Roma – Le austere sale del Parlamento italiano si preparano a ospitare un momento di riflessione profonda sul rapporto tra le garanzie costituzionali e le trasformazioni repentine della contemporaneità. Mercoledì 14 ottobre, alle ore 12:00, la Sala Tatarella della Camera dei Deputati (in via Uffici del Vicario 21 a Roma) farà da prestigiosa cornice alla presentazione ufficiale di “Codice di libertà”, la nuova opera saggistica firmata dall’avvocato Micaela Ottomano e pubblicata dalla casa editrice Graus Edizioni. L’evento vedrà riuniti attorno allo stesso tavolo autorevoli rappresentanti del mondo politico-istituzionale, esponenti della magistratura ordinaria e protagonisti del giornalismo nazionale, chiamati a confrontarsi sulle sfide poste alla tutela dei diritti fondamentali dall’avvento della società tecnologica.
Il diritto incontra l’esperienza umana: l’opera di Micaela Ottomano
Al centro dell’indagine condotta da Micaela Ottomano vi è una visione dinamica e concreta della scienza giuridica, lontana dalle formule astratte dell’accademia e radicata nelle pieghe della quotidianità forense. Il volume ripercorre il cammino professionale e personale di una donna di legge che ha scelto di raccontare le trasformazioni del diritto attraverso i casi concreti e le vicende umane affrontate nell’esercizio dell’avvocatura. Il nodo tematico ruota attorno al concetto di libertà individuale, esplorato nelle sue declinazioni contemporanee alla luce delle continue pressioni esercitate dalla digitalizzazione pervasiva.
La riflessione dell’autrice parte da una constatazione ineludibile: la rivoluzione informatica non si è limitata a velocizzare le comunicazioni, ma ha mutato alla radice la struttura stessa dei rapporti sociali, familiari e professionali. Dalla gestione dei dati personali alla tutela dell’identità online, passando per la reputazione digitale e le nuove forme di aggressione virtuale, la tecnologia ha imposto una riscrittura dei parametri difensivi. Nel saggio, edito con cura grafica ed editoriale da Graus Edizioni, emerge l’urgenza di comprendere come il perimetro della libertà personale debba essere ridefinito e blindato quando la sfera intima di ciascun individuo si trova costantemente esposta attraverso il diaframma di uno schermo digitale.
Un parterre d’eccezione alla Camera dei Deputati
Il rilievo tematico del libro è testimoniato dall’elevato profilo degli ospiti che prenderanno parte al dibattito nella Sala Tatarella di Montecitorio. A introdurre e coordinare gli interventi sarà l’avvocato Concita Borrelli, nota giornalista e conduttrice Rai, da sempre attenta alle tematiche della deontologia e della comunicazione forense. La tavola rotonda vedrà la partecipazione della senatrice Daniela Santanchè, già ministro del Turismo, e dell’onorevole Andrea Delmastro delle Vedove, già sottosegretario di Stato alla Giustizia, la cui presenza garantirà uno sguardo attento sulle riforme normative necessarie a bilanciare l’efficienza processuale e la salvaguardia delle libertà individuali.
Accanto ai rappresentanti parlamentari interverrà Antonio Rapisarda, direttore del quotidiano Secolo d’Italia e autore della prefazione del volume, il quale analizzerà la valenza culturale e civile della testimonianza dell’avvocato Ottomano nel contesto del dibattito mediatico odierno. Il confronto istituzionale sarà arricchito dal contributo del deputato Michele Schiano di Visconti e dall’intervento tecnico di Anna Gallucci, sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Pesaro, che offrirà il punto di vista essenziale della magistratura inquirente sull’applicazione quotidiana dei codici a tutela dei cittadini più vulnerabili.
La metamorfosi della libertà: tra diritto alla privacy e società della trasparenza
Il quesito cardine che attraversa l’intera opera di Micaela Ottomano è al tempo stesso semplice e vertiginoso: che cosa resta della nostra libertà quando la totalità della nostra esistenza, dai sentimenti al lavoro, dai consumi alle opinioni politiche, lascia tracce indelebili nella rete? La risposta formulata dall’autrice non cede a facili tecnofobie né a ingenui entusiasmi per l’innovazione digitale, ma richiama i giuristi e i decisori politici a un rinnovato senso di responsabilità costituzionale.
Il volume “Codice di libertà” si pone dunque come uno strumento di orientamento non soltanto per gli addetti ai lavori, ma per l’intera cittadinanza consapevole. La presentazione romana rappresenta un passaggio cardine di un percorso culturale che mira a rimettere la persona, con la sua dignità e i suoi diritti inviolabili, al centro della scena giuridica moderna, impedendo che l’algoritmo o l’esposizione mediatica prendano il sopravvento sui principi dello Stato di diritto.


