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L’Onorevole Mazzocchi (Cristiano Riformisti) tuona contro il Governo: “Basta premiare i partitini dell’1% e rincorrere i deliri populisti di Vannacci!”

Antonio Mazzocchi - IlGraffio - Monica Maccchioni
L’ONOREVOLE MAZZOCCHI (Cristiano Riformisti) DEMOLISCE IL GOVERNO! “Basta premiare i Partitini dell’Uno per Cento solo per comodità, e smettetela di rincorrere i Deliri Antidemocratici del generale Vannacci!” 😡 🇮🇹 È un durissimo e spietato “J’Accuse” quello lanciato pochissime ore fa dall’Onorevole Mazzocchi (Presidente dei Cristiano Riformisti) contro il sistema di Potere e la Maggioranza del nostro Paese! Siamo di fronte a un vero e proprio “Cortocircuito Democratico”, in cui la Politica ha letteralmente smesso di ascoltare la Voce disperata della Gente! Il Presidente ci va giù pesantissimo e punta il dito contro i “Piccoli Partitini” (Facendo espressamente i nomi di Maurizio Lupi con “Noi Moderati” e di Cesa con “L’Udc”): “Stiamo premiando queste sigle che valgono a fatica un misero 1% alle elezioni, e per farlo il Governo e la Politica ignorano e zittiscono le grandi realtà Territoriali Cattoliche e Laiche che rappresentano il 30% DEGLI ITALIANI!”.

Roma – La tenuta del sistema democratico italiano si fonda, per Costituzione e per natura, sulla più ampia, libera e totale partecipazione di tutti i cittadini alla vita politica del Paese. Un patto sociale sacro, che però oggi sembra essere stato brutalmente stracciato dalle segreterie dei grandi partiti. È proprio questo il principio cardine che l’Onorevole Mazzocchi, Presidente Nazionale del combattivo Movimento dei Cristiano Riformisti, ha voluto riaffermare con estrema forza in un momento storico delicatissimo per le nostre istituzioni, lanciando un durissimo j’accuse contro l’attuale sistema di potere. Le sue parole descrivono una situazione drammatica, in cui il legame di fiducia tra elettorato e rappresentanza parlamentare appare sempre più logorato, sfilacciato e, per molti versi, irrimediabilmente compromesso.

Il paradosso della Maggioranza: il potere ai partiti “prefisso telefonico”

L’affondo dell’On. Mazzocchi entra a gamba tesa sulle dinamiche interne della maggioranza di governo, svelando un vero e proprio cortocircuito logico e politico. «Come Movimento rileviamo con profondo e inaudito stupore, oltre che con sincera amarezza, le recenti e incomprensibili dinamiche che muovono le leve della maggioranza», dichiara il Presidente. L’accusa è spietata: si assiste ogni giorno a una sistematica, sproporzionata e ingiustificata valorizzazione di minuscole sigle di coalizione.
Mazzocchi fa i nomi e i cognomi senza alcuno sconto: «Parlo della compagine di “Noi Moderati”, guidata da Maurizio Lupi, e dell’Unione di Centro (Udc) di Lorenzo Cesa. Forze politiche che, all’atto pratico e contando i voti reali, vantano un minuscolo seguito elettorale complessivo di circa il misero 1%». Eppure, a questi partiti “da prefisso telefonico” viene concesso un potere decisionale e mediatico spropositato, mentre la base sociale del Paese viene lasciata completamente fuori dalla porta.

Il dramma del 30% escluso e il pericolo del Becero Populismo

Il vero dramma che si consuma nel silenzio generale, secondo i Cristiano Riformisti, è che mentre si premia l’1% per calcoli di palazzo, si sceglie deliberatamente e cinicamente di ignorare il dialogo e il confronto aperto con le grandi e storiche associazioni e realtà radicate sul territorio. Realtà immense, sia laiche che cattoliche, che rappresentano realmente e quotidianamente i bisogni di circa il 30% dei cittadini italiani.
E che fine fa questo sterminato bacino di elettori traditi? «Oggi è composto da donne e uomini che, delusi e disperati, scelgono l’astensione totale dalle urne. Oppure che, spinti da un comprensibile stato emotivo di forte esasperazione di fronte a problemi emergenti e drammaticamente mai irrisolti dal Governo, finiscono per convogliare il proprio voto di protesta verso nuove formazioni politiche fondate esclusivamente su un becero e pericoloso populismo», avverte Mazzocchi.

L’esasperazione del Bipolarismo che zittisce le minoranze

Il dito è puntato dritto contro il sistema elettorale che schiaccia chiunque non si adegui agli estremismi: «Non possiamo assolutamente più tollerare questo gravissimo cortocircuito democratico! L’esasperato bipolarismo a cui siamo costretti, come se fossimo in perenne guerra civile tra guelfi e ghibellini, ha prodotto profondi e mortali danni al sistema democratico del Paese». Si tratta di un meccanismo perverso che penalizza, emargina e riduce al silenzio tutte quelle preziose minoranze che, al contrario e in virtù della nostra amata Costituzione, dovrebbero essere pienamente garantite per assicurare una loro effettiva e qualificata presenza pluralista in Parlamento.

“Smettetela di rincorrere l’antipolitica di Vannacci!”

In chiusura, il monito finale per chiedere un drastico, totale e immediato cambio di rotta: bisogna rimettere al centro il pluralismo vero, il sacrosanto rispetto delle identità culturali (spesso denigrate) e sociali del Paese, per restituire finalmente voce e fiducia a milioni di cittadini esasperati. L’ultimo affondo è un siluro politico violentissimo contro le derive estremiste e la propaganda di destra: «È finalmente giunto il tempo di rimettere al centro della vita pubblica la Politica (rigorosamente con la P maiuscola!), quella fatta di uomini e donne in carne e ossa e dei loro reali problemi, e di smetterla una volta per tutte di inseguire inutilmente il Generale Vannacci sul pericolosissimo terreno dell’antipolitica e delle sue provocazioni apertamente antidemocratiche».