“Caro Amedeo,
ti seguo sempre con interesse, apprezzando la passione civile e politica che metti nel tuo impegno pubblico.
Permettimi, innanzitutto, una breve premessa personale: la mia storia politica nasce nella tradizione democratica cristiana, una matrice culturale e valoriale che rivendico con orgoglio. Una provenienza diversa da quella di tante autorevoli presenze che animano questo spazio di confronto – e che rispetto profondamente – ma che sento oggi chiamata a esprimersi con franchezza.
In merito alle recenti vicende legate alle elezioni nella nostra Regione, credo sia giunto il momento di una riflessione onesta e di un’autocritica generale.
Le responsabilità del centrosinistra sono evidenti e gravi. Colpisce il silenzio generale – anche da parte di chi avrebbe il dovere politico e morale di denunciare – di fronte alla spartizione di potere tra Movimento 5 Stelle e Partito Democratico. Un accordo che ha consentito a Vincenzo De Luca di blindare la candidatura del figlio alla segreteria regionale: un fatto politicamente inaccettabile, reso ancor più grave dal fatto che ciò avvenga in concorrenza con lo stesso PD, permettendo al presidente uscente di presentare liste separate, in aperta sfida agli alleati.
Tuttavia, per quanto mi riguarda, il giudizio negativo investe anche – e soprattutto – i gruppi del centrodestra, che per varie ragioni, spesso legate a interessi personali, sembrano non avere alcuna reale volontà di costruire in Campania una classe dirigente forte, autorevole e rappresentativa.
La responsabilità principale, a mio avviso, ricade su Fratelli d’Italia, il cui gruppo dirigente appare più interessato a conservare lo status quo che a favorire l’emergere di nuove e solide leadership territoriali.
Anche Forza Italia e Lega non sono certo esenti da responsabilità. Entrambe sembrano ormai piegate alla logica dei sondaggi e ai risultati delle ultime consultazioni europee, che vedono FdI saldamente in testa, trainata dalla leadership nazionale di Giorgia Meloni.
Ma c’è un elemento ancora più preoccupante che merita di essere sottolineato: l’intera coalizione di centrodestra non sembra avere, nei propri programmi, una reale attenzione ai problemi del Mezzogiorno. Le dichiarazioni di facciata non bastano. Servirebbero politiche strutturali, visione, coraggio. Tutti elementi che, purtroppo, oggi sembrano del tutto assenti.
Proprio per questo, credo che chi ha a cuore il futuro della Campania debba farsi promotore di un’iniziativa coraggiosa e innovativa: una proposta politica, forte, autonoma, radicata sul territorio, che rompa le logiche di apparato e dia voce a quella parte di cittadini campani stanca dell’arroganza padronale di De Luca e del vuoto strategico del centrodestra.
Serve un manifesto per la rinascita della Campania, scritto presto insieme a professionisti, amministratori locali, giovani, esponenti del mondo culturale e produttivo, che metta al centro:
il lavoro vero,
la lotta alla burocrazia e alla corruzione,
il diritto alla sanità pubblica,
il rilancio delle aree interne e delle periferie urbane,
una visione moderna e meritocratica della politica regionale.
Ma per dare concretezza a questi obiettivi, è urgente che anche i partiti del centrodestra compiano una seria assunzione di responsabilità. Occorre riconoscere che senza un cambiamento profondo nella selezione della classe dirigente e nella visione del ruolo del Mezzogiorno, ogni tentativo sarà vano.
Per questo, mi permetto di rivolgere un appello diretto alla Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni:
si assuma il compito – con urgenza e coraggio – di individuare una figura indipendente, autorevole e capace, in grado di guidare il popolo del centrodestra campano fuori dalla palude delle convenienze e dei personalismi.
Una figura che sappia parlare ai cittadini, ricostruire fiducia, restituire dignità alla politica regionale.
Solo così potremo sperare in una vera alternativa, capace di rispondere ai bisogni reali dei campani e di riaccendere la speranza in un futuro diverso.
Un caro saluto
Franco Iannuzzi”