Pisa – Le infrastrutture di un Paese sono esattamente come le vene del corpo umano: se si “tappano” e si insabbiano, il flusso vitale dell’economia smette di scorrere, portando inesorabilmente alla morte un intero tessuto industriale. Ed è proprio per scongiurare questo drammatico soffocamento che la città di Pisa ha appena messo a segno uno dei colpi infrastrutturali più importanti, coraggiosi e strategici degli ultimi decenni.
Oggi, 10 settembre 2026, la Port Authority di Pisa S.r.l. ha ufficialmente e storicamente affidato i tanto attesi lavori per il maxi-dragaggio del leggendario Canale dei Navicelli. Una straordinaria via d’acqua artificiale che non solo collega la città della Torre Pendente al mare e al porto di Livorno, ma che rappresenta da sempre il vero e proprio “cuore pulsante” del distretto nautico toscano (e italiano), ospitando le eccellenze mondiali della cantieristica e della costruzione di Mega-Yacht di lusso.
Il fango che soffoca l’economia: un salvataggio necessario
Da troppo tempo i cantieri navali che operano lungo gli argini del canale guardavano con terrore e angoscia al progressivo e naturale insabbiamento dei fondali marini. Senza una profondità sicura e costante, è infatti fisicamente impossibile permettere il transito e il varo delle enormi imbarcazioni in costruzione o in manutenzione, mettendo a gravissimo rischio l’occupazione e gli stipendi di migliaia di operai e tecnici specializzati.
L’intervento colossale appena approvato (che si svilupperà speditamente nelle annualità 2026 e 2027) permetterà finalmente di asportare e rimuovere la bellezza di 19.600 metri cubi di pesantissimi sedimenti di fango, restituendo piena navigabilità al tratto d’acqua e garantendo matematicamente una profondità strutturale e salvifica di ben 3 metri lungo tutta l’immensa fascia centrale del Canale.
I numeri dell’Opera: 370mila euro per battere la burocrazia
Ma ciò che stupisce positivamente e rincuora in questa operazione è la straordinaria e “strana” (per l’Italia) velocità della burocrazia. L’affidamento, per un importo complessivo che sfiora la ragguardevole cifra di 371.264 euro, è avvenuto in tempi da record in seguito a una severissima, trasparente e competitiva indagine di mercato tramite la piattaforma regionale START. A vincere l’importante appalto (e ad assumersi l’onere e l’onore di salvare i fondali pisani) è stata la validissima Impresa Individuale Tognetti Fabio di Viareggio, capace di proporre l’offerta tecnica ed economica più sicura e vantaggiosa. Sotto la stretta e vigile guida del Responsabile Unico del Progetto, il Dott. Enrico Barsantini, il cantiere avrà la durata fisiologica di 547 giorni.
Basta “rincorrere” le emergenze: la draga stanziale
L’assoluta e geniale novità di questo bando è però il radicale cambio di “filosofia” operativa: lo Stato non dovrà più intervenire rincorrendo in maniera disperata l’emergenza (e sperperando denaro pubblico a pioggia), ma lavorerà d’anticipo sulla prevenzione. Le decine di tonnellate di “terre di scavo” recuperate dai fondali non andranno perse, ma verranno virtuosamente ed ecologicamente riutilizzate sul posto per il ringrosso e il rinforzo arginale delle sponde.
Inoltre, la geniale e rassicurante presenza di una speciale “draga stanziale” posizionata stabilmente in darsena garantirà per i prossimi anni alle aziende nautiche la certezza assoluta di poter risolvere e sbloccare eventuali ingorghi o depositi critici di sabbia con tempi di risposta eccezionali, garantiti entro sole 48 ore dalla chiamata.
L’orgoglio del Presidente Benetti: “Mettiamo a terra il futuro”
La soddisfazione per la firma è palpabile ed è stampata a fuoco nelle sentite e orgogliose parole del Presidente della Port Authority di Pisa, il Dott. Mirko Benetti.
«Con l’ufficializzazione e la storica firma di oggi andiamo finalmente a mettere a terra un intervento colossale che il Canale e tutte le prestigiose Imprese e Cantieri che vi operano aspettavano con ansia da moltissimi anni», ha dichiarato con gioia il Presidente. «Il dragaggio che stiamo per attuare non è solo una banale operazione di manutenzione idraulica: è la condizione vitale, assoluta e necessaria per far lavorare in sicurezza i nostri amati cantieri navali, per difendere i posti di lavoro, per attrarre costantemente nuovi e ricchissimi investimenti internazionali e per mantenere alto il nome del Navicelli, che resta senza alcun dubbio una delle infrastrutture più strategiche, belle e importanti dell’intera nautica italiana».


