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“Fermate questo scempio Democratico!”. Mazzocchi (Cristiano Riformisti) si appella a Mattarella per bloccare la nuova Legge Elettorale “Salva-Poltrone”

Antonio Mazzocchi - IlGraffio - Monica Maccchioni
È in corso un vero e proprio “Tentato Omicidio” ai danni della Democrazia (Quella vera, fatta di movimenti Civici e Associazioni territoriali) nei meandri oscuri dei palazzi di Roma! Nelle stanze del Potere si sta discutendo la fatidica e infida Riforma della Legge Elettorale, e l’Onorevole Mazzocchi (Presidente dei Cristiano Riformisti) ha “Scoperchiato il Vaso di Pandora” denunciando uno scandalo Vergognoso! L’attuale Maggioranza di Governo di Giorgia Meloni vorrebbe imporre un “Ostacolo Burocratico e Insormontabile”: per potersi presentare alle Elezioni (e provare ad entrare nel “Palazzo”), i nuovi movimenti dovranno raccogliere un numero Titanico, “Folle” e impossibile di Firme! Il paradosso schifoso?

Roma – C’è un muro invisibile, ma di una durezza spaventosa, che i partiti tradizionali stanno per innalzare a difesa dei propri giganteschi privilegi, chiudendosi a riccio dentro i caldi, comodi e intoccabili Palazzi del Potere. Una vera e propria “blindatura” antidemocratica che rischia di tagliare fuori dalla vita politica del Paese le migliaia di realtà civiche oneste, nate dal sudore dei territori. A lanciare un durissimo, disperato e pesantissimo grido d’allarme contro l’imminente riforma della Legge Elettorale è l’Onorevole Mazzocchi, indomito Presidente del Movimento dei Cristiano Riformisti. E lo fa senza mezzi termini, compiendo un passo dal grandissimo peso istituzionale: un accorato appello rivolto direttamente e personalmente al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, affinché intervenga immediatamente, in qualità di Supremo Garante della nostra intoccabile Carta Costituzionale, per fermare quello che viene percepito come un vero e proprio “scempio burocratico” volto a uccidere il pluralismo e la libera partecipazione dei cittadini alla cosa pubblica.

La trappola burocratica delle Firme e la Norma “Ad Personam”

Il cuore pulsante dell’indignazione esplosa tra i Cristiano Riformisti ruota attorno al delicatissimo passaggio della nuova legge elettorale, attualmente in accesa discussione alla Camera dei Deputati. La linea tracciata dal partito del Premier Giorgia Meloni e dalle altre forze che compongono l’attuale maggioranza di governo, viene giudicata da Mazzocchi estremamente preoccupante e liberticida. Ma qual è il trucco?
La trappola burocratica consiste nell’imposizione di requisiti folli e sproporzionati per potersi presentare alle elezioni: su tutti, spicca l’obbligo titanico (e quasi impossibile da realizzare senza enormi fondi economici) di raccogliere un numero irraggiungibile di firme di elettori nei singoli collegi.
E qui scatta l’aspetto che più di tutti fa gridare allo scandalo. «Questo assurdo obbligo – denuncia a gran voce il Movimento – viene paradossalmente e furbescamente imposto SOLTANTO a quelle forze politiche civiche che non hanno già una rappresentanza comodamente seduta nel Gruppo Misto all’interno del Parlamento!». Stiamo parlando, di fatto, di una sfacciata e vergognosa norma “ad personam”, disegnata e cucita su misura con il solo e unico intento di mettere in salvo e proteggere le poltrone di piccole sigle e partitini di governo già presenti (come l’Udc di Cesa e Noi Moderati di Maurizio Lupi), tagliando invece vigliaccamente fuori da ogni competizione tutte le realtà civiche nuove e indipendenti che vorrebbero farsi strada partendo dal basso.

L’antidoto ai Populismi non è la Censura, ma la Libertà

Sottoporre le nuove forze minoritarie a simili “penali” burocratiche equivale a strangolare la libertà d’espressione ancor prima che si presenti alle urne, violando lo spirito più profondo e sacro della nostra Costituzione democratica. «Noi Cristiano Riformisti lanciamo un monito chiarissimo a questo Governo – rincara la dose Mazzocchi – Il vero antidoto per arginare le continue derive populiste nel nostro Paese non è certo invocare la ridicola censura mediatica di figure divisive come il Generale Vannacci, ma garantire, al contrario, la massima, totale e incondizionata apertura alla partecipazione di tutti!».
Impedire artatamente e con i cavilli burocratici alle migliaia di associazioni, realtà sociali, territoriali e locali sparse per tutta Italia di poter presentare liberamente le proprie liste, privilegiando unicamente chi è già prepotentemente e storicamente arroccato nel fortino dei palazzi romani, produce un solo, mortale effetto: soffocare la democrazia vitale che nasce “dal basso” e continuare ad alimentare in maniera sconsiderata la tragica piaga dell’astensionismo (che già oggi porta metà degli italiani a non recarsi più alle urne per schifo e disillusione).

L’appello a Sergio Mattarella: “La Democrazia non è un vostro Monopolio”

Per tutte queste gravissime ragioni, il Movimento di Mazzocchi chiede l’intervento formale del Quirinale. «Rivolgiamo un accorato e disperato appello alla profondissima sensibilità democratica del Capo dello Stato: richiami immediatamente tutte le forze politiche al rigoroso rispetto dell’Articolo 49 della Costituzione!». La richiesta formale alla Camera è quella di rimuovere urgentemente gli ostacoli burocratici imposti sul limite impossibile delle firme, cancellando per sempre questa insopportabile disparità di trattamento che premia la solita “Casta” a discapito del popolo. «La democrazia – conclude l’Onorevole – deve assolutamente tornare ad essere lo spazio sacro di tutti gli italiani, e non il monopolio dorato e privato di pochissimi eletti, che cercano disperatamente in tutti i modi e con ogni sporco trucco di tutelare esclusivamente le proprie comode “rendite di posizione”. La vera rappresentanza deve rimanere saldamente nelle mani dei cittadini!».