Intervista di Monica Macchioni al segretario nazionale UDC Antonio De Poli: “siamo l’ago della bilancia “
Si è da poco conclusa la vostra festa nazionale del partito a Roma. Avete avuto dibattiti molto interessanti ed anche un discorso di oltre 30 minuti della premier Meloni che ha scelto la vostra platea per mandare dei messaggi forti e chiari. Come è il rapporto tra alleati? Qual è la vostra mission di cattolici in politica ?
Il Centrodestra è da sempre unito su valori e programmi, mentre la sinistra si divide al suo interno ed è incoerente. La nostra festa segna l’avvio del nuovo corso dell’UDC. Il rilancio del nostro partito è centrale per rafforzare l’area di Centro nel Centrodestra. Siamo autonomi e leali ma vogliamo il nostro spazio, lo rivendichiamo. Oggi c’è uno spazio politico enorme, che va ricostruito. Noi dell’UDC – questa è la nostra mission – vogliamo tornare ad essere punto di riferimento per il mondo cattolico, che crede nella politica come servizio al bene comune, e per quello civico, nei territori, che non si riconosce ancora in una casa politica.
E’ evidente che con la Sua elezione a segretario nazionale di partito, l’UDC pensa al rilancio. Come vede il futuro dell’UDC da qui al 2027?
Come ho detto, nel corso del mio intervento di chiusura alla Festa UDC, la sfida che abbiamo di fronte è ambiziosa e difficile. La nostra comunità politica, nella sua pluralità e forte del suo radicamento nei territori, ha il compito di avviare una stagione di rinnovamento del partito. Questa è la nostra prospettiva da oggi al 2027. Siamo e saremo ago della bilancia con le nostre liste fin dalle prossime Regionali. Siamo determinanti e lo dimostreremo.
L’UDC è da sempre un partito che si ispira ai medesimi valori del PPE. Siete stati per anni i più vicini. Alle ultime europee avete concorso a far eleggere il deputato Patriciello della Lega e in vista delle elezioni al comune di Milano sembrate più vicini a Tajani e a Forza Italia che nel frattempo ha aperto ad un pezzo del centrosinistra cioè a Calenda . Qual è la vostra politica delle alleanze per le prossime regionali?
Rispetto agli altri alleati del Centrodestra siamo equidistanti e autonomi. Alle prossime Regionali, come è già avvenuto nelle Marche e in Calabria, abbiamo presentato le nostre liste UDC con il simbolo dello Scudo crociato. “Forte dei nostri valori”, come dicevo prima, rivendichiamo il nostro spazio all’interno della coalizione e vogliamo ricostruire un nuovo protagonismo cattolico e civico con l’obiettivo di rafforzare il Centro nel Centrodestra. In Europa la nostra famiglia politica è il Partito popolare europeo e, coerentemente, siamo e continueremo ad essere convintamente europeisti e popolari. L’Europa non può diventare il bersaglio facile dei populismi.
Che ne pensate della politica di Trump e dei dazi ?
La politica dei dazi, a nostro avviso, fa sempre danni. Le decisioni assunte, purtroppo, rischiano di portare a una pericolosa vicinanza tra Russia e Cina, con l’integrazione in questo asse anche dell’India, Paese che è fortemente colpito dai dazi appunto. Per quanto riguarda l’Italia e l’Europa, è di fondamentale importanza aver scongiurato una guerra commerciale con gli Stati Uniti, che avrebbe avuto ripercussioni drammatiche sull’economia. L’accordo è stato un punto di partenza. Ora dobbiamo continuare a lavorare insieme alla Commissione Europea con l’obiettivo di diminuire la pressione suagroalimentare, acciaio e alluminio, settori strategici per la nostra economia.
Per quanto riguarda l’omicidio Kirk e l’affacciarsi all’orizzonte di un clima di odio, quali pensate possano essere gli anticorpi da mettere in campo? Basta aumentare la scorta ai ministri come ha fatto Piantedosi o serve altro?
Come ho sempre detto, bisogna abbassare i toni. Lanciamo un appello alla responsabilità e alla moderazione. E’ da irresponsabili soffiare sul fuoco della violenza. Come ho detto domenica scorsa, non ci sono omicidi di serie A e omicidi di serie B. Non è questione di destra o sinistra. E’indispensabile che il linguaggio sia improntato al dialogo e al confronto, utilizzare le parole con responsabilità. Questo non deve valere solo in Parlamento, ma anche sui social network, dove troppo spesso i discorsi d’odio sono frequenti e, purtroppo, rischiano di alimentare quella spirale di violenza, che oggi dobbiamo assolutamente fermare. Detto questo, le decisioni del Ministro vanno rispettate anche perché tengono conto di elementi oggettivi riguardanti l’innalzamento dei livelli di sicurezza per i rappresentanti delle nostre Istituzioni.
La guerra in Ucraina continua. Crosetto ha detto che l’Italia è impreparata perché da 20 anni non si spendono più soldi per gli armamenti. Lei che ne pensa?
In Ucraina così come in Medio Oriente ci auguriamo che si arrivi al più presto a una cessazione delle ostilità. Il percorso verso una pace giusta e duratura in Ucraina passa attraverso il contributo dell’Europa e il rafforzamento del legame euroatlantico. Con la violazione dello spazio aereo in Polonia, Putin sta cercando di innalzare i muri fra l’Europa e gli Stati Uniti. Mai e poi mai avremmo pensato nel 2025 di assistere a due crisi internazionali che stanno mettendo a dura prova l’ordine mondiale così come lo abbiamo conosciuto. In questo quadro è centrale il ruolo del nostro Paese: rispettare gli impegni di spesa per la difesa e la sicurezza è indispensabile per creare una cornice di stabilità che garantisca pace e sviluppo in Italia e in Europa.
D’Alema in Cina. Come valuta la sua presenza li? Nostalgia post comunista, interessi commerciali e professionali o tentativo di rimettersi in pista per la corsa al Colle prevista per il 2029? Secondo Lei il post Mattarella sarà un cattolico come Casini, un liberale come Tajani e Letta o un post comunista come D’Alema o Violante?
D’Alema fa le sue scelte da consulente e lobbista. La politica e le istituzioni hanno altre responsabilità. Per quanto riguarda il Quirinale credo che i tempi non siano maturi. Troppo complesso adesso fare previsioni o lanciarsi nel risiko dei nomi.



