Roma – Ci sono figure politiche che attraversano la Storia del nostro Paese in punta di piedi, lasciando un’impronta sbiadita e passeggera, e ci sono invece Uomini delle Istituzioni che, con il loro lavoro instancabile e la loro statura morale, scolpiscono il proprio nome in maniera indelebile nella memoria collettiva della Nazione. Oggi l’Italia intera e tutto il vastissimo e nobile mondo politico liberale piangono dolorosamente la scomparsa dell’Onorevole Raffaele Costa. Già Ministro della Repubblica, parlamentare di lunghissimo corso, giornalista pungente e indomabile fustigatore degli sprechi pubblici e della burocrazia, Costa è stato per decenni una delle voci più lucide, autorevoli e coerenti della grande tradizione politica liberale italiana. La sua morte lascia un vuoto incolmabile in tutti coloro che credono fermamente nei principi di una società libera, equa e responsabile.
Il dolore e il cordoglio profondo di “Valore Liberale”
Di fronte alla scomparsa di un personaggio di questa caratura istituzionale, il mondo politico si è stretto in un corale e commosso abbraccio. Tra i messaggi più sentiti e profondi spicca senza dubbio la nota ufficiale diramata da Marco Montecchi, Segretario Nazionale del movimento politico Valore Liberale.
«Valore Liberale esprime il proprio più profondo e sentito cordoglio per la scomparsa dell’Onorevole Raffaele Costa», si legge nell’accorata nota stampa diffusa dal Segretario Montecchi. Le sue parole non sono un semplice atto di rito istituzionale o un freddo ossequio formale, ma rappresentano il dolore genuino e autentico di una comunità politica che perde oggi uno dei suoi Padri Nobili, un faro che ha saputo illuminare con le sue battaglie decenni di aspra vita parlamentare e di governo.
Un baluardo inespugnabile della Libertà e delle Istituzioni
Raffaele Costa non è mai stato un politico abituato ad assecondare le mode passeggere o i populismi urlati delle piazze. È stato, al contrario, un uomo del rigore, un servitore fedelissimo dello Stato che ha sempre messo la Nazione davanti agli interessi di bottega. «Uomo delle istituzioni e liberale profondamente convinto», ha sottolineato con ammirazione ed enorme rispetto Marco Montecchi, ricordando come la figura dell’ex Ministro abbia «rappresentato per moltissimi anni un autorevole e saldo punto di riferimento per quanti si riconoscono nei valori sacrosanti della libertà, della responsabilità civile e del disinteressato servizio al Paese».
Le sue storiche e proverbiali campagne politiche e giornalistiche condotte senza pietà contro gli sprechi della Pubblica Amministrazione, contro i privilegi della Casta e contro i mali cronici della burocrazia italiana che frena le imprese, rimangono ancora oggi un testamento morale e politico di una potenza e di un’attualità a dir poco impressionanti.
L’eredità immortale della Responsabilità Civile
In un’epoca contemporanea in cui la politica sembra purtroppo aver smarrito la bussola, sprofondando quotidianamente in risse verbali e slogan privi di contenuto, l’insegnamento tramandato dalla vita di Raffaele Costa appare più luminoso e necessario che mai. Essere “Liberali”, come ci ha insegnato Costa per tutta la sua lunghissima esistenza, non significa banalmente chiedere meno tasse o meno Stato; significa innanzitutto esigere e pretendere un livello altissimo e ferreo di Responsabilità individuale e collettiva, accompagnato da un profondo, sacro e inviolabile senso del Dovere nei confronti delle Istituzioni Democratiche.
Il commosso pensiero finale del Segretario Montecchi e di tutto il movimento di Valore Liberale si stringe infine con rispetto attorno al dolore privato della famiglia del defunto Ministro: «Alla sua famiglia, ai suoi affetti più cari, giungano la nostra più totale vicinanza umana e le nostre più sentite condoglianze». L’uomo ci ha lasciati in queste ore di lutto, ma le sue grandi battaglie per la Libertà e per un’Italia più giusta, moderna ed efficiente continueranno a vivere e a camminare orgogliosamente sulle gambe delle future generazioni.


