Intervista di Monica Macchionj a Marianna Caronia, deputata regionale Sicilia di Noi Moderati
Onorevole, lei ha subito sposato la causa dell’informazione qualificata, sostenendo l’istituzione permanente del Fondo per l’editoria. Perché?
La norma della manovra ter prevedeva di istituire un Fondo permanente da 4 milioni di euro per il triennio 2025-2027, gestito da Irfis. Purtroppo, in Aula è stata bocciata dall’opposizione e dai franchi tiratori. La mancata approvazione rappresenta un danno per il sistema informativo e culturale siciliano. Un segnale grave che rischia di indebolire ulteriormente un settore già in forte difficoltà e di colpire il diritto dei cittadini ad essere informati in modo libero, corretto e plurale. Il fondo avrebbe destinato risorse pubbliche a testate giornalistiche, emittenti radiotelevisive, agenzie di stampa e imprese editoriali operanti in Sicilia, con requisiti specifici tra cui l’impiego di almeno due giornalisti regolarmente contrattualizzati nell’isola e la produzione di notiziari regionali dedicati. Il presidente Renato Schifani ha assicurato che verrà ripresentata. Io mi batterò per riproporre la misura già a settembre nella manovra quater e solleciterò il sostegno di tutte le forze politiche, perché ritengo necessario un intervento strutturale a tutela dell’informazione di qualità, elemento essenziale per la democrazia e strumento di contrasto alla diffusione di notizie false.
In commissione Bilancio lei aveva ottenuto lo stanziamento di un ulteriore milione per poter sostenere anche gli editori siciliani.
Sì, in commissione mi ero battuta con forza per gli editori librari, ma anche questa norma a Sala d’Ercole è stata bocciata. Dall’ultima ricerca dell’associazione italiana editori (Aie) è emerso che la Sicilia è fanalino di coda a livello nazionale negli indici di lettura e nella presenza di biblioteche e librerie: legge libri solo il 58% della popolazione sopra i 15 anni nel Sud e nelle Isole, contro il 73% al Centro Nord. Inoltre, le biblioteche non hanno un bibliotecario di riferimento nella metà dei casi e più di tre comuni su quattro non hanno una libreria sul proprio territorio. Bisogna ripartire da questi dati e investire su un settore spesso dimenticato. L’auspicio è che nei prossimi mesi istituzioni, operatori privati e terzo settore lavorino assieme, perché questo possa tradursi in un rafforzamento delle infrastrutture del libro. Lo stanziamento di un ulteriore milione per gli editori con produzione biennale di libri sulla cultura siciliana risponde ad un’esigenza concreta. Considero il loro lavoro prezioso per la cultura regionale, con ricadute positive sull’intero sistema economico. Il finanziamento specifico dimostrava che riconosciamo il valore produttivo ed economico di questo settore, meritevole di sostegno mirato.
In compenso, ci sono le norme che lei ha contribuito a portare a casa
Sì, sono soddisfatta per la misura per ridurre le liste d’attesa sanitarie. Le misure sanitarie approvate definitivamente prevedono tre interventi operativi: le strutture ospedaliere potranno effettuare visite ed esami diagnostici durante i giorni festivi e nelle ore notturne, ottimizzando l’utilizzo delle apparecchiature. Inoltre, è stata istituzionalizzata la priorità per i pazienti fragili, tra cui oncologici, oncoematologici, cronici complessi, persone con disabilità, minori, donne in gravidanza e soggetti con vulnerabilità socio-economiche. È previsto, infine, l’obbligo per l’assessore alla Salute di presentare relazioni semestrali all’Ars sul funzionamento delle misure.
La situazione delle strutture penitenziarie in Sicilia presenta “un quadro complesso e, in diversi casi, allarmante”, come emerge dall’analisi dell’associazione Luca Coscioni. Come intervenire?
La Sicilia è la seconda regione italiana per numero di detenuti. La situazione è considerata complessa e allarmante dall’associazione Luca Coscioni, con criticità che vanno oltre il semplice numero di persone, includendo problemi di salute mentale, igiene e carenze del personale. I dati mostrano un sistema carcerario in forte difficoltà con 6.749 persone detenute, di cui 6.497 uomini e 252 donne, che determina un sovraffollamento del 104% rispetto alla capienza regolamentare. In Sicilia si registrano un alto tasso di suicidi e situazioni terribili in termini di vivibilità. Il carcere perde la sua funzione rieducativa. È necessario un intervento immediato delle Istituzioni. Facendo parte anche della Commissione Antimafia, avevo chiesto una nuova audizione del Garante dei detenuti, con cui ritengo sia necessario avviare un’interlocuzione, affinché anche il Parlamento siciliano possa tenere i riflettori puntati su quest’emergenza.