Milano – Ci sono giornate e operazioni finanziarie destinate a cambiare per sempre non solo i libri di economia, ma la vita concreta e quotidiana di milioni di famiglie e lavoratori italiani. L’Assemblea Straordinaria degli Azionisti del 10 settembre 2026 passerà indubbiamente alla Storia del nostro Paese.
Con il “semaforo verde” e l’approvazione del gigantesco aumento di capitale, Intesa Sanpaolo è finalmente pronta a realizzare l’ambiziosissima e coraggiosa “fusione” annunciata a giugno con la banca più antica del mondo: il Monte dei Paschi di Siena (MPS). L’annuncio, carico di orgoglio e spirito patriottico, è stato affidato alle parole chiare e rassicuranti del CEO di Intesa, Carlo Messina. L’obiettivo non è semplicemente quello di arricchire gli azionisti, ma di costruire una vera e propria e inespugnabile “Cassaforte Europea” a totale difesa dell’economia reale italiana e dei sacrifici dei nostri risparmiatori.
Il salvataggio del “Monte” e il profondo rispetto per Siena
L’assorbimento del Monte dei Paschi di Siena avrebbe potuto far tremare i polsi a chiunque, spaventando la meravigliosa terra Toscana per il timore di veder cancellata la propria secolare identità. Ma Messina ha voluto lanciare un commosso e solenne “giuramento” d’onore al territorio.
«MPS rappresenta una storia unica e sacra nel panorama bancario mondiale», ha spiegato il CEO. «Oltre cinque secoli di storia hanno creato un legame straordinario con la Toscana e la sua gente. Vogliamo preservare e valorizzare questa identità». Il progetto di salvataggio (che prevede in caso di successo dell’OPAS anche il successivo coinvolgimento del colosso Unipol per creare il secondo gruppo bancario nel nostro Paese) manterrà rigorosamente intatto sia il leggendario marchio MPS, sia la storica sede centrale di Rocca Salimbeni, difendendo fino all’ultimo la centralità di Siena nel mondo del credito.
Oltre 13.000 assunzioni: una pioggia di speranza per i giovani
Ma la notizia che scalderà maggiormente il cuore degli italiani, in un momento di gravissima incertezza occupazionale, è senza dubbio il “patto per il Lavoro” svelato dai vertici.
Carlo Messina sa benissimo che il vero “tesoro” di una banca non è chiuso dentro i caveau, ma è rappresentato dai suoi impiegati e professionisti. Proprio per favorire il ricambio generazionale, sostenere la crescita della nuova super-banca e infondere nuova linfa vitale nelle filiali, Intesa Sanpaolo ha annunciato ufficialmente un colossale piano che prevede circa 13.100 nuove assunzioni entro il 2029. Un’immensa e iniezione di speranza che offrirà lavoro stabile, stipendi sicuri e nuove opportunità professionali a migliaia di giovani ragazzi e ragazze italiane. Nessuno “smembramento” del personale, dunque, ma una forte espansione.
Da Mediobanca a Generali: la scacchiera del “Risiko” bancario
Questa operazione mastodontica trasformerà il nuovo Gruppo in un Gigante Europeo capace, entro il 2029, di gestire i risparmi di oltre 27 milioni di clienti con quasi 2.000 miliardi di euro di attività finanziarie. Un colosso che permetterà all’Italia di dettare legge in Europa senza finire schiacciata dai concorrenti francesi o tedeschi.
Nel grande “Risiko” bancario disegnato da Intesa rientrano anche l’enorme e prestigiosa valorizzazione del marchio di Mediobanca e l’importantissima acquisizione, in un’ottica puramente finanziaria, di un decisivo pacchetto azionario all’interno di Assicurazioni Generali (al solo scopo di garantire stabilità e la totale “Indipendenza” patriottica al gioiello assicurativo del nostro Paese).
Miliardi per sconfiggere le disuguaglianze e sostenere le imprese
Oltre alle rassicurazioni per gli Azionisti, a cui andranno ricchi e proficui dividendi per un totale stimato di circa 61 miliardi di euro nel prossimo quinquennio, Carlo Messina chiude il suo appassionato discorso ricordando qual è il vero cuore pulsante di Intesa Sanpaolo: il sociale.
Solo nel primo semestre dell’anno, la banca ha già erogato ben 44 miliardi di euro di crediti diretti e vitali per sostenere le Famiglie italiane, gli Artigiani e le Piccole e Medie Imprese (PMI) schiacciate dalla crisi, confermandosi l’assoluto punto di riferimento per l’economia reale dello Stivale. Inoltre, il nuovissimo Piano d’Impresa prevede lo stanziamento di ben 1 miliardo di euro destinato unicamente a iniziative sociali, per ridurre le pesanti disuguaglianze e per aiutare in maniera concreta le persone più povere, deboli e bisognose della nostra società. Una banca che cresce, finalmente, per far crescere l’intera Nazione.


