di Monica Macchioni
Appena nominato il nuovo capo dell’aeronautica Generale Antonio Conserva iniziano le manovre.
Il Generale Luca Goretti appena terminato il suo mandato e dopo aver fatto di tutto per andare al posto dell’Ammiraglio Ottaviani, adesso si sta agitando per un suo possibile incarico nell’ufficio di Leonardo a Washington.
Certo in molti stanno storcendo il naso per una carriera devoluta al motto “USA technology first”, andando spesso a scontro diretto con Leonardo.
Poi c’è la questione delle porte girevoli che chiaramente richiedono attenzione e prudenza per Leonardo.
Proprio quest’ultima ha quasi finito il riassetto delle divisioni.
Marco Zoff, figlio del famoso portiere della nazionale italiana Dino Zoff si trasferirà a Londra a dirigere il programma GCAP.
Al suo posto nella nuova direzione velivoli Stefano Bortoli.
Si attendono cambiamenti anche in LGS la società di Leonardo di procurement e rumors dicono anche nella divisione Electronics.
I due managers a capo, rispettivamente Stefano Grassi e Marco de Fazio sono uomini scelti e fedeli a L.Mariani e come nel caso di M. De Fazio con una intera carriera sempre al seguito del nuovo Amministratore Delegato di MBDA.
Hanno rapporti così stretti ed intimi tra di loro che sicuramente possono infastidire i piani e le strategie della Corporate.
Tra l’altro la strategia Leonardo si appoggia molto all’implementazione di un maggiore livello di efficienza costi, con numeri di bilancio ancora non brillanti e per una divisione Elettronica che presenta la maggiore crescita grazie alla spinta del settore terreste.
Quindi sia LGS che la divisione Elettronica sono due assetti fondamentali della strategia Leonardo. In entrambi i casi si punterà a managers interni, a meno rischio.
Ormai la corporate Leonardo ha molto diluito i poteri delle divisioni, centralizzando tutto nelle mani del CEO e del fidato collaboratore Simone Ungaro.
Poi per la cronaca, la complicata partita di Leonardo vs Iveco Difesa sembra tutta in salita, dove si riportano non proprio buoni rapporti tra Cingolani ed Elkann.
Voci suggeriscono poi che l’amministratore delegato di Leonardo stia già da tempo pensando di andare in ENI, molto più coerente con il suo passato e vocazione. La sua assenza alla parata del 2 giugno come a quasi tutti gli eventi militari non sono passate inosservate.
Come per tutte le partecipate, R.Cingolani terminerà il suo mandato a dicembre 2025 in attesa di un rinnovo o cambio nel giro di nomine di maggio 2026.
In quella data scadranno le big ENI, ENEL, Poste, Leonardo, Enav e altre come Terna dove con i numerosi problemi causati dall’attuale gestione della Giuseppina di Foggia, si andrà sicuramente verso un cambio.
Per ENI si andrebbe verso un quinto mandato di Descalzi, cosa non gradita al Governo.
Anche Del Fante in Poste sembra a fine corsa.
Un’occasione per il Governo di fissare dei managers graditi nei pilastri industriali di Stato vista la scadenza naturale della legislatura a ottobre 2027.
In ultimo sì intravedono cambiamenti anche in AID, la società controllata dal Ministero della Difesa.
L’amministratore delegato Fiammetta Salmoni non è più gradita al Ministro dopo una sfuriata di qualche mese fa causata, come dicono voci di corridoio, da registrazioni fatte ad insaputa del Ministro.
Poi il Ministro Crosetto vorrebbe cambiare ragione sociale ad AID e metterla sotto Difesa e Servizi.
Nei prossimi mesi vedremo dei grandi cambiamenti


