Intervista di Monica Macchioni all’ex ministro Carlo Giovanardi
Caso Cucchi e non solo, Giovanardi al Graffio: come mai io non venni mai ascoltato come testimone?
Onorevole Giovanardi, Lei e’ intervenuto più volte sul caso Cucchi a difesa dell’Arma dei Carabinieri. Quali elementi le conferiscono questa sicurezza della loro innocenza? O lo fa per partito preso?
Assolutamente no: nessun partito preso! Sono certo della loro innocenza. Basti pensare che il povero Stefano Cucchi era stato ricoverato negli anni precedenti all’ arresto per ben 17 volte al Pronto Soccorso per lesioni e fratture derivanti da incidenti, cadute o lesioni originate nello spietato mondo in cui viveva.
Quando venne arrestato per spaccio di droga nel 2009 pesava trentanove chili, conduceva una vita solitaria perchè nè i genitori nè la sorella, a cui le forze dell’ ordine si erano rivolte, secondo una versione smentita dai famigliari stessi,intendevano interessarsi di lui.
Dopo la sua morte all’ Ospedale Pertini di Roma vennero incriminati gli Agenti di Custodia a cui era stato consegnato dopo l’ Udienza di convalida dell’ arresto.
In quella occasione il padre dichiarò che aveva incontrato il figlio all’ Udienza, che stava bene e che nessuno aveva notato segni di violenza e che, pertanto, doveva essere stato picchiato successivamente dagli Agenti di Custodia.
A suo tempo, come parlamentare, difesi strenuamente l’ innocenza degli Agenti che, malgrado l’ assoluzione, continuarono ad essere accusati dalla famiglia Cucchi.
E non le e’ mai venuto il dubbio che la famiglia avesse ragione e i Carabinieri torto?
Guardi le racconto un fatto vero che mi è capitato in prima persona. Una sera al Ristorante l’ Arcano di Roma , dove stavo cenando assieme ad un Avvocato e ad un Ispettore di Polizia si presentò il Carabiniere Francesco Tedesco, che si disse sconvolto per essere stato coinvolto nel caso Cucchi.
Tedesco ci raccontò che la sera dell’arresto di Cucchi lui stava davanti a Stefano e gli altri due Carabinieri dietro mentre uscivano dalla stanza della caserma dove era stato portato.
In quel momento, secondo il racconto di Tedesco, Cucchi si era girato e nel tentativo di colpire un Carabiniere allargando il braccio perdeva l’ equilibrio e cadeva a terra.
Quindi, stando alla versione di Tedesco, non ci fu alcuna violenza subita da Cucchi, ma una morte sopravvenuta per fatto accidentale. Un po’ sospetto non crede ?
Assolutamente no! La cosa sospetta e’ invece la ritrattazione di Tedesco. Con nostra grande sorpresa infatti qualche tempo dopo apprendiamo che Tedesco era nel frattempo diventato il grande accusatore dei suoi colleghi, responsabili secondo quanto da lui raccontato al Pubblico Ministero Giovanni Musarò di aver picchiato Cucchi , in base a quello che Claudio Cordova, giornalista d’ inchiesta, in una sua pubblicazione, ha definito : ” il metodo Musarò, quello adottato nei lunghi anni a Reggio Calabria. Alcuni interrogatori al carabiniere Tedesco vengono svolti in estate dal PM Musarò, lontano dal clamore mediatico. ” Grazie pertanto a Tedesco i suoi colleghi Di Bernardo e D’ Alessandro sono stati condannati a 12 anni di reclusione, che stanno scontando in un carcere militare, mentre Tedesco è libero essendo prescritto il reato di falso per cui era stato condannato.
Ma il caso Cucchi non finisce qui.
Il PM Musarò ha ottenuto il rinvio a giudizio di altri 8 carabinieri , tra cui un Generale, per falso ideologico, ottenendone la condanna nel primo grado di giudizio mentre si sta concludendo la fase d’ appello.
Dal precedente processo ne è nato un altro per depistaggio e falsa testimonianza, sempre con PM Musarò , attualmente al primo grado di giudizio, con imputati altri tre carabinieri, per fatti avvenuti molti anni dopo la morte del Cucchi, mentre uno di loro all’ epoca della morte prestava servizio in Piemonte.
Per la morte di Cucchi bisogna poi ricordare che sono stati processati ed anche condannati alcuni medici del Pertini, perchè la sua morte, secondo i giudici, ha avuto come concause lo sciopero della fame e della sete di Stefano in carcere e l’ inerzia dei medici per evitarne le conseguenze ( addirittura è stato scritto che sarebbe bastato un bicchiere d’ acqua per salvargli la vita ).
Nel frattempo Ilaria Cucchi e’ diventata Senatrice e siede nel gruppo Alleanza Verdi e Sinistra.
Lascio al lettore di giudicare se condanne così pesanti ed un numero enorme di Carabinieri imputati possano basarsi sulle dichiarazioni di chi sino a pochi mesi prima sosteneva davanti a testimoni il contrario.
Onorevole Giovanardi, ma come mai Lei non e’ intervenuto al processo?
“Sono sempre stato a disposizione della giustizia , anche perche’ all’epoca dei fatti ero Parlamentare, ma nei processi non sono mai stato sentito.


