigente locale che attualmente gravita attorno al Generale. Il bersaglio è una recente e gravissima uscita pubblica: «Un partito politico viene giudicato anche, e soprattutto, dalle persone che sceglie per farsi rappresentare sul territorio. Pochi giorni fa, il responsabile regionale veneto di Futuro Nazionale ha scritto nero su bianco, in un comunicato stampa ufficiale, che “l’Islam non è una religione tollerabile in Italia e non può accampare alcun diritto nel nostro Paese”. Questa è una bestialità assoluta, totalmente incompatibile con gli articoli 3, 8 e 19 della nostra Costituzione, e indigna profondamente una classe dirigente che abbia un minimo di senso dello Stato e di reale cultura istituzionale. Una cosa è combattere senza alcuna indulgenza l’estremismo integralista islamico e il terrorismo, un’altra cosa è voler bandire una religione».

Geopolitica e autarchia: l’insensatezza di una guerra santa

Oltre all’aspetto costituzionale, Sforzini evidenzia la clamorosa miopia geopolitica di simili boutade propagandistiche: «Non occorre certo essere dei raffinatissimi e accademici studiosi di geopolitica per capire quanto sia grottesco, ridicolo e autolesionista pretendere di elaborare una seria politica italiana nel Mar Mediterraneo dichiarando pubblicamente “intollerabile” la religione di una parte enorme dei popoli con i quali l’Italia, per ovvi motivi geografici e strategici, deve necessariamente intrattenere rapporti politici, economici, diplomatici ed energetici di primissimo piano. O per caso la prossima sparata di questi dirigenti sarà il ritorno all’autarchia del Ventennio?».

L’atto di leadership: “Vannacci tiri una riga e ricominci”

Secondo il Presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale, il Generale possiede un enorme potenziale inespresso, che rischia di essere affondato dai suoi stessi colonnelli: «Vannacci si sta clamorosamente sottovalutando. Ha uno spazio politico vastissimo e importante, e potrebbe costruire una Destra nuova, fiera, identitaria e nazionalista, ma rigorosamente costituzionale. Una destra inflessibile e durissima sull’immigrazione clandestina, ma al tempo stesso rispettosa delle sacre libertà individuali. Invece, una parte della cosiddetta classe dirigente scelta fino ad oggi sembra unicamente impegnata a trascinarlo rovinosamente all’indietro».
La conclusione di Sforzini è un “ultimatum” politico che non ammette repliche: «Vannacci abbia il coraggio e la forza di tracciare una linea netta. Azzeri immediatamente ciò che non ha funzionato, riveda in modo radicale la selezione della classe dirigente e tenga lontani una volta per tutte i nostalgici, i fanatici religiosi e tutti coloro che confondono la necessaria fermezza delle idee politiche con il ridicolo folklore del Ventennio. Farlo non sarebbe una ritirata strategica, ma un grandissimo atto di vera leadership. Vannacci non è fascista: e proprio per questo motivo deve fare in modo che Futuro Nazionale smetta immediatamente di sembrarlo. Tiri una riga e ricominci, finché è ancora in tempo per decidere lui stesso da dove partire».