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SS Lazio, on. Mazzocchi: Dichiarazione Governatore Rocca inopportune e non consone alla carica istituzionale

Antonio Mazzocchi - IlGraffio - Monica Maccchioni
Chi rappresenta una pubblica istituzione ha il dovere etico e politico di mantenere un profilo improntato alla terzietà, all’equilibrio e al rigore istituzionale. La sovrapposizione tra la fede calcistica personale e le funzioni di governo regionale rischia di minare la credibilità delle istituzioni stesse

Come Movimento dei Cristiano Riformisti intendiamo intervenire in merito agli sviluppi dell’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia (DDA) di Roma in ordine a presunte manovre illecite finalizzate alla cessione della S.S. Lazio, nonché alle reiterate e pubbliche prese di posizione del Presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca: vogliamo esprimere una ferma censura di merito.

Pur comprendendo la passione sportiva che anima la cittadinanza, la partecipazione attiva a manifestazioni di piazza e l’utilizzo di espressioni forti da parte del Presidente della Regione – il quale ha definito la gestione del club alla stregua di una “società dilettantistica” giungendo a dichiarare il popolo laziale “in ostaggio” e in altra occasione pubblica ha sentenziato come “finita l’epoca di Lotito alla Lazio”- rappresentano un’azione palesemente inopportuna e non plausibile per chi riveste la massima carica di una
così importante istituzione territoriale.

Chi rappresenta una pubblica istituzione ha il dovere etico e politico di mantenere un profilo improntato alla terzietà, all’equilibrio e al rigore istituzionale.

La sovrapposizione tra la fede calcistica personale e le funzioni di governo regionale rischia di minare la
credibilità delle istituzioni stesse e di alimentare tensioni sociali all’interno del tessuto cittadino.

In un momento così delicato, in cui la magistratura è chiamata a fare chiarezza su presunti reati finanziari e di manipolazione del mercato, l’ingerenza politica e il populismo di facciata non sono tollerabili.

Si auspica pertanto per il futuro un immediato ritorno al rispetto delle prerogative dei ruoli pubblici, lasciando che le vicende societarie e giudiziarie vengano trattate esclusivamente nelle sedi competenti”.