Di Monica Macchioni
Cristo e’ morto sulla croce.
La Terra gira intorno al Sole.
La Terra e’ rotonda.
L’acqua va verso il basso.
Ma esiste invece chi vorrebbe convincerci del fatto che Cristo e’ morto dal freddo.
Il Sole gira attorno alla Terra (come sostenevano gli antichi prima di Galileo), e che la Terra e’ piatta.
E che l’acqua va in salita.
Bene.
La vicenda di Vittorio Sgarbi – che è umanamente straziante – ha dei contorni grotteschi degni dei paradossi sopra citati.
La teoria secondo la quale Vittorio Sgarbi sta in queste condizioni, febbricitante, sedato e intubato, lottando tra la vita e la morte, semplicemente “per sfortuna” va molto oltre il ridicolo, travalica il demenziale.
Così come non si può sentire l’ipotesi del tutto destituita di ogni fondamento secondo cui la salute di Vittorio Sgarbi sarebbe stata minata pesantemente dalle inchieste giornalistiche di Report e Fatto Quotidiano.
Come se scrivere alcune pagine su un quotidiano o mandare in onda alcuni fatti che potrebbero riguardarlo, potesse intimidire l’uomo che a suo tempo ha avuto il coraggio con Sgarbi Quotidiani in tv, dunque mettendoci la faccia, di dire sempre e comunque come la pensava, arrivando addirittura a collezionare senza batter ciglio oltre 200 querele per essersi esposto con veemenza persino contro la magistratura per difendere Craxi, Berlusconi, la Prima Repubblica, i principi di libertà e le idee scomode nei quali ha sempre creduto.
Anche perché è come l’uovo di colombo.
O il segreto di Pulcinella.
Chi ha visto Vittorio Sgarbi a Castellabate al Premio Pio Alferano lo ha trovato profondamente debilitato, inequivocabilmente affaticato, con la voglia di andarsene da quella premiazione il prima possibile, ma con l’incapacità di camminare senza trascinarsi.
E a qualche amico che lo e’ andato a trovare non più di un mese fa, dopo oltre 1 ora di mutismo, è’ riuscito a proferire solo due parole: “sono stanco”.
Inutile che continuino a sbandierare la favoletta della depressione grave come causa scatenante di una condizione che ha trasformato il Vittorio che abbiamo tutti conosciuto in una altra persona. Fragile, spaventata, introversa e dipendente.
Bisognerebbe invece che il manager storico Sauro Moretti – anziché continuare a trincerarsi dietro un silenzio rispettoso del passato e dell’affetto che nutre per lo Sgarbi anticonformista geniale e irriverente che abbiamo tutti conosciuto – si decidesse finalmente a parlare.
Avrebbe tanti aneddoti del passato e del presente da poter raccontare, anche sulla salute di Vittorio – ma non solo – e pure sul modo in cui andrebbe accudito un paziente nelle sue condizioni, avendo Moretti in passato lavorato come assistente sanitario.
Infatti Vittorio per qualsiasi aspetto inerente la sua salute prima di tutto, si rivolgeva sempre e solo a Sauro Moretti… aver accettato che l’aspirante moglie Sabrina Colle e la sorella Elisabetta Sgarbi lo facessero fuori e’ stato per Vittorio un grande e irreparabile guaio, sotto ogni punto di vista.
Quanto gli sarebbe stato utile ora…
Sicuramente, per il quadro clinico estremamente delicato e complesso che investe l’uomo Vittorio Sgarbi, paziente oncologico, cardiopatico, con tante complicazioni in atto, rimanere esposto al caldo afoso o alla umidità serale non ha fatto bene e non fa bene.
Si sono raccomandati i medici questa estate di tenere le persone fragili e anziane riparate dalle alte temperature e dagli sbalzi di clima.
E’ da settimane che Vittorio Sgarbi visibilmente non sta fisicamente bene e nonostante questo hanno continuato pervicacemente ad esibirlo come un brand utilizzando come alibi la prescrizione medica che non deve rimanere in isolamento.
Ma ci sono tanti modi per non rimanere soli.
Non è necessario lavorare anche quando le condizioni fisiche non lo consentono o lo sconsigliano.
Parlare di sfortuna e’ quindi un insulto alla intelligenza e al buon senso.
Il fatto che ci sia ancora chi da’ spazio a queste ricostruzioni e letture inquieta abbastanza rispetto alla indipendenza del giornalismo in Italia.
E come dar torto alla figlia Evelina Sgarbi – che ieri si è recata al Gemelli, insieme al suo legale Avv. Lorenzo Iacobbi, per accertarsi delle reali condizioni di salute del padre – se si lamenta per non essere stata creduta dopo oltre 1 anno e mezzo che va dicendo che suo padre e’circondato da un cerchio tragico interessato più al brand che all’uomo e peraltro non in grado di accudirlo e curarlo come si deve?
Hanno passato l’estate a far di tutto per poter dimostrare al mondo – e probabilmente anche al Tribunale – che Vittorio Sgarbi e’ ritornato operativo, sa badare a se stesso, non è manipolato da nessuno, e’ autonomo, lavora e produce.
Non una parola sul suo reale stato di salute.
Che non e’ la depressione.
E’ ben altro.
Questo ricovero al Gemelli in rianimazione li ha smentiti di brutto.
Si sa che le bugie hanno le gambe corte e che i fatti hanno la testa dura.
D’altra parte non esistono delitti perfetti.
E presto verra’ a galla tutta la verità.


