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Sgarbi e gli effetti del cerchio tragico

Vittorio Sgarbi, genio e sregolatezza, in realtà ha sempre subito le macchinazioni di chi gli stava intorno. Anche molto prima della depressione. Ma all’epoca era in grado di reagire e ripristinare gli equilibri e la sua volontà.

Di Monica Macchioni

La verità che in pochi ammettono e’ che Vittorio, suo malgrado, contro la sua volontà, e i suoi principi, alla fine si e’ trovato sempre ad essere un po’ “condizionato”. Anche quando era completamente libero. O pensava di esserlo. Perché c’erano – anche tantissimi anni fa – sommovimenti carsici, come in tutte le corti che si rispettino, di congiurati che cercavano di far fuori le vittime di volta in volta designate. E quindi anche molti anni prima della insospettabile e imprevedibile depressione.

Ma all’epoca aveva gli anticorpi per reagire e per ripristinare e imporre alla fine sempre e solo la sua volontà. Spesso faceva il primo passo e recuperava gli allontanati, facendo finta a mio parere di non sapere come fosse stato possibile questo allontanamento, ignorandone la ratio. Oppure forse perché talmente impegnato e sempre costantemente marinettianamente di corsa da non accorgersi realmente delle macchinazioni che avvenivano dietro le sue spalle. Figuriamoci ora con questa depressione importante che cosa può accadere.

L’elenco delle persone che si sono allontanate da lui per congiunture spesso “spintanee” create a tavolino sono davvero parecchie, persone a cui lui teneva affettivamente o professionalmente, soggetti anche di grande valore che erano molto utili a Vittorio, vedi l’organizzatore di mostre Gilberto Algranti che lo sostenne e gli fu vicino anche umanamente quando venne fatto fuori la prima volta dal governo Berlusconi, dove ricopriva la carica di sottosegretario alla Cultura quando ministro era Urbani. Le mostre più belle Vittorio le ha organizzate tramite lui. Vedi quella sul Mantegna in 3 città diverse.

La famosa mostra del Cristo morto che Rutelli non voleva far spostare da Brera con tanto di catalogo Skira’ Vittorio la organizzo’ proprio con Algranti. Ma questi fenomeni riguardano anche il suo staff, i suoi manager, anche quelli che sono durati più a lungo. C’erano sempre movimenti nell’ombra, fatti di bisbigli, di sussurri, di zizzania. L’ultimo caso riguarda il Social Media Manager Dario Di Caterino. Per seguire Vittorio Sgarbi nei suoi spostamenti in giro per l’Italia ci voleva una grandissima energia, capacità di non dormire la notte, di reggere tante ore in piedi.

Dal video che abbiamo ritrovato su Internet c’è’ da scommettere sul fatto che Vittorio Sgarbi apprezzasse sinceramente Dario Di Caterino professionalmente e anche per la sua resistenza nel seguirlo. Sono sue le parole estrapolate dal video che qui riportiamo:

“I social fanno un miracolo. Non abbiamo niente di Dante, di Michelangelo e di Machiavelli. Noi oggi abbiamo un duplicato della vita che sono i film, la televisione. Io sono l’inventore del reality. Quello che io ho creato in tv e’ quello di far saltare il banco. Quella cosa si è moltiplicata ed è andata avanti.
L’idea di avere Dario che segue e cura la vita determina un effetto.
Ora il problema adesso e’ che ognuno vorrebbe comunque assumere il ruolo di Dario. E quindi c’è’ un colpo di Stato per eliminare Dario. Ma non è sul piano professionale, e’ sul piano personale. Lui esercita nel modo più preciso quello di cui stiamo parlando da tempi abbastanza vicini.
La cosa incomincio’ inerzialmente anni fa. Con Pietroni e Ippolito.
I due hanno litigato, poi uno aveva una sua pigrizia.
Dario non ha pigrizia e quindi riesce a seguire la vita.” A quel punto gli intervistatori si complimentano per Dario e gli suggeriscono di tenerselo stretto e Sgarbi dice: “Bravi che lo avete detto, la penso anche io così. Pero’ non è una mia volontà’”.

Peccato che è stata l’ultima volta che Di Caterino – così apprezzato dal Professore Sgarbi – ha collaborato con lui.

Nel video risalente alla fine del 2023 si vede un Vittorio Sgarbi pieno di vita, di entusiasmo e di energia. Ma nonostante questo vigore, Vittorio Sgarbi subi’ la decisione di altri.

Chi dispose l’allontanamento di Di Caterino?

E chi dispose l’allontanamento di altre figure determinanti per l’umore e il buon funzionamento della “macchina sgarbiana”?

Quali furono le ragioni di questo colpo di mano che hanno indebolito e isolato Vittorio ?

Ecco uno dei tanti, troppi, deleteri effetti collaterali del Cerchio Tragico.