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Caso Report, la multa della vergogna! “Le legge si applica per i nemici e si interpreta per gli amici”. Quando il diritto alla privacy diventa foglia di fico per nascondere la verità

Macchioni Ranucci Boccia - llGraffio - Monica Macchioni
"Sicuramente la matrice dell’attentato non è politica, ma il clima che si respira oggi in questo Paese è pesante, praticamente asfittico".

Di Monica Macchioni

Penso veramente che il generale Roberto Vannacci abbia azzeccato non solo il titolo del suo primo libro vendendone così tante copie, ma abbia anche introdotto nel senso comune la consapevolezza del fatto che si sia proprio perso il senso: delle cose, dei rapporti, del ridicolo. Ed e’ forse questa – banalmente – una delle chiavi del suo indiscutibile successo: Vannacci spesso dice cose che molti pensano, che tanti vedono, ma che non hanno il coraggio di dire o di denunciare.

Ultimamente – e il tracollo è’ iniziato grosso modo dal 2014 in poi – viviamo perennemente in una sorta di piece teatrale di Ionesco, dove sul palcoscenico si muovono in modo sconclusionato personaggi improbabili con richieste fuori dal mondo. Eppure: oggi e’ questa la normalità bellezza!

C’è’ un attentato a Sigfrido Ranucci? E allora tutti a correre a chi fa prima il comunicato. Tutti a sgomitare: una stucchevole gara a chi gli e’ più solidale. Salvo poi muoversi in maniera carsica per minare la trasmissione Report, colpirla al cuore con una mega multa che sia da esempio anche per tutti gli altri. Ma multa per cosa? Semplicemente per aver esercitato il diritto di cronaca.

Se così non fosse, siamo seri, meglio abolirlo tout court il giornalismo d’inchiesta! E quindi il problema diventa che Ranucci avrebbe violato la privacy di una collega Rai ingerendo nella sua vita privata, quando invece la collega in questione, moglie dell’ex ministro Sangiuliano, pretendeva – cosa questa si! fuori dalla grazia di Dio e dalle norme del vivere civile – e l’audio e’ chiarissimo – di ingerire nelle nomine di un ministero!!! Anzi: addirittura di far revocare una nomina già fatta! Ma siamo su Scherzi a Parte ?

E se criticare l’operato di un ministro, o smentirlo in pubblico come ha fatto con grande coraggio Maria Rosaria Boccia diventa “attentato a corpo dello Stato”, se cercare di fargli una intervista se lo si incontra per strada mentre va a presentare un libro diventa “violenza privata” con tanto di minaccia di chiamare i carabinieri alla inviata della trasmissione da parte dello stesso ex ministro oggi candidato capolista nella lista di Fratelli d’Italia alla Regione Campania, mi spiegate in Italia oggi che senso ha pronunciare non solo “libertà di stampa” ma proprio la parola “democrazia”?

La compressione degli spazi di agibilità democratica e’ subdola, carsica, strisciante, ma continua. Basta guardarsi indietro di 15-20 anni per ricordare con grande nostalgia tempi molto diversi con trasmissioni graffianti dove veniva detto di tutto contro Berlusconi. Con grande signorilità il Cavaliere ha sempre parlato con tutti i giornalisti, di tutte le testate, di tutte le anime politiche, accettando la critica anche aspra. Accettando il contraddittorio e il confronto. Arrabbiandosi magari, ma sempre confrontandosi, dando un esempio tangibile di essere un vero liberale.

Oggi chi non è omologato, praticamente nell’immaginario comune diventa eversivo, quasi appestato. E viene isolato e messo al bando. E poi ci stupiamo se Ranucci subisce un attentato? Bene ha fatto il ministro Piantedosi ad alzare il livello di attenzione e ad aumentare i dispositivi di sicurezza nei suoi confronti.
Sicuramente la matrice dell’attentato non è politica, ma il clima che si respira oggi in questo Paese è pesante, praticamente asfittico. E questo indirettamente può essere da stimolo per chi pensa di agire in modo vigliacco e colpire chi, nonostante tutto, continua a fare con grande coraggio e passione una professione difficile.

Ci auguriamo che la Rai, che come più volte ha ricordato a tutti il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, deve continuare a svolgere con autorevolezza il proprio ruolo di servizio pubblico, non si lasci condizionare o intimidire da questi attacchi alla libertà di stampa e alla democrazia che passano anche attraverso una mega multa di 150.000 euro inflitta dal Garante della Privacy. E nemmeno vogliamo aprire un dibattito sul fatto se questa multa sia stata o meno ispirata dalla politica. E’ un fatto grave in sé’. Iniquo in se’.

E se la Rai si lascia influenzare, beh, allora significa proprio che il pesce puzza dalla testa.  E che non c’è davvero più niente da fare per provare a salvare il Paese.