Roma – Il calcio, nel nostro Paese, non è mai stato soltanto un semplice sport o un passatempo domenicale in cui ventidue uomini rincorrono un pallone su un prato verde. Il calcio è pura fede, è aggregazione viscerale, è il battito cardiaco di intere città. E uno stadio svuotato dalla presenza dei suoi tifosi, orfano dei cori e privato del calore umano, è una delle visioni più tristi e spettrali che possano esistere, l’equivalente di un bellissimo teatro lasciato vuoto al buio. Proprio per questo motivo, la “pace” appena siglata tra i tifosi e l’ambiente della S.S. Lazio rappresenta una notizia di enorme respiro non solo sportivo, ma anche sociale e politico per l’intera Capitale. A commentare con gioia e con una tagliente frecciatina questa agognata fumata bianca è stato l’Onorevole Marco Mazzocchi, stimato Presidente del Movimento dei Cristiano Riformisti.
La fine delle ostilità: una vittoria per Roma e per lo Sport
Da troppo tempo l’ambiente biancoceleste viveva una vera e propria e logorante “guerra civile” interna, una contrapposizione durissima che aveva finito per svuotare gli spalti e spegnere l’entusiasmo della gente laziale. «Come Movimento dei Cristiano Riformisti esprimiamo profonda e piena soddisfazione per la svolta positiva che ha finalmente visto i tifosi della Lazio pronti a riappacificarsi e a tornare a popolare con orgoglio gli spalti dello stadio», ha dichiarato apertamente l’Onorevole Mazzocchi in una nota stampa.
Si tratta di un sospiro di sollievo immenso per l’intera città. La fine di questa estenuante frattura viene vista dal Movimento come una vittoria totale e assoluta per lo Sport pulito, per le istituzioni e, soprattutto, per tutta quella vasta, appassionata e storica comunità biancoceleste che, tornando sugli spalti, ritrova finalmente la sua componente umana più viva, colorata e pulsante.
La stoccata politica: il “Mattone” contro l’Amore per la Maglia
Tuttavia, all’interno del festoso comunicato istituzionale dei Cristiano Riformisti, si nasconde una precisissima, affilatissima e pesantissima stoccata politica e societaria, che non è certamente passata inosservata agli occhi dei commentatori più attenti. Mazzocchi lancia infatti un monito durissimo: «Nutriamo però la profonda e viva speranza che, da oggi in avanti, l’amore viscerale per la Lazio e per la sua gloriosa maglia riesca finalmente a superare persino l’amore per il mattone».
La parola “mattone” è una metafora gigantesca. È un riferimento chiarissimo ed esplicito a tutte quelle fredde e calcolatrici logiche immobiliari e finanziarie (spesso legate alla gestione degli stadi, al business del cemento e alle dinamiche di bilancio societario) che troppo spesso hanno inquinato e fatto da triste sfondo al mondo del calcio capitolino, oscurando la vera e autentica passione sportiva della povera gente che paga il biglietto pagato con enormi sacrifici.
Un ritorno ai veri, autentici Valori del Calcio
Il calcio moderno, purtroppo, è sempre più soffocato dai diritti televisivi, dagli interessi economici dei procuratori, dai fondi d’investimento esteri e dai grandi affari immobiliari. La voce dell’Onorevole Mazzocchi si erge quindi come un nobile e potente richiamo all’essenza originaria del gioco più bello del mondo: le bandiere al vento, l’odore dell’erba tagliata, l’abbraccio tra sconosciuti dopo un gol decisivo all’ultimo minuto.
«Come Movimento – conclude l’esponente politico – auguriamo alla squadra e a tutto l’immenso e storico popolo laziale una meravigliosa stagione ricca di successi, finalmente uniti sotto il segno della passione sportiva pulita e della condivisione dei valori più autentici del Calcio». Ora la palla, dopo infinite polemiche, torna finalmente a rotolare al centro del campo: e con i tifosi nuovamente al loro posto a cantare a squarciagola, lo spettacolo può davvero ricominciare.


